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I movimenti dell'anima |
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo)
Meditazione e Ricerca Spirituale
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By Giacomo Bo on
19/12/2007 12.07
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Nell’essere umano esistono – in modo stupefacente – due piani di esistenza, due modi di vivere la vita e se stessi, apparentemente opposti l’uno all’altro o in contraddizione.Due abiti, uno più interno e più intimo, l’altro più esterno, apparentemente più adatto alle intemperie della vita.Stiamo parlando della logica e dell’intuizione, della ‘testa’ e del ‘cuore’, della ragione e del sentimento, della volontà e della resa o come li si voglia chiamare.Al di là dei nomi, non è facile darne una descrizione precisa.Cos’è la ragione?I suoi fondamenti vanno ricercati oltre 2.000 anni fa, in quel grande filosofo greco che fu Aristotele, il quale in modo molto preciso indicò la strada per questo tipo di pensiero; una strada lineare, composta da ragionamenti precisi, ognuno che precede e giustifica il successivo.Un modello in apparenza semplice, dove A conduce a B, B conduce a C, C conduce a D. Quindi se si desidera giungere a D non si deve far altro che percorrere la strada indicata. Se ad esempio si vuole diventare un uomo di successo, si deve prima studiare (A), passare gli esami (B), lavorare con impegno (C) e si avrà dunque successo (D).Presentato in questo modo, tale pensiero rende più semplice l’esistenza, perché la spiega efficacemente e ne trova le soluzioni.Con la logica e la ragione, è possibile calcolare con precisione questa strada, trovare i trabocchetti, ed anche spiegare il possibile fallimento.Nulla quindi è fuori dal proprio controllo.La sensazione che da il pensiero logico è quella di potenza e di controllo, di sicurezza e di certezza, perché nulla è lasciato al caso, nulla è fuori portata.Ma siamo proprio sicuri che la vita funzioni in questo modo?Eccoci giungere all’intuizione, all’abbandono, al riconoscimento cioè dell’esistenza di forze più grandi che plasmano in continuazione il creato intero.Noi siamo soggetti a molteplici forze, che agiscono indipendentemente dal fatto di esserne consci o meno.Il semplice camminare per la strada avviene grazie all’interazione di tutte queste forze fisiche ma anche interiori. Il pensiero stesso è sotto l’influenza di queste forze invisibili; quando ad esempio emerge un pensiero del tipo: “ho voglia di bermi una spremuta” come facciamo a sapere se è nostro originale o se semplicemente è il frutto di influenze profonde? Quando si osserva una persona, dietro c’è un’intera linea genetica, così come dietro un chicco di riso c’è un lavoro infinito.Da migliaia di anni l’uomo conosce intuitivamente queste
forze e tenta di dar loro un nome. Pensiamo a strumenti di indagine
come l’astrologia che vede l’influenza dei pianeti, oppure la religione
che riunisce in un ‘Dio’ l’insieme di queste forze che creano la vita.
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| Accettare l’esistenza di tali forze significa riconoscere la nostra impotenza, la nostra fragilità e precarietà nei confronti dell’esistenza. Significa semplicemente riconoscere i limiti della ragione e della logica, che spiegano tutto ma non ci dicono perché questo tutto esiste, né quali siano le sue direzioni ed intenzioni.L’uomo razionale è convinto che prima o poi riuscirà a trovare la risposta a tutti i ‘perché’, e si incaponisce sempre di più in questo, perdendo di vista il fatto che la logica e la ragione sono sorte proprio nel tentativo di spiegare queste forze, ma non sono in grado né di crearle né di annullarle. In fatto ad esempio che si possa spiegare perfettamente perché un organo del corpo si sia ammalato non impedisce che questo si ammali.Esistono quindi forze profonde della vita che permeano tutto l’universo, lo sostengono e lo guidano verso ciò che noi chiamiamo ‘evoluzione’. Queste forze sono al di là del bene e del male, del giusto o dello sbagliato, perché questi sono concetti della mente razionale e non appartengono alla natura. Il leone che uccide la gazzella non è buono né cattivo, non segue nessuna logica.E’ a queste forze che l’anima risponde.Essa non conosce la ragione, non agisce su basi logiche, bensì è guidata da elementi primordiali e si muove in direzioni che noi possiamo solo ‘intuire’.Intuire significa mettersi in ascolto interiore, ritirandosi dal mondo esterno e dal pensiero logico, o come dicono gli antichi saggi: “trovando rifugio nel proprio cuore”.Assuefatti dal pensiero logico, rumoroso e superficiale, abbiamo perso la capacità di ‘sentire interiormente’ il suono dell’anima.Abbiamo così perso il vero timone dell’esistenza, quel maestro interiore che conosce la vita perché la vive da miliardi di anni. L’anima non sa usare un computer, ma sa amare un altro essere umano, sa perdonare, sa rinunciare…Senza tutto questo, ci rimane lo strumento sterile della logica, che è troppo ridotto per poter accogliere la vastità e la profondità dell’esistenza.Miope, l’uomo moderno si confronta con i quesiti esistenziali ed universali senza poter trovare la vera risposta, e le sue azioni appaiono prive di forza e di profondità. L’uomo moderno che pensa di determinare e di avere sotto controllo il suo destino è come quel panettiere che ritiene di aver creato lui il pane…I movimenti dell’anima sono profondi come l’oceano e saggi come l’uccellino che costruisce il nido sull’albero. Entrambi non sanno spiegare perché fanno così, ma sanno fare il proprio lavoro, guidati da qualcosa di antico che unisce tutte le anime dell’universo.Riconoscere questi movimenti significa arrendersi ad essi e lasciarsi così guidare verso una vita diversa da quanto la logica vorrebbe, ma infinitamente più appagante e piena perché in armonia con la saggezza dell’Universo.Da molti anni ricerco questo contatto con l’anima attraverso la meditazione e il silenzio, e sempre questi due strumenti di inestimabile valore hanno saputo riportarmi a me stesso, lasciando cadere i condizionamenti della mente e del mondo.Ultimamente, quasi per ‘caso’, mi sono ritrovato a seguire un approccio terapeutico – le Costellazioni Familiari (di cui potete trovare sul mio sito una breve presentazione) - che promette la risoluzione di grandi problematiche di vita. Incuriosito ho osservato a lungo il metodo, l’ho studiato, ho conosciuto il suo fondatore [Charles Berner, ndr], e ad un certo punto mi sono sentito sollevare da queste forze profonde e trasportare proprio nel centro di questo sistema. Ancora una volta, l’anima ha ritrovato la sua casa.
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > benessere e meditazione: Costellazioni familiari con Bert Hellinger
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Re Nudo (si) domanda: Giorgio Gaber |
IL BLOG DI RE NUDO
News da Re Nudo
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By Re Nudo on
11/12/2007 11.52
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-Tratto dal libro di AAVV, Giorgio Gaber su Re Nudo - articoli e interviste 1972-2002, Re Nudo edizioni, nov. 2007-
Il primo articolo-intervista con Gaber esce su Re Nudo (prima serie) nel gennaio ’76. E’ l’anno in cui, pochi mesi prima in giugno, è avvenuto il secondo festival di Re Nudo al Parco Lambro.
Gaber non aveva ancora partecipato ai festival di Re Nudo, anche se lui e Ombretta Colli erano venuti come partecipanti al festival del Lambro a guardarsi in giro.
Il rapporto tra Re Nudo e Gaber è iniziato da pochissimo e solo attraverso l’amicizia personale con l’allora Andrea Valcarenghi. Gaber non aveva ancora partecipato neppure ai concerti a sostegno di Re Nudo, che avevano visto la partecipazione di De Andrè, Guccini, Area, PFM, Canzone del Lazio, Battiato, Claudio Rocchi e vari altri musicisti. In Gaber in quel periodo c’era interesse ma non adesione.
A questo primo incontro esplorativo RE NUDO-GABER, partecipa anche Ombretta Colli. All’epoca Giorgio Gaber e Ombretta Colli avevano lo stesso tipo di approccio con Re Nudo, un approccio di curiosa diffidenza ma entrambi ancora lontani da un processo di adesione-partecipazione che si manifesterà poi con Gaber, in occasione del festival del Parco Lambro di quello stesso anno.
Per Re Nudo c’è Marina Valcarenghi, Andrea Valcarenghi, Stefano Segre.
Sbatto sul tavolo di cucina, già apparecchiato, il registratore e lui sussulta. “Non per me il registratore. Per piacere stasera no, facciamo una sera così, normale, l'intervista un'altra volta”. Poi, come per giustificarsi. “Marina, sono stanco morto o, più che stanco, arrabbiato, depresso, stufo marcio, non saprei davvero cosa dire, alla gente di Re Nudo, poi, che mica scherza... E’ un pò, di giorni che mi intervistano le radio alternative, adesso è tutto un formicolio di radio alternative, tante domande...”
“Cosa?”
“Le solite robe... non ne posso più ”
“Va bene va ben e non ti preoccupare, niente intervista, non parliamone più”
Parliamo invece di De Andrè. “Bravo, e dire che l’avevo attaccato duramente non mi ricordo più su quale giornale e lui su quale altro mi aveva risposto. Però non aveva ancora scritto il bombarolo.”
“E il disco nuovo, femminista, di Ombretta Colli? Ci sei dentro anche tu?”
“Si, qualcosa ho fatto anch'io, con lo pseudonimo di Catilina”
“Cosa c'è dentro?”
“Te lo dirà lei.” Poi arriva lei e io buona buona “si potrebbe parlare un po' del tuo disco?”
“Beh, prima sentitelo”. Ben detto e m'azzitto. Si parla così col suo film, questa sceneggiatura già in tasca in cerca di produttore, “Mica facile eh?”
“Mica facile, no. Perché questi produttori sono gente molto strana. Se vai lì coi tuoi fogli in mano, ti dicono bleah, che brutto. Devi fare a finta che la tua idea (del tuo film) venga a loro. Cioè tu ti presenti, parli, parli del più e del meno, poi devi insinuargli il sospetto dell'idea in modo che lui la possa credere sua. Poi aggiungi delle cose, fai in modo che lui ne aggiunga altre (sempre di tue) e alla fine; bravo produttore, sei grande, splendida idea, adesso se sei d'accordo ci faccio la sceneggiatura, che invece ce l'hai già in tasca, e potresti girare anche domani.”
Piano piano il Gaber si rilassa, riesce persino a mettere i pezzettini
di banana nel riso al curry, in un coraggioso gesto di controcultura
alimentare. Mangia ma non perde un colpo, una frase, uno sguardo. Hai
l’impressione che Gaber mangi davvero le idee, le parole e le
vibrazioni di quelli che gli stanno intorno. Gaber è psicologicamente
vorace, Gaber è anche un ruminante perché tutte queste
idee-fatti-sensazioni della vita sua e altrui finiscono in una specie
di sacco mentale dal quale poi fuoriescono canzoni. Che sono bombe. Per
forza poi queste canzoni ti strappano le budella, le budella, sono
fatte con le tue budella!
Poi mentre si snoda in un lungo accovacciamento sul tappeto (non è
tanto alto e sulla scena sembra gigantesco. Forse si dilata al calore
dello spettacolo, ci confida “Sono stufo marcio, cari miei, e di tante
cose, ma soprattutto di quelli che si impadroniscono delle tue idee,
delle tue robe, le inghiottono masticandole malamente e te le risputano
alla fine orrende e irriconoscibili”.|
“Ma questo è il rischio di chi esce allo scoperto e gli piace qualche
volta di fare l'artista. Consolati perchè le tue pensate, bene
incartate coi nastri, praticamente non esistono finchè sono solo tue.”
“Ma ridotte in quello stato... servono ancora? Vorrei spiegarmi meglio.
C'è come uno svuotamento progressivo delle parole, di certe parole. |
| Dire di uno che è un democratico, per esempio, che cosa vuol dire ormai? Vuol dire che è un coglione. Ma ti par possibile? C'era una volta un bel mucchio di concetti dietro quella parola. Chi è stato? Ci sono però parole ben più nostre che stanno facendo la stessa fine e insieme si snaturano degli obbiettivi, si fanno delle grandi confusioni...”
“Per esempio fra coppia e rapporto, fra solitudine e isolamento... ”
“E già. Certe volte ti sembra di aver voluto spingere col tuo lavoro verso una direzione e ti accorgi che qualcosa o molto ti ritorna addosso, Allora? Allora adesso per esempio penso all'importanza che ha avere una morale...”
“Ah, mi rallegro, questa è ormai una parola-tabù, archeologia, fa sorridere quasi tutti, dagli psichedelici agli stalinisti... ”
“Ma come fai a non avere una morale? È maledettamente importante ed è maledettamente importante anche riconoscerla, ridefinirla, esserne consapevoli.”
“Io sono d'accordo e, sbaglierò, ma vedrai come te la risputacchieranno indietro questa tua esigenza qui della morale. E’ un po' quello che io ho sentito al Parco Lambro ultimo. Troppe volte la morte della coppia tradizionale intesa come fine di qualunque rapporto profondo fra due persone e l’ammucchiarsi di pseudo-rapporti, tanta gente che cercava di rompere l’isolamento nella frenesia nevrotica del Tutti insieme a farsi stordire.” “Insomma mai come quest'anno ho visto tanta gente scappare via in India, scappare via a farsi inchiodare dalla musica, se la 'tua strada su cui puoi contare' ti viene risputato dalla maggioranza come 'la strada su cui puoi scappare' io non sono mica d'accordo, perchè poi, succede che spesso alla fine di quella strada c'è anche l’eroina.”
“Sono d'accordo, questo discorso vale per molti casi, anche certi aspetti della violenza, oggi, per esempio, sono tentativi di fuga da sè e dalla realtà.”
“Mi sembra che tu abbia esagerato - interviene Andrea guardando me- al festival del Parco Lambro c'era quello che dici, ma in cambio anche tanti momenti di autentica gioia, di reale tensione collettiva, se non altro (e c'era anche dell'altro) per il fatto di essere in tanti a condividere incertezze, scelte, paure...”
“Certo che ho esagerato, ma per vedere meglio, per non farla facile. Anche per me ci sono stati momenti molto belli, per esempio quel ragazzo che non sapeva che ero dell’organizzazione e che mi ha invitato nella sua tenda a parlare e il rumore de ...
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La vergogna olimpica |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
07/12/2007 11.53
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(articolo pubblicato in Re Nudo n°102 - dicembre 2007)
Sento ancora il coro ipocrita di tutti coloro che, quando venne stabilito che le Olimpiadi 2008 si sarebbero tenute a Pechino, cercavano di tacitare le voci che protestavano contro questa decisione affermando che, proprio a causa della responsabilità di ospitare i Giochi Olimpici, la Cina sarebbe stata costretta ad aprirsi ed allentare in qualche modo il controllo ferreo che il Governo e il Partito Comunista esercitano sulla società. Bene, adesso che solo una manciata di mesi ci separano dall’8 agosto del prossimo anno, possiamo tentare di verificare la bontà di quelle parole e il livello dei cambiamenti positivi che “la responsabilità olimpica” ha prodotto all’interno della Repubblica Popolare Cinese.
E cominciamo dalla libertà di stampa. E’ di pochi giorni fa, la notizia che in Cina tutti i giornali e le televisioni hanno ricevuto un decalogo virtuoso a cui ogni operatore della comunicazione è tenuto ad attenersi se non vuole avere noie con la legge. E’ una breve lista di cose che si devono o non si devono fare. Ad esempio non si devono pubblicare notizie che potrebbero nuocere all’immagine della Cina. Non si devono commentare fatti sui quali c’è già un comunicato ufficiale del governo e dunque è superfluo inviare giornalisti a seguire conferenze, eventi o congressi per i quali basta ed avanza la posizione ufficiale del Partito. Non si devono inoltre pubblicare notizie senza il preventivo permesso delle autorità. E così via. Insomma dieci comandamenti per il perfetto giornalista che non può informare sugli scandali, riportare di sua iniziativa le critiche e le proteste (ormai sempre più numerose soprattutto nelle campagne) ma parlarne solo quando la propaganda del regime lo ritiene utile, vale a dire in occasione del lancio di una determinata campagna repressiva diretta contro il “nemico del popolo” di turno. Grande spazio invece alla vertiginosa crescita dell’economia, alle imponenti realizzazioni del socialismo di mercato, al boom edilizio, ai successi sportivi e cose del genere. Ecco l’informazione pretesa dalla Pechino che si appresta a celebrare i Giochi Olimpici 2008.
E le immancabili aperture politiche che tanti ottimisti a buon mercato avevano previsto o addirittura date per sicure? Guardiamo insieme qualche breve istantanea scattata da uno dei più attenti osservatori della realtà cinese, l’agenzia di stampa Asia News in un suo recente numero. “Sichuan: nella parte della regione con maggioranza etnica tibetana, le autorità hanno stroncato con la violenza e gli arresti le proteste contro lo sfruttamento minerario della montagna Yala (contea di Dafou), una delle nove considerate sacre dai buddisti tibetani. Zhejiang: il 20 giugno la polizia in tenuta antisommossa si è scontrata con oltre 30mila dimostranti contro la demolizione forzata di una casa a Shaoqing, con un bilancio di decine di feriti e almeno due arresti, uno per “occupazione di strada pubblica”. Testimoni oculari dicono che la polizia ha provocato gli scontri aggredendo due persone isolate e provocando la reazione della folla. I dimostranti, che si oppongono alla demolizione forzata di un’abitazione di 4 piani nella città bassa di Shengzhou, hanno presidiato la zona per ore. Il governo ha già demolito le altre abitazioni della zona e questa casa ne ostacola i progetti. Sempre nel Zhejiang a Dongtou, contea di Wenzhou, la settimana scorsa funzionari pubblici hanno pestato due residenti che si sono opposti al tentativo di sbriciolare con mine una montagna per creare una spianata di 284 ettari per una vicina spiaggia, nonostante il 28 dicembre il tribunale provinciale abbia dichiarato “illegale” l’ambizioso progetto urbanistico.
Sichuan: A maggio la popolazione è dovuta scendere in piazza per ottenere giustizia per il probabile assassinio di Wang Qiang, studente di 15 anni, da parte di due persone rimaste impunite, una delle quali è nipote del capo della polizia locale. Guangzhou: Nel distretto di Haizhu il 20 giugno centinaia di poliziotti hanno caricato e pestato a sangue soldati in pensione scesi in piazza da giorni in modo pacifico per chiedere un aumento della pensione. Molti dei dimostranti sono stati decorati come eroi di guerra nella guerra civile dei tardi anni ‘40 o in quella con la Corea negli anni ’50 e hanno manifestato indossando l’uniforme con le medaglie ricevute. Xie Suqing, 52 anni, racconta al South China Morning Post che la polizia lo ha portato presso la stazione di Chigang e lo ha percosso fino a farlo svenire, rompendogli una vertebra. Il giorno dopo un ufficiale di polizia lo ha visitato in ospedale intimandogli di non parlare con i media. Le pensioni sono di circa 1.000 yuan mensili (circa 100 euro), mentre ufficiali di pari grado in servizio sono pagati fino a 9mila yuan. Un lavoratore migrante si dà fuoco in piazza Tiananmen: Non era pagato da mesi. Oltre il 90% dei lavoratori migranti non riceve regolarmente una paga. Molti di essi tentano il suicidio. Un migrante del Jiangsu si è dato fuoco sulla piazza Tiananmen per protestare contro il governo e i capi della sua ditta, che non gli pagano il salario. Così Wang Congan, 53 anni, del Jiangsu, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco trasformandosi in una torcia umana, mentre la piazza Tiananmen, nel cuore della capitale, era piena di turisti.”
Per ovvi motivi di spazio fermiamoci qui ma si potrebbe continuare a
lungo in questo elenco che parla della realtà di quella nazione quanto
è più del sofisticato profilo dei grattacieli del lungomare di Shangai
o delle statistiche sulla crescita del PIL. Così come ci parla della
“vera Cina” l’annuale rapporto dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino”
che, pur sottolineando una certa diminuzione del numero delle
esecuzioni capitali, ricorda che nel 2006 su un totale di 5.628
condanne a morte eseguite nel mondo, ben 5.000 hanno avuto luogo sul
territorio cinese, vale a dire oltre il 90%.
E inoltre va tenuto presente che quelle di cui si parla sono le sentenze ufficialmente ammesse da Pechino ma in molti ritengono che il numero reale sia notevolmente più elevato.
Uno dei vanti del presente governo cinese è quello di essere in prima linea nella lotta al terrorismo. Peccato che mentre taccia di “terroristi” tutti coloro che cercano (nella stragrande maggioranza dei casi in modo assolutamente pacifico) di rivendicare spazi di libertà politica, sindacale o religiosa, secondo attendibili fonti riportate dalla stampa internazionale, Pechino fornirebbe armi ai terroristi iracheni e alle milizie talebane in Afghanistan. Anche se l’amministrazione Bush ha cercato di minimizzare la cosa per non aprire un imbarazzante contenzioso politico, appare evidente la gravità della vicenda.
E poi abbiamo Internet dove la censura è ferrea e le condanne per chi trasgredisce pesantissime. Il 27 agosto 2007 il governo ha bloccato 8.808 indirizzi web, e 9.593 siti. Gli oltre 137 milioni di utenti cinesi possono “navigare” solo all’interno degli angusti confini stabiliti dalle autorità e una lunga serie di argomenti sono ufficialmente dichiarati proibiti e chi cerca di affrontarli rischia di pagare un prezzo elevato per la sua curiosità. Viceversa Pechino alleva e finanzia un buon numero di esperti informatici che conducono una spregiudicata guerra virtuale contro i siti e i networks delle organizzazioni del dissenso. La rete TSG (Tibet Support Groups ) ad esempio, è continuamente bombardata da virus provenienti da siti cinesi. Ma l’aggressività della Cina comunista non si ferma qui e investe anche gli stati stranieri. Questa silenziosa guerriglia informatica è condotta infatti anche contro le reti governative, industriali e perfino militari di nazioni come la Gran Bretagna, la Germania, la Francia e gli Stati Uniti. Ha fatto particolarmente scalpore a fine agosto, un massiccio attacco elettronico portato contro le reti del Pentagono e la scoperta di un piano per mettere fuori uso e paralizzare i computer delle principali navi da guerra statunitensi.
Altro punto drammatico sono le ricorrenti, capillari e brutali campagne contro la libertà religiosa. Tutto quanto si muove fuori dai confini delle cosiddette “Chiese Patriottiche” (le organizzazioni religiose controllate direttamente dal Partito) è represso senza misericordia. Che si tratti di monaci buddhisti tibetani, di preti e suore cattolici, militanti della Falun Gong, esponenti islamici di etnia uigura, ha poca importanza. Tutti coloro che vogliono esprimere la propria spiritualità liberi dallo stretto controllo governativo vengono duramente perseguitati.
Insomma una situazione ben poco “olimpica”. A questo punto il quadro è piuttosto chiaro. Pechino si appresta ad usare la suggestiva cornice delle Olimpiadi per celebrare il suo regime e lanciare all’interno e all’esterno della Cina un messaggio di forza, stabilità, potenza. Un messaggio che vuole al medesimo tempo affascinare e incutere timore. Un messaggio che intende chiarire bene a tutti come sia molto più conveniente essere amici della Cina che suoi nemici. E’ un copione che il mondo ha già visto messo in scena a Berlino nel 1936 (e immortalato poeticamente e sciaguratamente dalla più grande regista tedesca del Novecento, Leni Riefensthal, nel suo film Apoteosi di Olympia) quando un trionfante Adolf Hitler aprì i giochi in una Berlino trasformatasi per l’occasione nella principale vetrina propagandistica del nazional-socia ...
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L'uomo e il regno vegetale |
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo)
Salute e Alimentazione Naturale
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By Giacomo Bo on
30/11/2007 17.35
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L'uomo e il regno vegetale: un piccolo ma significativo contributo dall'antroposofia di Rudolf Steiner
Un interessante modello di studio della relazione tra l’uomo e il regno vegetale, dal punto di vista dell’alimentazione, ci viene fornito da Udo Renzenbrink, famoso studioso antroposofico, autore di numerosi libri tra cui “Alimentazione e Scienza Spirituale”.
Secondo questo studio, l’uomo e le piante condividono una struttura interna molto simile, al punto tale che la pianta stessa può influire positivamente sul corpo umano.
Già Goethe concepiva il vegetale triarticolato in radice, foglia-gambo, fiore-frutto-seme, con ciascuna di queste parti aventi caratteristiche particolari.
La radice, immersa nel terreno, percepisce l’ambiente circostanze ed estrae le sostanze utili alla pianta che si sviluppa e si edifica proprio grazie a questa selezione intelligente.
Le foglie ed il gambo costituiscono la parte centrale del vegetale e sono responsabili dei processi di respirazione attraverso i quali la pianta scambia l’ossigeno con l’anidride carbonica, assorbendo il carboidrato con l’aiuto della clorofilla. Inoltre, i vasi fogliari trasportano le sostanze nutritive in tutto il vegetale.
Infine, il fiore, il frutto o il seme, rappresentano la capacità riproduttiva della pianta attraverso i delicati processi di trasformazione dell’amido in zucchero, oltre che lo sviluppo di profumi delicati ed intensi.
Veniamo ora all’uomo: anch’egli può essere scomposto in tre parti: la testa e il cervello, il torace con il cuore e i polmoni, l’addome con gli organi riproduttivi.
Il cervello e in generale tutto il sistema nervoso ha come compito quello di raccogliere costantemente i dati dall’ambiente esterno e di selezionarli in modo da accogliere quelli che contribuiscono ad una migliore sopravvivenza dell’organismo e da scartare quelli invece che si oppongono ad essa.
Appare quindi evidente l’analogia con la radice della pianta: entrambe queste parti sono in comunicazione con l’esterno e creano strutture complesse attraverso la selezione precisa ed intelligente dei dati più utili.
Il cuore e i polmoni sono responsabili del processo respiratorio e circolatorio. Anche qui appare evidente il parallelismo con le foglie e il fusto della pianta, con la particolare singolarità che mentre quest’ultima assorbe anidride carbonica ed espelle ossigeno, l’uomo si comporta al contrario.
Inoltre è interessante osservare come i pigmenti della foglia e il sangue, la clorofilla e l’emoglobina, siano costruiti chimicamente in modo molto simile.
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Infine, appare evidente la correlazione tra il fiore-frutto con gli organi riproduttivi
dell’uomo. Come la pianta concentra la maggior parte delle sue forze
nella produzione del frutto, così l’uomo raccoglie il meglio delle
proprie sostanze fisiche e spirituali e le concentra nello spermatozoo
e nell’ovulo.
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A questo punto, piuttosto che approfondire ulteriormente questo interessante studio, è importante chiederci se questo parallelismo tra uomo e vegetale sia solo di natura concettuale o se abbia dei risvolti pratici soprattutto nel campo della salute e dell’alimentazione.
Sicuramente, se prendiamo in esame solo gli aspetti fisici e concreti, sarà difficile determinare quale influenza possa avere il vegetale sull’uomo, però non dobbiamo mai dimenticarci che l’essere umano è un essere spirituale oltre che fisico, sul quale intervengono forze e dinamiche che vanno molto al di là della capacità della nostra scienza materiale di comprenderle.
Non dobbiamo inoltre dimenticarci che non potremo mai capire i processi naturali se non li vediamo come processi vitali. L’uomo è prima di tutto un essere vivente, che si nutre di altri esseri viventi, e questo mette in gioco una molteplicità di variabili e di influenze impossibile da quantificare con gli strumenti ordinari di indagine..
Premesso questo, possiamo quindi definire meglio questa triplice influenza del regno vegetale sull’uomo. In particolare, nutrendoci di alimenti-radice quali carote, cipolle, rape, barbabietole, sedani rapa e così via, andremo a nutrire e a rinforzare il sistema nervoso ed il cervello. Allo stesso modo, alimenti-fusto come le insalate e i radicchi, il finocchio, il sedano, i cavoli e così via, rinforzeranno l’apparato respiratorio e circolatorio dell’uomo.
Infine, alimenti-frutto come tutta la frutta in generale, i cereali e i legumi, le noci ecc. daranno forza e nutrimento all’apparato riproduttivo umano.
Ovviamente, stiamo sempre parlando di un nutrimento e di una forza sottile, perché da un punto di vista prettamente medico-scientifico, tali parti dell’uomo vengono nutrite indifferentemente da proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e sali minerali.
Però, come già detto, ricordiamoci che l’uomo vive attraverso la sua triplice natura di essere fisico, mentale e spirituale, e l’alimentazione ha il compito di nutrire l’uomo in tutti e tre i suoi piani esistenziali.
La salute non è solamente una condizione fisica determinata da un equilibrio ottimale di principi nutritivi, bensì una condizione esistenziale causata da una molteplicità di fattori fisici e spirituali.
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > benessere e meditazione
Il progetto Ricerche di Vita
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