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Diario della Marcia sul Tibet -9 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
26/03/2008 19.36
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Dal Punjab verso Delhi, 25 marzo 2008 (ore 12.30, locali)
Allora la prima parte della "Marcia Verso il Tibet" è terminata ieri. Oggi prosegue sotto una nuova forma e con nuovi contenuti verso Delhi, guidata dal "Comitato di Solidarietà". Le cinque NGO organizzatrici dicono che la "Marcia Verso il Tibet" è solamente sospesa per un mese e che poi riprenderà. Spero con tutte le mie forze che sia vero. Ritengo che molto dipenderà anche dal sostegno internazionale, chiaro ed esplicito, che arriverà loro dalla comunità tibetana e dai gruppi di sostegno al Tibet. Penso che si tratti della più importante iniziativa mai messa in piedi dai tibetani e sarebbe una tragedia che non riprendesse fra un mese più determinata e decisa di prima. Il mio compito è quindi terminato e torno a Delhi tra pochi minuti. Vorrei inviare un sentito ringraziamento a tutti i siti e i gruppi a nome dei quali ho inviato questi mie brevi corrispondenze e che mi hanno consentito di seguire questa prima parte della "Marcia Verso il Tibet". Grazie veramente di cuore a tutti. Pö Gyalo!
Ahmedpur, Punjab, 25 marzo 2008 (ore 07.00, locali)
E' ripartita la "Marcia" in direzione di Delhi, guidata dal "Comitato di Solidarietà" (Tibetan Solidariety Committee). I marciatori hanno ricevuto le notizie degli ulteriori scontri in Tibet avvenuti nella regione dell'Amdo (ora Sichuan) e delle manifestazioni di Katmandu brutalmente represse dalla polizia nepalese e sono più che mai decisi ad arrivare prima a Delhi e poi riprendere la "Marcia" verso il Tibet.
Ahmedpur, Punjab, 24 marzo 2008 (ore 20.00, locali)
E' arrivata adesso la notizia che tutti gli arrestati del primo gruppo di marciatori sono stati rilasciati in anticipo tranne Tenzin Tsundue, Lobsang Yeshi e Tenzin Choeying, i tre leader della "Marcia".
Ahmedpur, Punjab, 24 marzo 2008 (ore 15.30, locali)
E' arrivato il presidente del Parlamento tibetano in esilio che ha spiegato le ragioni alla base della decisione del Governo tibetano in esilio di dare vita ad un "Comitato di Solidarietà" (il nuovo nome dell'Emergency Committee) costituito da sette membri tra esponenti del Kashag e del Parlamento. I marciatori avevano espresso la volontà di continuare la "Marcia" fino a Nuova Delhi o, almeno, di tenere il primo e il secondo gruppo di marciatori uniti e disponibili a mettere in pratica qualsiasi azione che possa venire programmata dal "Comitato di Solidarietà". Alla fine è stato annunciato che la "Marcia" continuerà fino a Delhi sotto la direzione del "Comitato di Solidarietà" con i nuovi slogan stabiliti dal "Comitato di Solidarietà" stesso, vale a dire: 1) rilascio immediato di tutti i tibetani arrestati in Tibet; 2) stop alle torture a cui sono sottoposti i tibetani detenuti nelle carceri cinesi; 3) possibilità di assistenza medica e di un trattamento umano per gli arrestati; 4) invio di una missione indipendente in Tibet per accertare come sia ora la situazione e come si siano svolti i fatti.
Ahmedpur, Punjab, 24 marzo 2008 (ore 09.30, locali)
I marciatori stanno attendendo l'arrivo del Presidente del Parlamento tibetano in esilio che dovrà spiegare loro i programmi e gli obiettivi dell'Emergency Committee che sembra siano focalizzati sulla situazione in Tibet. Qui tutti stanno discutendo animatamente delle scelte politiche da fare e sono consapevoli di avere molte domande da rivolgere al presidente del Parlamento tibetano in esilio.
Ahmedpur, Punjab, 23 marzo 2008 (ore 20.30, locali)
Alle 21,00 di questa sera Shingza Rinpoche, del monastero di Sera je, è venuto a trovare i marciatori al campo di Ahmedpur dove ci troviamo da ieri. Il religioso ha chiesto ai marciatori di continuare la loro "Marcia Verso il Tibet" proprio a causa delle gravissima situazione in cui si trova il Tibet. Un rappresentante del comitato organizzatore ha poi spiegato i motivi che hanno portato alla sospensione per un mese della "Marcia". Tutti i marciatori presenti hanno ascoltato con molta attenzione entrambi gli interventi.
Punjab, 23 marzo 2008 (ore 09.30, locali)
Purtroppo le voci che circolavano ieri si sono dimostrate vere. Questa mattina alle 08,30 i presidenti della Tibetan Women Associations e del Democratic Party of Tibet hanno radunato i marciatori e spiegato loro che il Dalai Lama in persona aveva chiesto agli organizzatori di fermare la "Marcia" alla luce di quanto successo in Tibet. Ai marciatori è stato comunicato che dopo una lunga serie di incontri tra i dirigenti delle cinque organizzazioni non governative responsabili della "Marcia Verso il Tibet" e i rappresentanti di un "Emergency Committee" formato dal governo tibetano in esilio, è stato deciso di sospendere la "Marcia" almeno per un mese e di unirsi all' "Emergency Committee" per vedere se effettivamente questo organismo potrà funzionare e in che modo. Unanimamente i marciatori, che non hanno accolto bene la notizia, hanno richiesto l'immediata presenza qui al campo dove siamo di uno o più rappresentanti dell'"Emergency Committee" per poterci parlare. E' stato anche spiegato che ci sono state forti pressioni del governo indiano sul Dalai Lama perché usasse tutta la sua influenza per fermare la "Marcia Verso il Tibet". Come potete immaginare la situazione è molto complessa. Vedremo cosa accadrà se e quando i rappresentanti dell'"Emergency Committee" arriveranno al campo.
In Punjab verso Delhi, 22 marzo 2008 (ore 23.30, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" si è accampata per la seconda notte consecutiva in Punjab. C'è però una strana situazione. Le voci di un arresto prematuro della "Marcia" si sono ormai diffuse e diversi marciatori cominciano a sospettare che il Dalai Lama voglia che si fermino. Ma in parecchi mi hanno detto che se anche questo fosse vero loro, che hanno dato via tutto quanto avevano e che sono pronti a donare la vita per liberare il Tibet, non torneranno indietro, non si fermeranno. Ma, ripeto, si tratta di voci che circolano tra i marciatori, di ufficiale non è stato ancora comunicato nulla. Certo sarebbe una tragedia per questa gente così motivata e ispirata se questa iniziativa dovesse naufragare nel nulla. Io credo che in questo momento tutte le organizzazioni di sostegno al Tibet che appoggiano e credono in questa "Marcia Verso il Tibet" non dovrebbero lasciare soli questi marciatori e scrivere al Kashag di non ostacolare la loro lotta. Peraltro qui ha suscitato un incredibile entusiasmo la notizia che l'altro gruppo di 300 marciatori, tibetani e non tibetani che si è mosso l'altro ieri da Siliguri (Bengala Occidentale), dopo aver raggiunto la regione di Darjeeling domani varcherà il confine dello stato indiano del Sikkim e cercherà di entrare nei prossimi giorni in Tibet attraverso il passo Nathula.
In Punjab verso Delhi 22 marzo 2008 (ore 15.15, locali)
La "Marcia" procede il suo cammino in Punjab puntando verso Delhi. L'entusiasmo è il solito ma stanno iniziando a circolare voci non confermate che il governo tibetano in esilio e lo stesso Dalai Lama stiano facendo fortissime pressioni sulle cinque organizzazioni politiche responsabili della "Marcia" perché vi pongano fine e inizino a lavorare in una sorta di "unità di crisi" creata dal governo tibetano a Dharamsala sotto il diretto controllo di Sandhong Rinpoche. Sempre secondo queste voci, ripeto non confermate, sembrerebbe anche che la sola Tibetan Youth Congress vorrebbere continuare l'iniziativa anche contro il parere (o volere) del Kashag. Vedremo tra non molto se si tratta di semplici rumors senza fondamento o di un anticipo della verità. Ove fossero vere, ritengo che questa decisione non verrebbe presa bene dai marciatori e li getterebbe nello sconforto più totale. Non credo che sarebbero in molti qui a comprendere i motivi di una simile scelta. Comunque anche io personalmente spero che si tratti di voci infondate. Però inizio a temere che una certa fondatezza invece ce l'abbiano. Vedremo a breve. Restate in contatto.
Bharat Ghar, Punjab, 22 marzo 2008 (ore 10.00, locali)
Alle 07 di mattina la " ...
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Diario della Marcia sul Tibet -8 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
23/03/2008 11.12
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Bharat Ghar, Punjab, 21 marzo 2008 (ore 22.00, locali)
Cinque marciatori tibetani si sono rasati la testa per solidarietà con il massacro di monaci e monache avvenuto a Lhasa. Ci è stato detto che hanno fatto lo stesso, nel luogo di detenzione dove si trovano, anche il poeta attivista Tenzin Tsundue, Lobsang Yeshi, coordinatore della "Marcia Verso il Tibet" e Tenzin Choeying presidente della sezione indiana di Students for Free Tibet. Questo pomeriggio hanno raggiunto i marciatori due uomini e due donne rilasciati in anticipo dal luogo di detenzione del primo gurppo di marciatori. Alle 20,15 sono venuti qui a Bharat Ghar per unirsi alla "Marcia", diciotto monaci del monastero di Sera je (India del sud). Poco fa altri tre marciatori hanno deciso di rasarsi il capo in segno di protesta. L'atmosfera è molto carica anche se cominciano a circolare voci di pressioni molto forti del governo tibetano in esilio e dello stesso Dalai Lama per indurre gli organizzatori a sospendere la "Marcia" in favore di iniziative congiunte con una sorta di unità di crisi messa in piedi nei giorni scorsi dallo stesso governo tibetano in esilio. Ove fosse confermata, non si tratterebbe certo di una buona notizia per i marciatori che sono veramente intenzionati ad andare avanti e arrivare in Tibet. Comunque vedremo nelle prossime ore se non nei prossimi minuti.
Bharat Ghar, Punjab, 21 marzo 2008 (ore 15.30, locali)
Ieri i marciatori hanno raggiunto il villaggio di Bharat Ghar, dopo aver percorso altri 15 chilometri. Questa mattina è arrivata la notizia che la "Marcia Verso il Tibet" si sarebbe fermata per un giorno per dare modo ai marciatori di concedersi un po' di riposo. Già ieri aveva rallentato rispetto al normale avendo avanzato solo di 15 chilometri e alcuni marciatori con cui ho parlato mi hanno detto che preferirebbero camminare più velocemente, magari facendo anche 25-30 chilometri in modo che se ci saranno altri stop imposti dalla polizia sarebbero comunque più vicini al Tibet. Il morale è molto alto e tutti vogliono assolutamente andare avanti però qualcuno si comincia a chiedere i motivi di questa sosta non prevista.
Punjab, 20 marzo 2008 (ore 06.15, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" è ripresa in Punjab e sembra che anche oggi non ci dovrebbero essere problemi con la polizia. I marciatori sono determinati e gli organizzatori anche a procedere con questa iniziativa che tanto entusiasmo sta suscitando tra i tibetani e i loro sostenitori internazionali. Con gioia i marciatori hanno accolto la notizia che ieri sei donne e quattro marciatori anziani facenti parte del gruppo arrestato a Dehra, sono stati rilasciati per motivi umanitari e non hanno dovuto scontare per intero la condanna a 14 giorni di detenzione.
Baddal, Punjab, 19 marzo 2008 (ore 16.30, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" ha raggiunto il villaggio di Baddal senza trovare alcun ostacolo da parte della polizia. Anzi, un sub ispettore e quattro agenti scortano i marciatori con il compito di proteggerli se si presentasse l'eventualità di contestazioni. Hanno detto che, a causa della incredibile copertura mediatica internazionale, il Governo indiano non vuole che si verifichino incidenti di sorta. Quindi rinnovo l'appello a tutti i sostenitori del Tibet a tenere più che mai desta l'attenzione su questa "Marcia" e su quello che significa per la causa tibetana. Siamo a circa una trentina di chilometri dopo il confine e tutto sta procedendo bene, passeremo qui la notte.
Naya Nangal, 19 marzo 2008 (ore, 12.00, locali)
Questa mattina alle 8 la "Marcia Verso il Tibet" è ripresa. Siamo in Punjab e speriamo che le autorità di questo stato ci creino meno problemi di quelle dell'Himachal Pradesh. Uno dei marciatori, un monaco, si è sentito male e ieri è stato ricoverato in un ospedale locale dove gli hanno riscontrato gravi problemi di fegato e quindi è stato rimandato a curarsi a Dharamsala. la "Marcia" dunque prosegue con occhi ed orecchi sintonizzati su quanto sta accadendo in Tibet e nel mondo.
Naya Nangal, 18 marzo 2008 (ore 16.00, locali)
Alle due di oggi pomeriggio una delegazione di parlamentari del Parlamento Tibetano in esilio è venuta qui a visitare i marciatori. Lo speaker del Parlamento tibetano in esilio, Mr. Karma Chophel, ha detto che attraverso i parlamentari il Governo tibetano in esilio portava i propri ringraziamenti ai marciatori per la loro coraggiosa iniziativa. Karma Chophel ha anche aggiunto che a causa della drammatica situazione in Tibet, il Governo tibetano e le organizzazioni non governative dovrebbero mettere da parte le loro differenze politiche sul problema dell'indipendenza o dell'autonomia e concentrare i loro sforzi su quanto sta accadendo in Tibet e procedere uniti. Da domani l'intero parlamento tibetano inizierà a Delhi uno sciopero della fame e Karma Chophel si è detto convinto che alcuni parlamentari indiani si uniranno a questo sciopero della fame. Verrà anche lanciato un appello ad aderire allo sciopero ai parlamentari del mondo. Qui tra i Naya Nangal marciatori, soprattutto quelli che hanno parenti a Lhasa, c'è una grandissima preoccupazione per l'ordine di sparare ad altezza d'uomo contro qualsiasi assembramento, emesso dal governo di Pechino. E' ovvio che, nonostante la fatica di ieri notte si faccia sentire, la determinazione dei marciatori è sempre più rafforzata da quanto sta accadendo in Tibet.
Naya Nangal, 18 marzo 2008 (ore 11.00, locali)
Ieri notte la situazione si è improvvisamente aggravata. Alle 22,20 il sovraintendente di polizia del distretto di Una ha chiamato al telefono Chimi Yungdrung minacciando di arrestare lui e tutti i marciatori se la "Marcia" non avesse lasciato lo stato dell'Himachal Pradesh entro le 10 di oggi. Quindi i marciatori, in un clima di grande tensione, hanno dovuto muoversi immediatamente e, di notte, hanno percorso ben 28 chilometri raggiungendo esausti il confine tra l'Himachal Pradesh con il Punjab verso le 8 di questa mattina fermandosi solo per rifocillarsi con una tazza di tè in un chail shop lungo la strada. Adesso, esausti, si sono accampati nel villaggio di Naya Nangal, due chilometri e mezzo oltre il confine, dove contano di fermarsi a riposare fino a domani. Non si conoscono le intenzioni della polizia del Punjab. Certo questo insieme di posizioni contraddittorie dimostra chiaramente l'imbarazzo e l'indecisione delle autorità indiane, sia a livello locale sia nazionale, di fronte alla "Marcia Verso il Tibet" e all'entusiasmo che sta suscitando tra i tibetani e tra i loro sostenitori internazionali. E' dunque importantissimo mantenere l'attenzione internazionale su questa "Marcia" e premere sulle autorità indiane perché ne consentano lo svolgimento. Rimanete sintonizzati.
Sarah, pressi di Bhera Village, 17 marzo 2008 (ore 18.30, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" ha raggiunto il piccolo villaggio di Sarah che si trova a soli 25 chilometri dal confine dell'Himachal Pradesh. I marciatori sono galvanizzati dalle notizie delle centinaia manifestazioni pro Tibet che si stanno tenendo in ogni parte del mondo ma anche molto preoccupati dalle notizie di quanto sta succedendo in Tibet. Nel corso di una telefonata in diretta con una manifestazione in Amdo hanno ascoltato slogans che intimavano alle autorità cinesi di rilasciare immediatamente il Panchen Lama riconosciuto dal Dalai Lama. Si teme questa notte, alla scadenza dell'ultimatum cinese, un bagno di sangue peggiore di quello dei giorni scorsi.
Dopo Nandur, 17 marzo 2008 (ore 12.45, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" si avvicina al confine dell'Himachal Pradesh senza alcuna novità di rilievo. La polizia indiana non sembra intenzionata -almeno per ora- a intervenire per bloccarla. Grande tensione invece a Nuova Delhi, dove oltre duemila tibetani si sono riuniti dalle 10,30 (ora locale) di questa mattina di fronte all'edificio dello Jantar Mantar gridando slogans e iniziando uno sciopero della fame di massa contro i massacri della polizia e dell'esercito cinesi. Per il momento la situazione si mantiene pacifica ...
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Diario della Marcia sul Tibet -7 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
15/03/2008 13.20
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Dopo Kangra verso Delhi, 15 marzo 2008 (ore, 15.00, locali)
Abbiamo passato da pochi minuti il confine con il distretto di Kangra e ci dirigiamo verso Delhi. Per il momento la polizia indiana non è intervenuta per fermarci nonostante fosse il limite oltre il quale la "Marcia" non sarebbe potuta procedere.
Sulla strada per Kangra, 15 marzo 2008 (ore 12.45, locali)
Siamo ormai nelle vicinanze di Kangra, dovrebbero mancare solo 4 chilometri. Due uomini dei servizi segreti indiani sono venuti a controllare lo svolgimento della "Marcia". Potrebbe non essere un buon segno. Lo vedremo fra pochi minuti. Rimanete sintonizzati, io cercherò di informarvi tempestivamente degli sviluppi.
Sulla strada per Kangra, 15 marzo 2008 (ore 11.30, locali)
La "Marcia Verso il Tibet" procede senza intoppi, almeno per ora. Abbiamo già percorso diversi chilometri da quando siamo partiti e dovremmo essere a circa 11 chilometri dal confine di Kangra. Quello potrebbe essere un altro punto critico per quanto riguarda possibili interventi polizieschi. Comunque tutti i marciatori sono consapevoli dell'importanza di quanto stanno facendo e pronti anche ad essere arrestati se il governo indiano dovesse continuare a voler impedire al popolo tibetano di esprimersi liberamente tramite una protesta civile, pacifica, non violenta, che non infrange alcuna legge indiana. In questo momento sono presenti diverse testate giornalistiche. A parte alcuni rappresentanti di piccoli giornali locali, ci sono gli inviati di "Voice of America", "Voice of Tibet", "Radio Free Asia", "NDTV" e "Associated Press".
Dehra, 15 marzo 2008 (ore 10.45, locali)
Due turisti giapponesi si sono uniti alla "Marcia Verso il Tibet" per esprimere la loro solidarietà al popolo tibetano. Hanno visto in televisione quanto sta succedendo in Tibet e hanno detto di voler fare qualcosa di concreto. Per il momento non sembra che la polizia voglia intervenire ma è impossibile prevedere cosa possa succedere. Tutto può cambiare da un momento all'altro.
Dehra, 14 marzo 2008 (ore 20.45, locali)
Qui è tutto smobilitato e le persone incaricate della logistica con le loro attrezzature sono dovute ripartire per Dharamsala. Circolano notizie piuttosto attendibili di manifestazioni spontanee di tibetani a Nuova Delhi. Majnukatilla, il quartiere tibetano situato alla periferia della capitale indiana, è circondato da ingenti forze di polizia incaricate di impedire l'afflusso di altri tibetani a Nuova Delhi ma sembra che numerosi abitanti di Majnukatilla siano riusciti lo stesso superare di nascosto il blocco e si siano ricongiunti con i manifestanti nel centro di Nuova Delhi. C'è un'enorme tensione, rabbia e voglia di lottare in tutta la comunità tibetana. Attendiamo domani per sapere se, come e dove la "Marcia" riprenderà. Se ci saranno altre notizie importanti vi terrò aggiornati anche questa notte.
Dehra, 14 marzo 2008 (ore 19.00, locali)
Ecco il testo della dichiarazione appena rilasciata dagli organizzatori della "Marcia Verso il Tibet". Diffondetelo immediatamente!
Dehra, 14 marzo 2008 (ore 18.30, locali)
Jampa, il tibetano incaricato della copertura logistica della "Marcia", mi ha detto che il Sotto Ispettore della polizia di Dehra ha dichiarato che l'ordine di sgombero era stato emesso nell'interesse dei tibetani dal momento che vi sono animali selvaggi nelle vicinanze. Ovviamente una scusa patetica tanto che Jampa ha fatto presente che c'è una famiglia di indiani accampata nella medesima zona senza che nessun poliziotto si sia preoccupato della loro sicurezza. Solo dopo le preghiere dei tibetani l'ordine di sgombero immediato è stato prolungato ad un'ora dai 30 minuti iniziali. Adesso ci sono cinque poliziotti che controllano che tutti i tibetani responsabili della copertura logistica tornino a Dharamsala da cui hanno l'ordine tassativo di non muoversi.
Dehra, 14 marzo 2008 (ore 18.00, locali)
Il sig. VK Jaswal, accompagnato da quattro poliziotti in borghese, è venuto adesso al luogo dove ci sono i tibetani che rappresentano le strutture logistiche di aiuto alla marcia (tende, sacchi a pelo, cucine da campo, etc.) e ha intimato di impacchettare il tutto ed andarsene entro un'ora pena l'arresto immediato di tutte le persone presenti. Gli organizzatori stanno preparando una risposta ufficiale, nel frattempo fate circolare sulla Rete e ovunque possiate la notizia. Io vi terrò informati, nei limiti del possibile, in tempo reale. Aiutate tutti la "Marcia Verso il Tibet" a non morire!
Dehra, 14 marzo 2008 (ore 16.25, locali)
Ancora nessuna novità per la ripresa della "Marcia". Comunque la situazione è piuttosto tesa tra i tibetani (organizzatori e i responsabili dell'apparato logistico) perché continuano ad arrivare voci che parlano di manifestazioni a Lhasa con scontri, roghi di macchine della polizia, sparatorie. Sembra che ci siano diversi feriti dal fuoco cinese e che sia stata uccisa una ragazza. Purtroppo è difficile da qui verificare l'attendibilità di queste notizie anche perché probabilmente abbiamo i telefonini controllati dalla polizia e le comunicazioni a volte sono molto disturbate. Difficile dire se per il pessimo stato delle linee telefoniche o per un deliberato intervento della polizia indiana. Difficile anche prevedere se entro questa sera sarà comunicato il luogo dove la "Marcia" riprenderà e cosa risponderanno le cinque organizzazioni (che comunque non hanno ancora ricevuto alcuna informazione ufficiale in merito) alla richiesta del Primo ministro del Governo tibetano in esilio, di porre fine alla "Marcia".
Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org); Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it); Giotibet (www.giotibet.com)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > Diritti umani (free Tibet)
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Diario della Marcia sul Tibet -6 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
14/03/2008 13.09
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Dehra, 14 marzo 2008 (ore 12.30, locali)
La situazione è
calma e restiamo in attesa che gli organizzatori annuncino se e dove la
"Marcia Verso il Tibet" riprenderà. Circolano i nomi di alcuni luoghi
ma non vi è stato alcun annuncio ufficiale. Appena lo saprò lo
comunicherò immediatamente. E' stato comunque reso noto un comunicato
del Primo Ministro del Governo tibetano in esilio, Ven. Samdhong
Rinpoche, che dopo aver sottolineato come il Dalai Lama si sia espresso
più volte e con chiarezza riguardo al diritto della Cina di ospitare i
Giochi olimpici 2008, ricorda che l'iniziativa della "Marcia Verso il
Tibet" non riguardi il Kashag (l'Amministrazione tibetana in esilio) ma
cinque organizzazioni tibetane non governative. Ed esprime anche la
speranza che la "Marcia" possa terminare al più presto in accordo con
il rispetto delle leggi indiane. Non è stata data ancora una risposta a
questo comunicato da parte degli organizzatori della "Marcia Verso il
Tibet".
Dehra, 13 marzo 2008 (ore 23.00, locali)
Secondo voci
arrivate dal Tibet, a Lhasa la situazione sarebbe estremamente tesa con
l'esercito e la polizia cinese che pattugliano le strade del quartiere
tibetano della città. Parrebbe anche che i tre principali monasteri
della capitale tibetana, Sera, Drepung e Ganden, siano praticamente
sotto assedio e circondati da un ingente spiegamento di poliziotti
armati pronti ad intervenire duramente per impedire con la forza ogni
tentativo dei monaci di uscire in corteo per manifestare a Lhasa.
Parrebbe anche che numerosi monaci abbiano iniziato uno sciopero della
fame ad oltranza. E giungono notizie di altri monasteri in stato di
agitazione, come quello di Lutsang nell'Amdo e di Myera nella provincia
tibetana del Gansu. Sembrerebbero voci molto attendibili e confermate
da più fonti. Secondo tutti i presenti qui, si tratta di un positivo
effetto dei primi giorni della "Marcia" e si crede che continuando
potrebbe suscitare in Tibet un'ondata di proteste senza precedenti,
almeno negli ultimi anni.
Dehra, 13 marzo 2008 (ore 21.00, locali)
La Corte di
Giustizia di Dehra ha stabilito che i cento marciatori arrestati,
dovranno rimanere per 14 giorni in stato di fermo di polizia presso lo
stabilimento Yatri niwas della cittadina di Jawalaji. Tutti i fermati
non tibetani sono stati rilasciati. E' giunta la conferma ufficiale che
del gruppo degli arrestati fanno parte anche Mr. Choeying coordinatore
nazionale della sezione indiana di "Students for a Free Tibet" e Mr.
Lobsang Yeshi, uno dei tre coordinatori della "Marcia Verso il Tibet".
Gli arrestati hanno rinunciato a portare avanti lo sciopero della fame,
sembrerebbe su richiesta del Governo tibetano in esilio. Comunque tutti
i rappresentanti e i militanti delle cinque organizzazioni che hanno
indetto la "Marcia" continuano a riaffermare la loro volontà di andare
avanti con la lotta fino a quando il Tibet non tornerà libero e
indipendente. Probabilmente già dalle prossime ore ci saranno nuove
iniziative. E' terminata la detenzione individuale del poeta militante
Tenzin Tsundue che si è potuto ricongiungere con il gruppo degli
arrestati. Non si hanno notizie precise sulla possibilità di movimento
dei tibetani nella zona di Dharamsala che sembrano però costretti a
pesanti restrizioni nei loro spostamenti.
Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani
Leggi i blog di Olistica.tv: > Il blog di Piero Verni: Il Tibet, il satyagraha e l'insurrezione del Dalai Lama in Italia
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- Diario della Marcia sul Tibet -5 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
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By Piero Verni on
13/03/2008 13.47
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Dehra, 13 marzo 2008 (ore 17.00, locali)
Tutte le
connessioni Internet delle cinque organizzazioni che hanno dato vita
alla "Marcia Verso il Tibet" sono state disattivate e bloccate dalle
autorità indiane. Per cui è per loro praticamente impossibile
comunicare via rete. E' quindi fondamentale l'uso di Internet da parte
di tutti coloro che sostengono la "Marcia" e che devono farsi carico
della comunicazione. Tutti gli arrestati sono ancora in stato di
detenzione nella stazione di polizia di Jawalaji e Tenzin Tsundue
continua ad essere detenuto in una località sconosciuta che sembrerebbe
però esere situata in questa stessa area.
Dehra, 13 marzo 2008 (ore 12.00, locali)
La polizia indiana ha
chiuso a Dharamsala la sede nazionale della Tibetan Youth Congress ed è
proibito a tutti i tibetani lasciare la zona di Dharamsala per impedire
la ripresa della "Marcia Verso il Tibet", però sembrerebbe che gli
organizzatori abbiano già pronto un altro gruppo di marciatori che
attende in una località che, ovviamente, non ci è dato rivelare. I
sostenitori non tibetani della "Marcia" sono ancora riuniti davanti
alla stazione di polizia di Jawalaji e confermano la decisione di
andare avanti con uno sciopero della fame fino a quando non saranno
rilasciati i detenuti e la "Marcia Vero il Tibet" potrà riprendere. Si
moltiplicano gli appelli a non lasciare sole le cinque organizzazioni
promotrici della "Marcia" e soprattutto ad amplificare le informazioni
su quanto sta accadendo.
Dehra, 13 marzo 2008 (ore 10.37, locali)
Tenzin Tsundue, il noto
poeta e attivista tibetano che aveva da tempo dichiarato la sua volontà
di tornare in Tibet ed era tra i partecipanti alla "Marcia" è stato
arrestato per primo e viene detenuto in un luogo sconosciuto mentre gli
altri marciatori tibetani sono agli arresti in tre celle della stazione
di polizia della cittadina di Jawalaji dopo essere stati portati via su
cinque cellulari. I partecipanti alla "Marcia" non tibetani si trovano
adesso all'esterno della stazione di polizia e hanno dichiarato uno
sciopero della fame indefinito, chiedendo a tutti i tibetani -dentro e
fuori il Tibet- così come agli amici del Tibet ovunque nel mondo di
mobilitarsi immediatamente affinché gli arrestati siano subito
rilasciati e la "Marcia Verso il Tibet" possa riprendere. Tutti qui
sottolineano la grande importanza della mobilitazione e, soprattutto,
della circolazione più estesa possibile delle immagini e delle notizie
di quanto sta succedendo. La determinazione di tibetani e sostenitori è
fortissima e gli avvenimenti di questi giorni stanno suscitando
un'emozione e una volontà di lottare per la liberazione del Tibet che
da tempo non si vedeva all'interno della comunità dei rifugiati.
Giungono messaggi di solidarietà da tutto l'universo dei profughi, sia
in India sia all'estero, e grazie ai telefoni portatili, alle
trasmissioni radio e al passaparola, le notizie della "Marcia" riescono
ad arrivare in Tibet dove sono accolte con entusiasmo come provano le
manifestazioni di questi giorni. Adesso è importantissimo che continui,
e se possibile cresca ancora di più, la capacità di far circolare il
maggior numero di informazioni possibili sugli avvenimenti di questi
giorni. Così come è fondamentale che nascano ovunque sia possibile,
iniziative di appoggio e sostegno alla lotta dei marciatori e si chieda
alle autorità indiane di consentire che una manifestazione pacifica,
non violenta e che si ispira alla tradizione gandhiana possa continuare
nella democratica India.
Dhera, distretto di Kangra, 13 marzo 2008 (ore 08.30, locali)
Tra
gli arrestati ci sono Lobsang Yeshi, uno dei tre coordinatori nazionali
della "Marcia Verso il Tibet" e Choeying, coordinatore nazionale della
sezione indiana di Students for Free Tibet.
Dhera, distretto di Kangra, 13 marzo 2008 (ore 07.30, locali) E' arrivata adesso la polizia in forze e ha arrestato tutti e cento i marciatori tibetani più una decina di sostenitori stranieri tra cui diverse donne. L'azione della polizia è stata molto decisa e ferma ma non ci sono state violenze contro i manifestanti. Al momento non abbiamo notizie su dove siano stati portati. I manifestanti si sono incatenati gli uni agli altri e non hanno opposto resistenza ma si sono limitati a gridere slogan inneggianti al Tibet e alla non violenza gandhiana. Mentre la marcia stava procedendo lungo la via che porta alla cittadina di Kangra, oltre un centinaio di poliziotti scesi da quattro pulmann hanno bloccato la strada e proceduto agli arresti. Ripeto, tutti e cento i marciatori tibetani sono stati portati via insieme ad oltre dieci sostenitori stranieri. Le cinque organizzazioni non governative hanno comunque fatto sapere che in località che non possiamo rivelare ci sono già altri volontari pronti a riprendere la "Marcia Verso il Tibet" che quindi non dovrebbe fermarsi ma riprendere. Mentre i marciatori venivano arrestati e portati via gridavano ai giornalisti presenti di scrivere la verità sulla situazione in Tibet e sulle condizioni di vita dei tibetani e continuare a informare il mondo di quanto sta succedendo. Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani
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Diario della Marcia sul Tibet -3 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
11/03/2008 17.27
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Takipur Village, Kangra Dstrict, 12 marzo 2008 (ore 09,00 locali)
Questa mattina, verso le 08,30 i marciatori hanno cantato l'inno nazionale tibetano e poi si sono preparati a muoversi. Prima che potessero partire sono arrivati sei poliziotti in borghese che volevano controllare i documenti dei tibetani. Gli organizzatori hanno rifiutato questo controllo e i poliziotti hanno lasciato perdere quindi la "Marcia Verso il Tibet" ha iniziato il suo terzo giorno e il cammino verso Kangra dove dovremmo arrivare in giornata e dove sembra che la polizia dovrebbe intervenire per impedire la continuazione verso Delhi. Comunque per adesso tutto procede bene e in maniera assolutamente pacifica. Le notizie delle manifestazioni di Lhasa hanno reso, se possibile, ancora più determinati i marciatori.
Takipur Village (Kangra Dstrict), 11 marzo 2008 (ore 19,46, locali)
Siamo arrivati nel villaggio di Takipur nella Valle di Kangra per passarvi la seconda notte della "Marcia"; siamo arrivati che era già buio e subito è arrivato l'ufficiale di polizia Baldev Singh, accompagnato da altri cinque poliziotti in borghese, che ha chiesto ai tibetani di esibire uno speciale permesso di uscita che ogni tibetano deve portare con sé quando lascia la sua residenza. Hanno spiegato che questo controllo era per la protezione degli stessi tibetani. Io ho chiesto da cosa avrebbero dovuto essere protetti e l'ufficiale di polizia mi ha risposto, "Dai seguaci della divinità Shugden" e perché in un luogo buio ed isolato come quello in cui ci siamo accampati può accadere di tutto. Per questo, ha spiegato ancora, è necessaria la presenza dei poliziotti. Comunque adesso la situazione è calma e ci prepariamo a trascorrere la seconda notte della "Marcia Verso il Tibet". Se ci saranno novità invierò altri SMS altrimenti scriverò domani mattina (ora indiana, ovviamente).
Sulla via per Kangra, 11 marzo 2008 (ore 17,00 locali)
La "Marcia" sta procedendo tranquilla verso Kangra.
Oltre ai 100 marciatori tibetani, oggi ce ne sono circa altrettanti
stranieri quindi in questo momento il totale dei manifestanti dovrebbe
aggirarsi sui 200. Moltissime donne tra i marciatori non tibetani, una
di esse ha portato con sé il figlio di 4 anni. La "Marcia" sta avendo
una eccezionale copertura mediatica in India e in genere gli indiani
che incontriamo lungo la strada esprimono solidarietà nei nostri
confronti. Per adesso quindi tutto bene e ci stiamo avvicinando alla
sosta di questa sera. Poco fa il presidente della Tibetan Youth
Congress ha dato la notizia ai marciatori che anche oggi sembra ci
siano state a Lhasa altre manifestazioni, questa volta ad opera dei
monaci del monastero di Sera. Ovviamente queste notizie accrescono la
determinazione dei marciatori e dei loro sostenitori ad andare avanti
con l'iniziativa non violenta per la liberazione del Tibet.
Dharamsala, 11 marzo 2008 (ore 12,30 locali)La "Marcia Verso il Tibet" è partita regolarmente un paio di ore fa. La decisione di andare avanti è stata unanime. L'ordine di arresto sembrerebbe diventare operativo solo dopo la cittadina di Kangra che dovremmo raggiungere dopodomani. Per il momento la polizia non sembra avere intenzione di intervenire ma comunque non si può mai dire, sembra esserci una certa confusione. Probabilmente anche a Delhi non sanno bene cosa fare. Le notizie degli incidenti di Katmandu e delle manifestazioni di Lhasa hanno reso i marciatori ancora più determinati e consapevoli dell'importanza della loro azione. Sicuramente l'intera comunità tibetana è unita e solidale con le modalità e gli obiettivi di questa "Marcia Verso il Tibet".
Dharamsala, 11 marzo 2008 (ore 08,45 locali) E' stato deciso che la
"Marcia" continuerà. I marciatori si stanno preparando a muoversi.
Partiranno dalla Sarah School tra pochi minuti in direzione di Kangra
il capoluogo distrettuale che dista qualche chilometro da qui e dove, è
praticamente certo, la polizia cercherà di fermarli e interrompere la
"Marcia". Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
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Diario della Marcia sul Tibet -2 |
IL BLOG DI PIERO VERNI
società & politica
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By Piero Verni on
10/03/2008 14.43
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Dharamsala, 10 marzo 2008 (ore 22.40, locali)
E' stato deciso che la "Marcia" domani continuerà in direzione di
Kangra. In questo momento gli organizzatori sono riuniti perché hanno
saputo che c'è un ordine di bloccarli qualsiasi strada prendano. Ma la
volontà è di andare avanti e si sta decidendo quale piano seguire. C'è
molta determinazione tra i marciatori e in genere tra tutti i tibetani
che appoggiano con entusiasmo la "Marcia" e gli scopi che si prefigge.
Dharamsala, 10 marzo 2008 (ore 21.00, locali)
La trattativa con la polizia continua e in molti vogliono sfidare l'arresto e riprendere a marciare domani mattina. L'accordo tra Governo indiano e Dalai Lama a cui fa riferimento l'ordine di arresto è quello molto vecchio che risale ai primi anni della concessione dell'asilo politico ai tibetani da parte delle autorità di Nuova Delhi. Di seguito il testo esatto del "Detention Order".
Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
OFFICE OF THE SUPERINTENDENTR OF POLICE DISTRICT KANGRA AT DHARAMSHALA (HIMACHAL PRADESH) No _______________/CB dated 10.3.08 ORDER You, Mr._____________ , a Tibetan national holder of R/C no.______________ at present __________ are participating in the Peache March from Dharamshala to tibet via Delhi on 10/03/2008 in connection with the forthecoming Beijing Olympics 2008 in China and 49th commemoration of the march 1959 uprising against China's occupation of Tibet. As per instruction of govt of India, "the Stated intention of the organizers is to cross over into the Tibet autonomous Region of China. This action is in clear violation of understanding between the Govt of India and His Holiness the Dalai Lama that there will be no anti China political activities on Indian Soil". Your activities have been found indulging which are prejudicial to the public safety, which may culminate into endangering public tranquility and breach of public peace. Therefore, I, Dr. Atul Fulzele (IPS) Superindtendent of Police cum Foreigners Registration Officer, District Kangra at dharamshala (HP) (Civil authority) in exercise of the power vested in me under section 3 (2) (e) (ii) of the Foreigners Act 1946 hereby order you not to leave the territorial jurisdection of Kangra Distt till further order from the date of issuance of this order i.e 10/03/2008, failing which suitable legal action shall be taken under the relevant provisions of law. Dr. Atul Fulzele (IPS) superintendent of Police cum foreigners registration officer, kangra at dharamshala (HP) Endst. N. 3078 - 3107/CB dated 10.3.08 Copy to: 1. Sh. P.K. Misra, Director, (IS-II) Home to the Govt of India, New Delhi for information please 2.The chief Secretary to the Govt. of HP Shimla for information please 3. The Principal Secretary (Home) to the Govt of H.P Shimla for information please 4. The Director General of Police, HP shimla for information please 5. The Addl Director General of Police, State CID HP shimla for information please 6. The Dy. inspr. General of Police, N.R.Dharamshala for information please 7. All SP's in Himachal Pradesh for necessary action please 8. All SHO and I/C's PP in Kangra District for information and necessary action 9. Mr. _________ a Tibetan national, for necessary action Superintendent of Police cum Foreigners Registration Officer Kangra at Dharamshala (HP)
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Diario della Marcia sul Tibet -1 |
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società & politica
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By Piero Verni on
09/03/2008 16.39
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Dharamsala, 10 marzo 2008 (ore 20.00, locali)
In questo momento gli organizzatori della "Marcia Verso il Tibet" stanno discutendo con i capi della polizia. Sembrerebbe che debbano firmare una lettera in cui si impegnano a mettere fine alla "Marcia" sulla base di un accordo che sarebbe intervenuto tra il Sovraintendente di Polizia di Dharamsala e lo stesso Dalai Lama. C'è molta confusione e si è anche sparsa la notizia che ci siano stati incidenti a Lhasa. Molti non vogliono fermare la protesta e non intendono firmare la lettera. La situazione sta diventando piuttosto tesa e non si sa bene cosa potrà succedere domani. Sembrerebbe confermato l'ordine di arresto per i marciatori emanato dal Governo centrale di Delhi.
Dharamsala, 10 marzo 2008 (ore 19.29, locali)
Urgentissimo! Purtroppo le preoccupazioni di quanti temevano che la polizia non facesse partire la "Marcia Verso il Tibet" non erano così infondate come sembrava fino a pochi minuti fa. Intorno alle 19,00 (ora locale) la polizia indiana, sembra su ordine del governo centrale, è entrata nella Sarah School dove si sono fermati i marciatori per fare la loro prima sosta e sta chiedendo a tutti i documenti per identificarli. I poliziotti locali dicono che c'è ordine di arresto per tutti coloro che hanno intenzione di proseguire la "Marcia" emanato dal governo di Nuova Delhi. Io sono alla Sarah School insieme ai marciatori e vi terrò informati tramite SMS perché non dispongo qui di una postazione informatica.
Dharamsala, 10 marzo 2008 (ore 18,00 locali) Questa
mattina alle 10 e 45, di fronte al tempio Tsuklagkhang è iniziata la
"Marcia Verso il Tibet". In precedenza c'era stato il tradizionale
messaggio di Sua Santità il Dalai Lama e di altri esponenti politici
tibetani. I marciatori sono partiti alla testa di numerose migliaia di
tibetani, sventolando decine e decine di bandiere del Tibet
indipendente e scandendo slogan inneggianti alla liberazione e
all'indipendenza del Tibet. Molti tibetani residenti a Dharamsala si
sono assiepati lungo la strada augurando ai marciatori buona fortuna e
pregandoli di prendersi cura della loro salute. La polizia indiana non
è minimamente intervenuta e le preoccupazioni che alcuni osservatori
avevano espresso riguardo alla possibilità che la "Marcia" non potesse
partire da Dharamsala si sono rivelate del tutto prive di fondamento. I
marciatori hanno raggiunto verso le tre del pomeriggio la Sarah School
dove si sono fermati per mangiare. Qui rimarranno per la notte e domani
mattina ripartiranno. Il clima emotivo della protesta è molto intenso
ma tutti i marciatori ribadiscono di continuo che la loro iniziativa,
per quanto determinata, è assolutamente non violenta. I marciatori
sembrano essere molto disciplinati e ben organizzati. Pare quindi che
le cinque organizzazioni non governative che hanno indetto la
manifestazione abbiano proprio fatto un buon lavoro.
Dharamsala, 9 marzo 2008
Alle
15 si è tenuta, presso i locali della Club House di McLeod Gang-Upper
Dharamsala, una affollata conferenza stampa in cui sono state
illustrate le ragioni e le modalità della Marcia Verso il Tibet. Erano
presenti numerosi giornalisti indiani, in rappresentanza di testate sia
nazionali sia locali. Presenti anche diversi giornalisti esteri tra cui
quelli della CNN.E' stato confermato che la Marcia inizierà il 10
mattina dal Tempio Tsuklagkhang di Mcleod Ganj non appena sarà
terminata l'annuale cerimonia che ricorda l'insurrezione di Lhasa del
1959. Si tratterà di una Marcia assolutamente non violenta nel più puro
spirito gandhiano e si prevede la partecipazione di migliaia di
tibetani e amici internazionali della causa del Tibet. La durata
approssimativa della Marcia dovrebbe essere di circa sei mesi in modo
di arrivare a varcare il confine con il Tibet (in punti ovviamente non
ancora resi noti) in concomitanza con l'apertura dei Giochi Olimpici di
Pechino. Dharamsala, 8 marzo 2008 Grande
attesa per la Marcia Verso il Tibet che inizierà il 10 marzo. Oggi i
marciatori sono stati visitati da un medico che li ha informati sugli
eventuali rischi per la loro salute che potrebbe comportare la
partecipazione alla Marcia. Quindi gli avvocati indiani, dott. Anand
Sharma, che esercita presso l'Alta Corte di Giustizia di Shimla e il
dottor Jitendar Rana, che esercita presso la corte di Dharamsala, hanno
partecipato ad una sessione di domande e risposte riguardo agli aspetti
legali che potrà comportare la partecipazione alla marcia. Entrambi gli
avvocati fanno parte di un network di legali specializzati nella difesa
dei diritti umani ed un membro di questa organizzazione prenderà parte
alla Marcia per aiutare partecipanti e organizzatori nel caso si
presentassero problemi legali con la polizia e le autorità indiane.Karma C. (corrispondente
dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni
(www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione
Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
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