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Considerato troppo spesso, a torto, il terzo Beatles, a partire dal 1965 iniziò a cercare una propria identità musicale al di fuori del contesto del suo complesso. I suoi interessi per l'Oriente lo portarono ad abbracciare, molto più intensamente degli altri Beatles, la musica e la religione indiane. Con il maestro Ravi Shankar iniziò a studiare e a suonare il sitar. Tracce evidenti di questo suo percorso sarebbero affiorate in molte canzoni, sia con i Beatles sia come solista. Harrison fu tra i primi ad innestare strumenti orientali nel rock, e durante la permanenza con i “Fab Four” suonò il sitar nelle canzoni "Norwegian Wood" (1965), "Within You, Without You" (1967) e "The Inner Light" (1968).Nel secondo periodo di attività dei Beatles, Harrison assunse un ruolo di primo piano sia come chitarrista, affinando uno stile di chitarra inconfondibile, sia come autore originale ed intenso di alcune splendide canzoni come "While My Guitar Gently Weeps" (1968), "Here Comes The Sun" e "Something" (entrambe del 1969), quest'ultima suo personale capolavoro.In qualità di autore e produttore, Harrison fu molto più attivo di quanto si creda. Alla fine degli anni sessanta furono infatti numerose le sue produzioni per la Apple a favore di artisti come i Badfinger, Billy Preston, Jackie Lomax e Radha Krishna Temple. Desideroso di intraprendere progetti individuali e sempre incline alla sperimentazione musicale, sempre in quel periodo Harrison si cimentò inoltre, per l'etichetta sperimentale Zapple, in musica d'avanguardia per film, con Wonderwall Music (1968), colonna sonora di sapore orientale, e con Electronic Sound (1969). -------------------------------------------- Guarda i video di Olistica.tv: Musica, arti, trance
CD George Harrison:
Living in the material world (2006 remas)
The concert for Bangladesh
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