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Milton Erikson in una seduta di ipnosi
VIDEO di Olistica.tv Video ipnosi (ericksoniana) e PNL By 1653739@aruba.it on 25/02/2008




Interessante video in cui Milton Erikson, durante una seduta di ipnosi, propone diverse induzioni ed esperimenti ipnotici.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Induzione di Milton Erickson
> Dall'ipnosi alla meditazione
> Tony Robbins: potere della chiarezza e della determinazione

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> PNL (Programmazione neurolinguistica)
> Richard Bandler
> John Grinder
> Milton Erickson (ipnosi eriksoniana)


Libri:

L'esperienza dell'ipnosi. Approcci terapeutici agli stati alterati
(di Milton H. Erickson, Ernest L. Rossi)

:: Tutti i libri di Milton Erikson ::

comunicare inconscio obiettivi Come comunicare con il tuo inconscio per raggiungere i tuoi obiettivi (corso on line - ebook) (di Fabrizio Ponzetta, Roberta Marzola)

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Il Tibet, il satyagraha, l’insurrezione e il Dalai Lama in Italia
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 18/02/2008 17.27

Nella prima settimana di gennaio, cinque movimenti politici dell’esilio tibetano (il Tibetan Youth Congress, la Tibetan Women’s Association, il Gu-Chu-Sum, il National Democratic Party of Tibet e gli Students for a Free Tibet-India), hanno dato vita al “Tibetan People’s Uprising Movement”, che tradotto letteralmente significa “Il movimento del popolo tibetano per l’insurrezione”. Nome drammatico quanto impegnativo che ben fotografa lo stato di frustrazione dei tibetani per la condizione terribile in cui ancora oggi, a quasi sessant’anni dall’illegale occupazione cinese, versa il Tibet. Costretti a prendere atto che le autorità di Pechino non hanno alcuna intenzione di avviare seriamente alcuna trattativa sullo stato del Tibet (lo stesso Dalai Lama, in una lunga intervista concessa a fine gennaio al settimanale francese Nouvel Observaterur, ha dovuto ammettere che per i cinesi non esiste alcuna questione tibetana di cui dover parlare), i rappresentanti delle cinque organizzazioni sembrano decisi a prendere sulle proprie spalle il peso della lotta politica per tentare di porre termine a quella che considerano una vera e propria dominazione coloniale. Chiedono infatti, in ultima sintesi, che siano rimossi gli ostacoli per il ritorno senza alcuna condizione del Dalai Lama in Tibet, che tutti i prigionieri politici siano rilasciati e che inizi un’effettiva decolonizzazione del Paese delle Nevi da parte della Cina Popolare.  Gli obiettivi del “Tibetan People’s Uprising Movement” (il cui slogan è Rise Up, Resist, Return: Insorgi, Resisti, Ritorna) possono sembrare irrealistici ed utopici e non dubito che questo sia il parere delle diplomazie e degli algidi commentatori politici alla Sergio Romano. Ma chi da anni si occupa del problema tibetano la pensa diversamente.

Si tratta di un disperato tentativo di uscire dalla attuale fase di stallo, dovuta anche al sostanziale fallimento del cosiddetto dialogo tra gli emissari del Dalai Lama ed i gerarchi cinesi e dare un segnale di speranza ai tibetani, dentro e fuori i confini del Tibet” ha dichiarato a Re Nudo, Claudio Tecchio coordinatore della Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano della CISL, una delle organizzazioni più impegnate in Italia in questo ambito. “I sostenitori della causa tibetana non possono quindi che rallegrarsi di una iniziativa che vede per la prima volta uniti, con una piattaforma chiara e condivisa, tutti i gruppi più rappresentativi dell’opposizione tibetana. Un primo e significativo passo verso l’unificazione di tutta l’opposizione politica e sociale al regime comunista cinese. Dobbiamo solo augurarci che l’azione trovi tutto il sostegno, l’attenzione e la partecipazione che merita”.

E molto simile è anche l’opinione del giornalista e scrittore Carlo Buldrini che segue da oltre trent’anni la situazione tibetana a cui ha dedicato il suo ultimo libro, Lontano dal Tibet.
Non si può non salutare con soddisfazione la recente decisione del Tibetan Youth Congress e di altre quattro organizzazioni di tibetani in esilio”, ci ha detto Buldrini, “di dar vita a un ‘Tibetan People’s Uprising Movement’. E’ ancora presto per poter giudicare il programma di questo movimento ma non si può non vedere un’analogia tra la marcia che i tibetani intendono compiere, partendo da Dharamsala il prossimo 10 marzo, per raggiungere il Tibet sfidando le autorità di Pechino, e la storica ‘Marcia del sale’ che, a partire dal 12 marzo 1930, portò il Mahatma Gandhi e i suoi 78 satyagrahi fino al villaggio di Dandi, sulle rive del Mare Arabico. Qui il Mahatma, raccogliendo una manciata di sale, lanciò quella sfida all’Impero che condurrà il popolo indiano a conquistare la propria libertà. C’è da sperare che anche la marcia dei tibetani possa, un giorno, portare buoni frutti”.
Certo. Buoni frutti per la causa tibetana. Ma quali sarebbero questi buoni frutti? L’apertura di un dialogo con le autorità di Pechino vagheggiata, come abbiamo visto senza alcun successo, da venti anni dal Dalai Lama e dal suo governo in esilio oppure la riapertura di una stagione di lotte civili, non violente, democratiche dentro e fuori il Tibet per reclamare con forza l’inalienabile diritto del popolo tibetano alla libertà e all’autodeterminazione? Una stagione di lotte che potrebbe sfruttare con efficacia e creatività le armi della comunicazione che l’epoca di Internet e del villaggio globale mette nelle mani anche di popoli privi di mezzi e finanziamenti da parte di governi e istituzioni pubbliche internazionali. Molto più che agli obsoleti, nefandi, spesso suicidi strumenti della violenza rivoluzionaria, il movimento dell’insurrezione tibetano potrebbe ricorrere invece ad una sorta di guerriglia e sabotaggio mediatico magari iniziando proprio dalla formidabile opportunità costituita dalle imminenti Olimpiadi di Pechino quando tutti riflettori mondiali saranno puntati sulla Cina Popolare. Ovviamente integrando questa “resistenza informatica” con le armi classiche della disubbidienza civile, della lotta non violenta, del satyagraha di gandhiana memoria.
Si fa spesso riferimento al Satyagraha di Gandhi quando si tenta di dare una soluzione al problema tibetano”, ricorda ancora Carlo Buldrini, “lo fa ad esempio Samdong Rinpoche il primo ministro del governo tibetano in esilio, per spiegare la scelta di un approccio moderato nelle rivendicazioni nei confronti della Repubblica popolare cinese. E altrettanto fa il Partito Radicale italiano che intende nientemeno lanciare in un prossimo futuro il “Primo Satyagraha mondiale per la pace, la democrazia, la giustizia e la libertà” all’interno del quale intende inserire anche la questione tibetana. Ma quando si parla di Satyagraha non ci si dovrebbe mai dimenticare che Gandhi non si piegò mai di fronte all’oppressione e, per combatterla, rifiutò sia la violenza sia la semplice obiezione di coscienza. La risoluzione dei conflitti attraverso il dialogo, la mediazione, il compromesso è utile quando ci si trova di fronte a problemi di secondaria importanza. Ma Gandhi ci ha insegnato che quando i problemi hanno a che fare con i diritti umani, la giustizia, la libertà, allora il compromesso non è più possibile. In questi casi gli oppressi, con il Satyagraha, e cioè con la lotta non violenta, devono spezzare le proprie catene. Citare il Satyagraha di Gandhi per giustificare la rinuncia all’obiettivo dell’indipendenza del Tibet vuol dire dunque falsificare la figura storica del Mahatma Gandhi nonché il suo messaggio politico e morale. Forse è bene ricordare alcune parole di Gandhi a questo proposito. Il 23 gennaio 1930, in un manifesto divenuto poi famoso, il Mahatma scriveva: ‘Il governo britannico dell’India ha privato il popolo indiano della sua libertà, si fonda sullo sfruttamento della gente, ha rovinato il paese dal punto di vista economico, politico, culturale e spirituale. Crediamo perciò che l’India debba recidere ogni legame con l’Inghilterra e conquistare il Purna Swaraj e cioè la completa indipendenza’. I tibetani che autenticamente si ispirano all’insegnamento del Mahatma Gandhi hanno da tempo capito che ‘Purna Swaraj’ e ‘Rangzen’ (termine tibetano per ‘indipendenza’, N.d.R.) sono sinonimi”.
Da tutto questo si evince chiaramente come in questo delicato momento della vicenda politica tibetana sia di estrema importanza che i tibetani si rendano ben conto che non potranno contare altro che sull’aiuto delle organizzazioni internazionali che li sostengono. Nessun governo muoverà un dito per venire  in aiuto della lotta del popolo tibetano e nessun presidente o primo ministro rischierà di mettere a repentaglio i rapporti economico-politici del proprio Paese con la Cina Popolare. Paradigma di questo stato di cose è la recente  (dicembre 2007) visita in Italia del Dalai Lama. Presidente del Consiglio Romano Prodi, una compagine ministeriale al cui interno erano presenti alcuni esponenti politici che in passato si erano distinti per le loro posizioni a favore del Tibet. Nomi come Emma Bonino, Gianni Vernetti ed altri sono ben noti a quanti si occupano da anni del problema tibetano. Eppure nessuno si è sentito in dovere di incontrare il Dalai Lama nella sua veste di ministro o sottosegretario. Chi ha visto il leader tibetano lo ha fatto in veste privata e dando poca pubblicità alla faccenda. E nessuno che si sia sentito in dovere di insistere perché Prodi ricevesse il leader tibetano. La più spudorata di tutte è stata proprio la Bonino che quando finalmente è riuscita, interpellata da  Radio Radicale, a trovare la forza di rivolgere una pallida critica a Prodi per non aver voluto vedere il Dalai Lama, ha sentito il bisogno di sottolineare “l’onestà” del presidente del consiglio per aver ammesso apertamente di non aver potuto ricevere il Premio Nobel per la Pace, causa “motivi inerenti la ragion di stato”! Eppure per almeno tre giorni il buon Romano Prodi aveva fatto dire dai suoi portavoce che non avrebbe potuto vedere il Dalai Lama in quanto non sarebbe stato a Roma in quei giorni. E solo alla fine si è degnato di ammettere che il motivo del mancato incontro era da imputare alla “ragion di stato”. Ma andiamo signora Bonino, va bene che lei aveva più volte dichiarato che sarebbe stata la giapponese di Prodi ma era proprio necessario esserne anche “la cinesina”? Dio mio, se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.

Comunque non c’è niente di cui stupirsi come ricorda a Re Nudo Claudio Tecchio, “Chi ha finto stupore per il mancato incontro con Prodi evidentemente non conosce bene il ‘teorico della nuova via della seta’, quello che i cinesi c ...
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Il giorno del rifiuto
VIDEO di Olistica.tv Video ecologia e salute By 1653739@aruba.it on mercoledì 13 febbraio 2008




Spot realizzato per "il giorno del rifiuto", ma valido ogni giorno! Leggi e diffondi anche il sintetico documento sulle alternative agli inceneritori (by
Beppe Grillo).

Per approfondire:


:: dai video di Olistica.tv ::
> Il latte crudo inquina meno
> La storia delle cose
> Gli inceneritori (Beppe Grillo)
> Beppe Grillo: "Non possiamo finanziare i tumori dei nostri figli"
> Beppe Grillo: abbiamo bisogno di sindaci ecoilluminati!
> Per non venire sommersi dai rifiuti
> La soluzione al problema rifiuti

:: dall'Enciclopedia olistica:
> energie alternative
> energie rinnovabili
> sviluppo sostenibile
> Beppe Grillo

:: dall'Antologia olistica:
> Manifesto del doposviluppo (di Serge Latouche)
> Manifesto per la decrescita felice (di Maurizio Pallante)
> Tra sviluppo sfrenato e sviluppo sostenibile, "decrescita felice" e decrescita demografica (di Roberta Marzola)

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Meditazione, filosofia e psicologia
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Sviluppo delle potenzialità della Mente By Giacomo Bo on 09/02/2008 20.50

L'oriente incontra l'occidente


Nella cultura occidentale lo studio della realtà interiore di un individuo con le sue dinamiche, i suoi problemi ed i riflessi sulla vita quotidiana fu per molto tempo trascurato e sottovalutato: fu Sigmund Freud all’inizio del ‘900 il primo ricercatore a dedicarsi allo studio sistematico della mente e della coscienza, il primo a tentarne una comprensione scientifica e a curarne in qualche modo gli scompensi e le disfunzioni. Nacque così la moderna psicologia.


Nella cultura orientale la situazione è radicalmente opposta; non esiste una “moderna” psicologia perché da millenni si conoscono la mente, l’anima, il corpo e come essi stanno in relazione gli uni con gli altri. Il Buddhismo, l’Induismo, il Taoismo e tutte le altre tradizioni spirituali e religiose, ricercano all’interno dell’uomo il contatto con la divinità, consapevoli che il vero problema sta nell’errata identificazione con la mente e i suoi contenuti.

In modo molto sintetico potremmo dire la meditazione sta all’Oriente come la filosofia prima e la psicologia oggi stanno all’Occidente.

La meditazione si avvicina molto alla filosofia occidentale; la differenza più importante non è nei contenuti ma nei mezzi, nel senso che mentre il filosofo ragiona usando la mente, il meditante medita, ossia fa una pratica per annullare la mente. Questa differenza non è solo estetica, ma produce due persone diverse: l’erudito e il saggio. Il primo dispone di una conoscenza mentale, ossia frutto delle sue elucubrazioni, mentre il secondo ha maturato una saggezza frutto delle sua esperienza. Il primo ha riempito la sua mente di contenuti, il secondo l’ha svuotata e nel silenzio ha percepito la Verità.
Esiste una storiella simpatica al riguardo: un giorno un erudito indiano deve attraversare un fiume e chiede un passaggio ad un semplice barcaiolo. Una volta sulla barca, egli domande al barcaiolo: “Conosci i Veda?”. “No”, dice quello. “Allora un quarto della tua vita è andata persa” conclude l’erudito.
Dopo un po’ di nuovo chiede: “Conosci lo Yoga?” “No” risponde nuovamente il barcaiolo. “Allora due quarti della tua vita sono andati persi” risponde l’erudito.
Mentre la barca prosegue nel suo percorso, egli fa una terza domanda: “Conosci la meditazione?”. E di nuovo il barcaiolo nega. “Allora, tre quarti della tua vita sono andati persi” conclude quello.
Ad un certo punto, la barca colpisce una roccia e l’acqua inizia ad entrare velocemente. Il barcaiolo chiede all’erudito: “Sai nuotare?”. “No” risponde quello. “Allora” dice il barcaiolo “tutta la tua vita va persa!”.

Qual è invece il rapporto tra la meditazione e la psicologia?

Prima di tutto bisogna tracciare a grandi linee la differenza tra la filosofia e la psicologia; mentre la prima sonda i misteri dell’uomo e il suo rapporto con il divino e il cosmo, la psicologia studia la mente umana allo scopo di risolverne i problemi e riportare l’uomo a vivere con successo la propria esistenza.

Quindi, tornando al rapporto tra la meditazione e la psicologia, la prima tenta di trascendere la mente, mentre la seconda cerca di sanarla, guarirla, riportarla al pieno funzionamento.
Grazie alla psicologia è possibile recuperare le abilità perdute e vivere con successo l’esistenza.
Grazie alla meditazione si comprende che esiste qualcosa al di là della materialità e che la vera pienezza deriva solo dal contatto con il vero Sé, quella connessione con la propria natura infinita ed illimitata.

Il mio intento non è quello di sostenere la superiorità della meditazione rispetto alla psicologia, ma di mostrare che queste sono due strade diverse, che rispecchiano le scelte profonde che la persona fa rispetto alla propria esistenza.
Coloro che desiderano avere successo nella vita, è ai moderni approcci terapeutici che devono rivolgersi, anche perché in questi ultimi cinquant’anni si sono sviluppate tecniche straordinarie, in grado di aiutare le persone a risolvere anche i traumi e le ferite più gravi.
Invece, coloro che si sentono attratti dal divino, dovrebbero conoscere e praticare la meditazione, perché è solo trascendendo la mente che è possibile conoscere se stessi.
Quest’ultima è la riflessione che spinge molti psicologi oggigiorno ad approfondire i propri studi, a conoscere l’Oriente, a sperimentare nuove linee di ricerca non convenzionali. Essi infatti scoprirono che la vera causa del problemi mentali è la mente stessa, la coscienza individuale o “Io”.
Esiste però anche il movimento opposto, ossia molti maestri spirituali hanno dovuto conoscere meglio cosa sia la mente per aiutare i propri allievi nella meditazione, in quanto i traumi e i blocchi che si possono accumulare nella vita moderna non hanno paragoni con il passato, per cui se cinquemila anni fa bastava sedersi su un prato e la meditazione appariva spontaneamente, oggi occorrono intense sedute di terapia per avere un breve respiro di sollievo.

La mia esperienza personale e di lavoro con centinaia e centinaia di persone mi conferma questo fatto, ossia che per sostenere un individuo sul proprio percorso di crescita occorrono conoscenze sia psicologiche che spirituali, e dal loro sapiente mescolamento derivano mezzi e strumenti di eccezionale valore.


Per approfondire:

Guarda i video di Olistica.tv:
> benessere e meditazione
> maestri

Il progetto Ricerche di Vita: I sogni - seminario con Giacomo Bo,
1 e  2 marzo
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Enzo Biagi intervista Osho (12/01/1986)
IL BLOG DI RE NUDO Mondi a confronto By Re Nudo on 07/02/2008 15.17
ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.

OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere... ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull'intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l'idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un'idea imposta. La tua intelligenza non l'ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l'esistenza? C'è l'esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: "Ma in questo caso, chi ha creato Dio?" Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L'esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un'ingannevole manipolazione dell'innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All'università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po' eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: "lo sono l'uomo più importante del mondo intero".
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: "Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto". Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: "Qual è la nazione più grande del mondo?" Tutti, ovviamente, risposero: "La Francia!" il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: "E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?" In coro risposero: "Parigi.. E la più bella!" Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: "E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?" "L'università ovviamente, il tempio della saggezza", fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: "E quale facoltà è la più importante nell'università?" Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un'argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo... a quel punto dovettero dire: "La nostra facoltà naturalmente". La risata finale fu fragorosa: "Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà".
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l'inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un'integrità, una libertà dell'anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall'ignoranza, dall'infelicità, dall'angoscia. Io non ho insegnamenti. Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro. Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi, metodologie per trasformare la gente.

BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad andartene?

OSHO: Perché Socrate fu avvelenato? Perché Gesù fu crocefisso? Perché tante volte si attentò alla vita di Buddha? A me non hanno fatto un gran male, si sono limitati ad arrestarmi senza un mandato, senza spiegarmene il motivo, senza permettermi di chiamare i miei avvocati, come era mio diritto. Non risposero alle mie domande, la sola risposta evidente erano quei dodici fucili carichi che mi erano stati puntati contro. In ogni caso, quell'esperienza mi ha divertito. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Socrate. Non mi hanno avvelenato. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Gesù. Non mi hanno crocifisso. Si sono limitati a maltrattarmi per dodici giorni spostandomi da un carcere all'altro. Di fatto è stata un'esperienza eccezionale: ho sempre desiderato visitare l'inferno, sebbene non esista. L'America mi ha concesso l'opportunità di visitarlo. Ma dopo dodici giorni, poiché non esisteva alcuna accusa contro di me, visto che non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai commesso crimini... il mio solo crimine è stato di aver creato una comune in cui cinquemila persone vivevano così felici e così festanti che quella felicità e quella beatitudine suscitarono la gelosia dei vicini, dei politicanti e in particolare dei cristiani. I cristiani sono venuti in Oriente e hanno convertito milioni di persone al cristianesimo. Ora, per la prima volta, qualcuno sottraeva migliaia di cristiani al loro gregge, senza che loro potessero fare qualcosa... Inoltre, la gente convertita in Oriente non era istruita, erano sempre gli analfabeti, i poveri, mai gli strati più elevati della società. In Oriente i cristiani hanno convertito mendicanti, aborigeni, tribù primitive, orfani, gente che stava morendo di fame per le strade. Mai sono riusciti a convertire un solo intellettuale, una sola persona intelligente, in tutto l'Oriente! Ovviamente si sentirono tremendamente offesi, perché io non convertivo mendicanti, orfani, bensì le loro menti migliori, convertivo solo l'intelligentzia. E non la convertivo a un'altra religione: sarebbe facile toglierti di mano un giocattolo per dartene uno nuovo. Tutti sono felici di avere un giocattolo nuovo. Quello vecchio era ormai sporco, consumato, andava in pezzi, è stato usato da un'infinità di persone per secoli... è molto più bello trovarsi in mano un giocattolo nuovo. Ma io non convertivo questa gente a un'altra religione: mi sono limitato a deprogrammarla... Dunque, sono stati i cristiani alle spalle dei politici a spingerli perché venissi scacciato dagli Stati Uniti. Questa è la prova di quanto sia povera la teologia cristiana, altrimenti sarebbero usciti allo scoperto: io ero pronto a discutere su tutto ciò che volevano. La mia espulsione dagli Stati Uniti dimostra quanto sia povera di argomenti la teologia cristiana. Se avessero avuto coraggio, mi avrebbero invitato a una discussione pubblica. Sapevano, purtroppo di non avere argomenti validi a loro sostegno. Per cui misero in atto un piano criminale per arrivare a espellermi. Ma tutto questo non mi fermerà. Ovunque sarò, continuerò ad attuare il mio metodo. Non possono espellermi da questo pianeta! La mia espulsione non è altro che un segno di sconfitta del cristianesimo, della grande potenza, gli Stati Uniti d'America: non riuscirono a trattare con un individuo, che da solo, senza appoggio di eserciti, si era posto loro davanti, con il solo scopo di proporre un modo nuovo di guardare le cose. Hanno preferito restare ciechi. Ma è l'esperienza di tutta la mia vita: io vendo candele in una città di ciechi! Non è colpa loro se sono in collera con me. E’ un mio errore, ma sono impotente, non posso fare altro: lo commetto e continuerò a commetterlo fino a quando esalerò l'ultimo respiro.

BIAGI: Come avete fatto tu e la tua comune a diventare tanto ricchi?

OSHO: Io non ho fatto nulla per arricchirne. Solo chi è ricco è attratto da me; perché solo le persone intelligenti sono attirate da me. Devi capire che esiste una gerarchia di valori.
Non chiedi mai: "Come mai un povero non è attirato dai dipinti di Picasso?" né chiedi: "Come mai un mendicante non si interessa alla musica di Mozart?" Tuttavia si continua a chiedere come mai solo i ricchi, persone colte, intelligenti, istruite, sono attratte da me. La religione è il lusso supremo. Ovviam ...
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Osho: Amore e odio sono uno
VIDEO di Olistica.tv Video maestri By 1653739@aruba.it on 02/02/2008




Osho: "Amore e odio sono UNO".


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Bhagwan
> Intervista a Osho
> Osho: da quando Dio è morto...

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> Osho (Bhagwan Shree Rajneesh)

:: dall'
Antologia olistica:
> Osho, il guru liberal (di Fabrizio Ponzetta)

Libri di Osho:

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Il Potere Creativo
VIDEO di Olistica.tv Video esoterismo By 1653739@aruba.it on 24/01/2008




Un omaggio alla nuova produzione di Fabrizio Ponzetta: Il Potere Creativo.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Sesso sacro
> Le radici pagane del Natale

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Rebirthing: il potere del respiro
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Meditazione e Ricerca Spirituale By Giacomo Bo on 23/01/2008 14.15
In Oriente da millenni si conosce il potere del respiro, quale strumento di purificazione e di consapevolezza di sé. Il respiro è collegato con il metabolismo del corpo, a livello fisico ma anche emozionale e mentale. Usando particolari tecniche respiratorie sarà quindi possibile depurare il corpo dalle tossine fisiche, derivanti dalla cattiva alimentazione e dalle scorrette abitudini di vita, ma soprattutto si avranno grandi benefici in termini di riduzione di stress, tensioni e stanchezza cronica.

A livello emozionale, il Rebirthing permette di sciogliere blocchi energetici e di liberare così le emozioni represse. Dolore, pianto, ma anche gioia e amore, si riverseranno fuori liberando l'energia accumulata e donando grande serenità e pace.

A livello mentale sarà possibile contattare traumi e incidenti del passato, ed integrarli correttamente, in modo da sciogliere quei condizionamenti della personalità che rendono difficile la vita di tutti i giorni.
Infine, una volta presa dimestichezza con questa tecnica di respirazione e superate le principali tossine fisiche e mentali, sarà possibile entrare in contatto con una dimensione più prettamente spirituale, dove la coscienza di sé, più libera dai condizionamenti, sperimenterà livelli via via sempre più profondi.
In breve, i principali benefici del Rebirthing sono:

* Purificazione delle tossine derivanti dallo stile di vita moderno, con conseguente rafforzamento del sistema immunitario.

* Riduzione dello stress fisico e mentale, delle tensioni e della stanchezza accumulata, parallelamente ad un ritorno del piacere di vivere e di gioire.

* Liberazione delle emozioni trattenute e dei blocchi energetici che impediscono il libero fluire dell'energia.

* Integrazione dei traumi mentali passati con conseguente miglioramento della personalità e del carattere.

* Conseguimento di uno stato di coscienza di sé più elevato, e di una visione della vita più matura e più in armonia con le leggi universali dell'esistenza.



Per approfondire:

Guarda i video di Olistica.tv:
> benessere e meditazione


Il progetto Ricerche di Vita: Rebirthing - ciclo di incontri con Giacomo Bo, a Udine, ogni mercoledì ore 20.30, dal 30 gennaio

Libri di Giacomo Bo:

chi-sono-io.gifChi sono io? L'eterna ricerca della verità (di Giacomo Bo e Nadia Damilano Bo) 

8887791120.jpgVerso una salute globale (di Giacomo Bo e Nadia Damilano Bo)


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La soluzione al problema rifiuti
VIDEO di Olistica.tv Video ecologia e salute By 1653739@aruba.it on venerdì 18 gennaio 2008




Una delle posizioni più intelligenti, pragmatiche e lungumiranti su rifiuti, politica, business e inceneritori.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Gli inceneritori
> Beppe Grillo: "Non possiamo finanziare i tumori dei nostri figli"
> Beppe Grillo: abbiamo bisogno di sindaci ecoilluminati!
> Per non venire sommersi dai rifiuti
> Il giorno del rifiuto
> La politica nell'ambiente

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> energie alternative
> energie rinnovabili
> sviluppo sostenibile

:: dall'Antologia olistica ::
> Manifesto del doposviluppo (di Serge Latouche)
> Manifesto per la decrescita felice (di Maurizio Pallante)
> Tra sviluppo sfrenato e sviluppo sostenibile, "decrescita felice" e decrescita demografica (di Roberta Marzola)


Libri

:: Libri su stili di vita alternativi ::

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The Secret funziona!
VIDEO di Olistica.tv Video musica, arti, trance By 1653739@aruba.it on 18/01/2008




The Secret, film uscito nel 2007 negli USA per lanciare l'omonimo libro, ha suscitato grande scalpore, prima oltreoceano e poi nel resto del mondo, non si sa se per la maestosa campagna di marketing che l'ha sostenuto o per l'insolita e controversa
divulgazione di contenuti esoterici in versione popolare. Fatto sta che The Secret ha suscitato diverse reazioni critiche (leggi ad esempio questa provocazione creativa).
E questo
divertentissimo video illustra un'irriverente e ironica versione della Legge dell'attrazione (il "segreto" rivelato dal libro).


Per approfondire:


:: dai video di Olistica.tv ::

> The Secret

> La legge dell'attrazione

> Le emozioni umane (Ma che... bip... sappiamo veramente?!)

> Ma che... Bip... Sappiamo Veramente?! What the Bleep do We Know?!"

> Sei nato ricco


:: dall'Enciclopedia olistica ::

> fisica quantistica

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Tibet: Rise Up, Resist, Return
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 11/01/2008 19.47


Alcune delle principali organizzazioni politiche tibetane (Tibetan Youth Congress, Tibetan Women’s Association, Gu-Chu-Sum Movement of Tibet, National Democratic Party of Tibet, Students for a Free Tibet, India) alla vigilia dei Giochi Olimpici di Pechino hanno lanciato il Tibetan People's Uprising Movement (Il Movimento dell'Insurrezione del Popolo Tibetano) il cui slogan, Rise Up, Resist, Return (Insorgi, Resisti, Ritorna) ben mostra come l'iniziativa abbia come scopo ultimo la liberazione del Tibet dall'illegale e crudele occupazione cinese.
Saluto con gioia la nascita di questo movimento, che finalmente torna a mettere all'ordine del giorno il problema della liberazione del Tibet e dell'inalienabile diritto delle donne e degli uomini del Paese delle Nevi all'autodeterminazione e all'indipendenza dal giogo coloniale di Pechino.
Per quel poco che conta, il mio blog è a disposizione del Tibetan People's Uprising Movement, di cui seguirà con attenzione e puntualità l'azione.

Piero Verni

P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org

Per approfondire:

Guarda i video di Olistica.tv:

> Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani

Leggi i blog di Olistica.tv:
> Il blog di Piero Verni
: Il Tibet, il satyagraha e l'insurrezione del Dalai Lama in Italia


Leggi nell'Antologia olistica:
> Tibet oggi (di associazione Italia-Tibet)

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Cinesi ammazzano tibetani
VIDEO di Olistica.tv Video diritti umani (free Tibet) By 1653739@aruba.it on 09/01/2008




Agghiacciante testimonianza della impunita violazione dei diritti umani in Tibet da parte della Cina: i soldati cinesi sparano a freddo, uccidendoli, su alcuni tibetani
in pellegrinaggio, che attraversano impervie montagne al confine col Nepal, per raggiungere la città del XIV Dalai Lama in esilio. Il video, registato da alcuni scalatori inglesi e danesi, fece il giro del mondo oltre un anno fa, ma l'agenzia di stampa cinese falsò clamorosamente la notizia, addossando ai tibetani il crimine di essersi ribellati ai moniti di persuasione dei cinesi a non oltrepassare il confine. Ogni anno centinaia di tibetani rischiano la vita per raggiungere il Dalai Lama.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Free Tibet (video diritti umani)

:: dai blog di Olistica.tv ::
> Il blog di Piero Verni

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Tibet (questione tibetana)
> Dalai Lama
> Tenzin Gyatso

:: dall'Antologia olistica:
> Tibet Oggi (di Associazione Italia-Tibet)



Libri sulla questione tibetana


Tibet: ai confini con il cielo tra natura e spiritualità  (di Massimo Bocale e Piero Verni)

La Mia Terra sul Tetto del Mondo
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