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Treni sporchi: non date la colpa ai cani!
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 29/09/2008 10.44

Divulgo volentieri il comunicato stampa di Dogwelcome sulla recente decisione di Trenitalia di escludere i cani dai luridi treni italiani
:




"NON DATE LA COLPA AI CANI PER IL DEGRADO NEI VAGONI" - ASSURDA LA DECISIONE DI TRENITALIA


L'“Associazione Dogwelcome per i Diritti di tutti gli Animali e di chi conduce un Animale domestico” condanna con forza la decisione presa dai vertici di Trenitalia.


“Da inizio ottobre non sarà più possibile per tutti noi che conduciamo uno o più cani oltre i 6 kg di peso usufruire di un importante trasporto pubblico” - dice la presidente, Annalaura Sagramora - “Siamo nuovamente e fortemente discriminati e la cosa è intollerabile, anche viste le pessime condizioni igieniche che da tempo mostrano gli ambienti gestiti da Trenitalia ed il servizio che continua ad essere scadente. Per favore, non date la colpa ai cani.”

Quanto alla dichiarazione dell'amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, che avrebbe affermato di avere elaborato una norma simile a quella vigente in Spagna, L'Associazione Dogwelcome fa presente che in Spagna (Paese che di certo non è noto per essere amico degli animali) i treni e le stazioni sono molto puliti, i convogli viaggiano in orario, e se vi è un ritardo viene rimborsato all'utente il biglietto. Continua Sagramora: “Crediamo sia opportuno prendere spunto dalla Spagna per queste qualità nell'erogare il servizio, e non per il divieto di accesso dei cani che, peraltro, non vige sulla totalità dei treni spagnoli. Nella maggior parte degli stati UE, al contrario, i viaggiatori con animali al seguito possono viaggiare senza grossi problemi”.

Oltre a rendere cittadini di serie B centinaia di migliaia di persone, la nuova norma sarà un ennesimo, ulteriore incentivo per gli abbandoni causati dall'impossibilità di poter vivere una vita “normale” con un animale in famiglia, nonché un disincentivo alle adozioni, pratica di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno, viste le condizioni dei nostri rifugi.

L'Associazione Dogwelcome ha messo online una petizione diretta a Trenitalia, all'indirizzo
http://firmiamo.it/trenitaliadiscriminachiconduceuncane, petizione che in un giorno ha già raggiunto oltre 3000 firme.

Un emblematico estratto dai commenti allegati alle sottoscrizioni della petizione:
“In passato ho viaggiato spesso in treno con il mio cane di 22 kg di peso. Poiché il mio cane è bianco, dovevo fargli il bagno appena giunto a destinazione perché all'arrivo era, nei migliori dei casi, GRIGIO !!!”

L'Associazione Dogwelcome (www.dogwelcome.it) chiede anche a tutti gli amici dei cani di recarsi in una stazione Trenitalia con il volantino di protesta scaricabile dal sito dell'associazione e con il proprio cane,  farsi fotografare e inviare la foto all'indirizzo info@dogwelcome.it: le fotografie saranno pubblicate in un'apposita sezione che raccoglierà le immagini dei viaggiatori che non potranno più usufruire del servizio a cui hanno diritto.

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Le tre felicità
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Gocce di Saggezza By Giacomo Bo on 23/09/2008 18.30

Che l’uomo sia alla ricerca della felicità è un dato di fatto che difficilmente si può contestare. Nel corso di tutta la sua evoluzione, l’essere umano si è sempre spostato dal dolore al piacere, dall’insoddisfazione alla pienezza, dalla tristezza alla gioia, associando i primi con la morte e i secondi con la vita stessa.
Questo semplice sistema di valutazione è stato ereditato dal regno animale, dove ogni creatura si muove per istinto e per esperienze vissute tra il dolore e il piacere.

Cos’è però il piacere, o la felicità?
Dal mio punto di vista, non esiste un’unica forma di piacere, ma una moltitudine di livelli e di sfumature.
Il filosofo Schopenauer ad esempio sosteneva che esiste una forma di felicità che deriva dalla cessazione del dolore, ed in effetti è possibile sperimentare ogni giorno questa condizione, quando ad esempio si guarisce da una malattia dolorosa, oppure quando le persone che si vogliono bene fanno pace dopo un litigio. Lo stato che subentra immediatamente è di gioia e felicità.
Nel bel film di Muccino La ricerca della felicità il protagonista vive ogni sorta di disavventura e di tristezza, ma alla fine , quando ottiene il lavoro professionale per il quale aveva lottato per mesi, e con esso la sicurezza economica per la sua famiglia, si sente felice.

In base alla mia esperienza e agli studi compiuti, evidenzierei tre principali forme di piacere o felicità:

IL PIACERE SENSORIALE.
Questa prima e più primitiva forma deriva proprio dalla stimolazione di determinati nervi celebrali che vibrando producono una particolare sensazione che riconosciamo come piacere. Ad esempio, mangiare un cibo di cui siamo golosi. Allo stesso modo, fare un bagno caldo quando si sente il bisogno, bere quando si è assetati, ascoltare una musica deliziosa, toccare il corpo del proprio amato/a, inebriarsi con il profumo di una rosa… sono tutte forme di piacere sensoriale e danno una certa felicità.
L’apice di questo piacere è rappresentato dall’orgasmo sessuale, dove le suddette terminazioni nervose ricevono lo stimolo più forte e quindi danno come risposta il piacere più intenso. Un orgasmo ben vissuto dona un piacere e un appagamento non raggiungibili con nessun altro tipo di esperienza sensoriale.
Alcune persone potrebbero ribattere che esistono esperienze più intense, come le droghe o altro, ma io credo che quando l’energia sessuale si libera completamente durante l’atto sessuale non esista null’altro di così intenso, almeno nell’ambito del piacere sensoriale.

L’orgasmo ci fornisce anche le qualità e le caratteristiche di questa forma di piacere: esso è intenso e di breve durata; raggiunge un picco seguito da una immediata caduta, con una sensazione finale, una sorta di “appagamento vuoto”, ossia la sensazione che si sta bene ma che non si è raggiunto nulla, che non si ha nulla. A volte addirittura si può sentire un senso di repulsione, all’opposto della fortissima attrazione di solo qualche istante prima.
Questo appagamento vuoto si vede bene ad esempio con il cibo, dove le persone si abbuffano – con molto piacere – ma alla fine sono quasi nauseate dal cibo stesso, e vale per ogni forma di piacere sensoriale.

In sintesi, questa forma di piacere da fortissime sensazioni ma non appaga veramente, perché non solo il bisogno ritorna, ma lo stesso sistema nervoso ne diviene dipendente con meccanismi di assuefazione. Ne sono un esempio le persone in coppia da molti anni con bellissimi partner che però vanno in cerca di altre avventure.
In conclusione quindi, questo piacere “piace molto” ma imprigiona e rende schiavi.

IL PIACERE DELLA VITA
Esiste poi una seconda forma di piacere, meno conosciuta e quindi meno ricercata, a volte addirittura mal compresa, che consiste nel riuscire a vivere la propria vita secondo quei principi universali che l’hanno creata e che la sostengono continuamente.
E’ difficile con poche parole sintetizzare questo fondamentale principio, ma possiamo dire che esistono leggi, principi e forze universali che plasmano in continuazione ogni essere vivente; anche quindi l’essere umano è soggetto a queste forze e, a differenza di tutti gli altri esseri viventi, egli ha due possibilità: a) assecondare queste forze; b) resisterle o andare in una direzione diversa o contraria.
Le conseguenze a seconda della decisione presa sono completamente diverse; coloro che assecondano le forze naturali si ritrovano facilmente a percorrere una strada che è stata spianata da milioni di anni, e questo non solo rende tutta la vita più semplice, ma da un piacere così profondo e appagante che coloro che non l’hanno mai provato non riescono nemmeno a comprenderlo.
Il noto ideatore delle Costellazioni Familiari, Bert Helliger, lo spiega con le seguenti parole: “Per me la felicità non è uno stato euforico, ma consiste nella sensazione precisa di essere nella fase di vita nella quale devo essere. Sono al posto giusto come bambino, giovane, marito, moglie, padre, madre. Essere in armonia con la propria fase di vita dona un profondo raccoglimento, da peso e pacatezza, è qualcosa di molto silenzioso. Ha a che fare con la forza e la realizzazione. Ha realizzato qualcosa chi ha costruito una casa che è divenuta bella, chi sa suonare bene il violino, oppure chiunque faccia qualcosa che gli riesca. La gioia che si prova per queste cose è diversa da quella che si prova in osteria”.
Queste parole spiegano meravigliosamente cosa significhi “essere in armonia con la propria fase di vita”. La vita umana, come quella di ogni altro essere vivente, segue delle fasi precise, come la giovinezza, l’essere adulto, la maturità e la vecchiaia, ed ogni fase comprende mete evolutive fondamentali, che se realizzate donano felicità e pienezza, mentre se vengono mancate, la vita alla fine appare vuota e senza senso.

Questa forma di piacere e di felicità ha molto meno a che fare con i sensi mentre coinvolge l’essere umano ad un livello maggiore di profondità. Quella persona che sta realizzando la sua vita, probabilmente appare meno agli occhi degli altri, perché sicuramente è meno chiassoso di un giovane che esce dalla discoteca o dal ristorante, ma nei suoi occhi c’è un senso di realizzazione più completo. Al contrario, colui che ricerca solo i piaceri sensoriali, appare più “vivo” ma è solo un’apparenza, un inganno che verrà piano piano svelato man mano che la vita prosegue, perchè presto quello stesso piacere non darà più soddisfazione e la vita apparirà vuota e senza significato.

Il piacere della vita quindi appaga veramente, non produce dipendenza, e da un senso profondo alla vita.

IL PIACERE SPIRITUALE
Ancor meno conosciuta è questa forma di piacere che per molti viene invece vista paradossalmente come una sofferenza.
Per usare ad esempio le parole di Mark Twain: “nel matrimonio c’è qualche dolore, ma nel celibato non c’è nessun piacere”, oppure quelle di Freud: “Se nella vita smetti di fumare, di bere e di divertirti con la sessualità, non è che la vita durerà di più, quanto piuttosto che essa non ti passerà più!”.
Da queste semplici parole si comprende come la vita dell’asceta, del mistico o del religioso che rinuncia ai piaceri del mondo per cercare solo Dio, sia qualcosa di incomprensibile per la maggior parte delle persone, anche se di grande cultura o intelligenza.
Dedicare la propria vita alla ricerca dell’unione con l’Assoluto è soprattutto oggi così distante dal valori del quotidiano che per molti appare inconcepibile una scelta di questo tipo. La reazione più comune è la derisione o l’indifferenza, mentre capita di rado di sentire persone anche solo discuterne.

Ma quale appagamento ci può essere nella rinuncia ai piaceri della vita?
A livello logico e mentale non esistono ragioni per spiegare come sia possibile una tale rinuncia; l’uomo ordinario osserva il mistico senza poterlo comprendere.
C’è una bella storia breve in merito: una volta un persona passeggiando per la strada vide dentro una chiesa un mistico che pregava e gli disse: “Ehi! Vieni fuori a vedere le bellezze del Creatore!” Il mistico gli rispose: “No, vieni tu dentro a vedere il Creatore!”.

L’unione con l’Assoluto, la Verità Eterna, Dio, Brahma, Allah, come lo si voglia chiamare, è un’esperienza così al di là dell’ordinario che nessuna parola può descriverla ed è solo sperimentandola direttamente che è possibile rendersi conto di quale pienezza, beatitudine, gioia e felicità sia possibile ricevere, ed è proprio la profondità di questa esperienza che dona la forza al mistico di rinunciare a tutto il resto.
Per questa ragione, la persona ordinaria non potrà mai comprendere cosa realmente viva colui che è in unione con Dio. Se in quel momento egli guardasse nel proprio cuore, probabilmente sentirebbe una forma di attrazione verso la via mistica e spirituale, ma purtroppo raramente le persone sanno guardarsi dentro nel momento giusto; piuttosto trovano tanti modi per distrarsi e per allontanarsi.

Nella grande saggezza della filosofia taoista cinese si dice che esistono due forme di piacere: il piacere dell’energia consumata (o sprecata) e il piacere dell’energia trattenuta.
Quando ad esempio, si realizzano delle cose, si consuma l’energia vitale; allo stesso modo quando ci si diverte intossicandosi si spreca l’energia.
Quando invece ci si trattiene da queste cose e si indirizza tutta l’energia verso il benessere interiore, come attraverso esperienze di digiuno, di silenzio o meglio ancora nella contemplazione, nella preghiera o nella meditazione, allora si prova una forma di piacere completamente diversa e totalmente inconcepibile per colui che ha sempre vissuto nei piaceri della vita.

Per concludere, possiamo dire che una forma di piacere sia migliore di un'altra? Personalmente non lo credo, perché ritengo che la scelta di quale piacere perseguire dip ...
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Intervista a Majid Valcarenghi
IL BLOG DI RE NUDO News da Re Nudo By Re Nudo on 16/09/2008 20.24




Intervista al direttore di Re Nudo, Majid Valcarenghi, sul numero monografico dedicato alla questione tibetana, uscito in occasione delle Olimpiadi, e sul nuovo corso di Re Nudo.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Free Tibet (video diritti umani)

:: dai blog di Olistica.tv ::
> Il blog di Piero Verni

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Tibet (questione tibetana)
> Dalai Lama
> Tenzin Gyatso

:: dall'Antologia olistica:
> Tibet Oggi (di Associazione Italia-Tibet)



Libri sulla questione tibetana


Tibet: ai confini con il cielo tra natura e spiritualità  (di Massimo Bocale e Piero Verni)

La Mia Terra sul Tetto del Mondo
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Come funzionano le Costellazioni Familiari
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Sviluppo delle potenzialità della Mente By Giacomo Bo on 12/09/2008 9.37
Le Costellazioni Familiari sono un metodo di lavoro psicologico sviluppate dallo psicoterapeuta Bert Hellinger circa una quarantina di anni fa, ma è in questi ultimi dieci anni che stanno raccogliendo un successo straordinario a livello planetario, tant’è che lo stesso Hellinger, all’età di ormai 82 anni, si ritrova spesso in viaggio per il mondo, a tenere corsi che hanno dai 300 agli 800 partecipanti, oppure corsi per ambiti particolari, come i medici, le aziende e così via. Egli inoltre ha fondato una scuola dove centinaia di persone vengono formate per divenire a loro volta costellatori.
Nella maggior parte delle città italiane è facile trovare corsi di Costellazioni Familiari che quasi sempre registrano il tutto completo.
A molti sarà capitato di incontrare qualcuno che ha fatto il seminario, e il giudizio è principalmente positivo e spesso entusiastico.

In tutto il mondo si riconosce alle Costellazioni Familiari il loro successo e il loro merito nel risolvere determinate problematiche che condizionano pesantemente la vita delle persone.

Che cosa rendono questo le Costellazioni Familiari così particolari?
Esistono principalmente due ragioni: il fondamento su cui tutto si basa, ed il metodo.


IL FONDAMENTO
Il termine ‘Costellazioni’ – diversamente da quanto si potrebbe pensare – non si riferisce alle stelle e al firmamento, bensì ai rapporti di parentela che legano insieme le persone.
Come le stelle viste da lontano sembrano dare vita a forme particolari, che noi definiamo con i segni dello zodiaco, così, una persona all’interno della sua linea genetica appare inserita in un quadro di ‘forze’ particolari.


Sappiamo dalla genetica che ogni nuovo nato eredita dai propri genitori e più in generale dai propri avi un patrimonio di geni che determineranno il suo aspetto fisico e la sua costituzione, ma anche la sua forza e la sua salute, in generale e nei particolari. E’ difatti possibile ereditare ad esempio gli occhi dalla madre e l’intestino dal padre, nel bene e nel male.
Dalla psicologia sappia anche che il carattere viene forgiato attraverso la relazione con i propri genitori, per cui è facile riscontrare in se stessi parti della psicologia della madre e del padre; possiamo quindi parlare anche in questo contesto di una forma di ereditarietà.

Facciamo a questo punto in esempio: immaginiamo in una nursery dell’ospedale due bambini vicini di culla: il primo è il figlio degli Agnelli, una famiglia nobile e di grandi origini, che oggi gestisce una grande industria, gira il mondo e vive nella ricchezza. L’altro è invece il figlio di una ragazza madre, sola e caduta in miseria. Immaginiamo che per un errore dell’infermiera, i due bambini vengano scambiati di culla, per cui quello ‘ricco’ finisce con la ragazza madre, mentre quello ‘povero’ nella famiglia Agnelli.
Nessuno si accorge dell’errore e passano venti anni.
Arriviamo alla questione principale: il giovane ‘povero’ cresciuto nella famiglia Agnelli, sarà diventato un ‘Agnelli’? E il vero Agnelli, che ora vive nella miseria, sarà come tutti gli altri poveri?

Con una certa sicurezza possiamo dire che esiste un qualcosa che va al di là dell’ambiente in cui si cresce, e che sta alla base della formazione di una persona.
Questa ‘impronta’ è il prodotto della propria linea genetica, nel bene e nel male. E’ una grande forza, in grado di creare o di influenzare fortemente il destino e la vita di una persona.
Nel bene questa forza può portare grandi cose; pensiamo a coloro che ereditano grandi capacità dai propri genitori. Nel male, essa può rovinare la vita di una persona.

Questo è il fondamento delle Costellazioni Familiari, la grande scoperta di Bert Hellinger, il quale ha avuto il merito di porre l’attenzione soprattutto su questo elemento e di fare alcune scoperte eccezionali.

Quanto l’uomo è libero dal destino che eredita dalla propria linea genetica?
Facciamo degli esempi:
•    Una donna non è sicura di chi sia il padre di sua figlia perché quando rimase incinta, frequentava due uomini (il marito Franco e un amante di nome Giovanni). Lei stessa, cosa assai particolare, non è sicura di chi sia il proprio padre, perché a sua volta, sua madre frequentava due uomini. Ora, sua figlia quindicenne a scuola si è innamorata contemporaneamente di due suoi compagni, Franco e Giovanni!
•    Un uomo, intorno ai 45 anni, nel pieno della sua vita, cade in depressione senza particolari motivi, e sente emergere impulsi suicidi. Si spaventa molto e ricorre alla psicoterapia, senza successo. Attraverso uno studio della propria linea genetica, egli scopre che il padre era morto suicida a 45 anni, così come suo nonno.
•    Un uomo si ritrova a 40 anni a perdere la testa per la segretaria della sua azienda e a rovinare così la sua vita e la sua famiglia. Anche suo padre, a 40 anni, aveva iniziato una relazione extraconiugale rovinando tutto ciò che aveva faticosamente costruito.

In questi tre esempi, appare evidente l’esistenza di un qualcosa che va al di là della volontà, della ragione, dell’intelligenza della persona, e che ha origini nel suo passato.
Hellinger chiama questa forza campo morfo-genetico ad indicare un vero campo di energia che condiziona la persona e le impedisce di essere se stessa e di vivere la propria vita, costringendola ad assumere il destino di un suo predecessore, per portare a compimento quanto è rimasto sospeso.

Potremmo dire, come è scritto nella Bibbia, che le colpe dei padri ricadono sui figli. Ogniqualvolta nella linea genetica è avvenuto qualcosa di drammatico che ha ostacolato o fermato il naturale corso degli eventi, questo evento reclama di essere portato a termine e il compito ricade sugli ultimi della linea genetica, i figli.

E’ possibile sottrarsi a questo destino?
No, perché prima di tutto si è inconsapevoli di ciò. Semplicemente, nella vita si vivono accadimento dolorosi o traumatici senza poterne identificare la ragione.
Facciamo alcuni esempi:
•    Due fratelli maschi erano cresciuti sempre con grande odio reciproco, ed ora, a cinquant’anni, vivono ancora lontani e molto arrabbiati l’un l’altro. Dal lavoro con le Costellazioni emerge che esisteva un terzo fratello, morto prematuramente, che era stato tenuto nascosto dalla madre la quale aveva riversato su di lui il suo amore, creando una situazione di forte gelosia tra gli altri due.
•    Una coppia si ama da oltre 10 anni, ma al momento di decidere di sposarsi, lei si tira sempre indietro, presa da paure ingiustificate. Con il lavoro pratico emerge tutta la sua insicurezza e la rabbia rivolta verso un padre che non c’è mai stato.
•    Un figlio eredita la casa dal padre che muore. Con la moglie decide di venderla ma dopo diversi anni ancora non si è riusciti a trovare un compratore, sebbene la casa sia in ottime condizione e a buon prezzo. Sempre con il lavoro emerge che il padre aveva sempre amato questo figlio di più del maggiore, e aveva fatto torto a quest’ultimo non lasciandogli la casa in eredità.

In tutti e tre questi casi, una volta che il problema fu portato alla luce e risolto, la situazione cambiò radicalmente. I fratelli tornarono in accordo amorevole, la coppia si sposò e la casa fu venduta senza problemi.

Quindi, esiste un campo energetico di cui si è solitamente inconsapevoli e che influisce pesantemente sul destino e sulla vita delle persone coinvolte, ed è solo portandolo alla luce e affrontandolo con il giusto metodo che è possibile abbandonarlo ed iniziare un percorso di vita proprio e autonomo.

LA METODOLOGIA
La scoperta di questo campo morfogenetico costituisce il primo elemento straordinario delle Costellazioni Familiari. Il secondo è il modo con cui si affrontano e si risolvono i problemi psicologici delle persone.

Nella terapia classica, in quasi ogni sua forma, è sempre il soggetto che ha il problema a dover lavorare su se stesso. Egli ne parla, ne prende consapevolezza, lo sblocca energeticamente… tutti metodi validi che presuppongono un’azione diretta della persona coinvolta.
Con le Costellazioni Familiari, l’approccio è radicalmente diverso, perché la persona si limita a dare una breve descrizione del problema e delle persone coinvolte, poi si va ad inscenare – come se si fosse a teatro – una rappresentazione.
Vengono scelti dal soggetto altri partecipanti che dovranno interpretare le persone coinvolte nel problema. Questi verranno disposti al centro della stanza di lavoro e lasciati a se stessi, senza alcuna informazione aggiuntiva.
All’inizio non accade nulla, ma già dopo pochi secondi, le persone iniziano a sentire qualcosa, una forma di energia, che lentamente prende possesso del loro corpo e della loro mente, facendoli muovere per la ...
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10 maestri viventi
VIDEO di Olistica.tv Video maestri By 1653739@aruba.it on 05/09/2008




Video trailer del DVD Il Fiore del Nirvana, film-documentario che raccoglie le interviste a 10 maestri illuminati viventi, per opera di Siddhi (Dafna Moscati), una ragazza che si avvicina alla ricerca spirituale dopo una crisi personale... I maestri intervistati sono: Avasa (Galles), Gangaji (USA), Kalika (Italia), Madhukar (Germania), Maitreya Ishwara (Inghilterra), Pari (Grecia), Prajnaji (Panama), Premananda (Inghilterra), Samarpan (USA) e SatGuru Sri Vast (India).


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> maestri: Gangaji: il desiderio -
Gangaji: la consapevolezza oltre le "nuvole"

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> Gangaji


:: Libri e DVD ::

Che cos'è l'Illuminazione (di Siddhi (Dafna Moscati))


DVD - Il Fiore del Nirvana (di Siddhi (Dafna Moscati) e Tao (Marco Mazzotti))





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Il Dalai Lama cambia politica?
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 25/08/2008 19.52

La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno. In una intervista concessa al quotidiano “Le Monde”, il Dalai Lama ha rivelato che il 18 agosto, nella regione tibetana del Kham, l’esercito cinese avrebbe sparato sulla folla che manifestava pacificamente per la libertà del Tibet, uccidendo 140 persone e ferendone molte altre. A solo pochi giorni dalla fine delle Olimpiadi si tratta di un vero sasso tirato nello stagno della propaganda olimpica di Pechino. Mentre nella capitale si celebrano i fasti della competizione sportiva, alla periferia dell’Impero il massacro dei tibetani continua inesorabile. Altri 140 civili inermi si vanno ad aggiungere alle centinaia di morti dell’insurrezione di Lhasa della scorsa primavera. Forse anche i tetragoni burocrati del Comitato Olimpico Internazionale dovrebbero accorgersi delle macchie di sangue che deturpano le scintillanti facciate della loro cinica retorica riguardo all’intoccabilità dello Sport. Quasi in concomitanza con l’uscita del quotidiano parigino nelle edicole ieri pomeriggio, l’Ufficio del Dalai Lama rilasciava però una dichiarazione in cui sottolineava come il Dalai Lama fosse stato mal interpretato riguardo al numero preciso delle vittime. Infatti, secondo Tseten Samdup rappresentante in Francia del Dalai Lama, questi avrebbe riportato una notizia che gli era stata fatta pervenire dal Tibet, ma che non aveva avuto comunque modo di poter effettivamente controllare.
Claudio Tecchio è il direttore di www.dossiertibet.it, uno dei più interessanti ed aggiornati portali italiani sul Tibet e la Cina Popolare. Il suo sito si avvale delle corrispondenze di un contatto locale, ovviamente clandestino. “Nei territori del Kham da settimane è in vigore la legge marziale” ha dichiarato Tecchio al “Riformista”, “Nonostante questo, si svolgono con una certa continuità manifestazioni anticinesi organizzate per lo più da piccoli gruppi di persone. Proprio in queste ore il nostro corrispondente a Lhasa sta cercando di fornirci notizie più precise sull’episodio denunciato dal Dalai Lama e ricostruirne l’esatta dinamica”. Comunque, quale che sia il numero preciso delle vittime, resta il fatto che la chiarificazione sembrerebbe non alterare il tono complessivo dell’intervista in cui, tra l’altro, il Dalai Lama ammette che i suoi emissari, nel corso dei colloqui con esponenti del governo cinese, “si sono trovati di fronte a un muro e che non hanno potuto registrare alcuna apertura”. Parrebbe, il condizionale è d’obbligo, trattarsi dunque di un notevole cambiamento nella politica del Dalai Lama, che solo poche settimane or sono aveva reso pubblico un caloroso messaggio di auguri per l’apertura della kermesse di Pechino. Messaggio in cui, tra l’altro, ricordava di non essere mai stato contrario all’assegnazione delle Olimpiadi 2008 alla Cina Popolare. In molti in queste ore si stanno chiedendo se veramente l’Oceano di Saggezza stia pensando di abbandonare quella politica di concessioni unilaterali che, come ha ammesso lui stesso, non ha prodotto alcun risultato. Secondo Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia-Tibet, “Se il Dalai Lama ha deciso di essere il primo a rendere pubblica, e con questi toni decisi, una notizia del genere è possibile sperare che la linea conciliante e improduttiva del dialogo a tutti i costi con il ‘muro’ cinese stia per essere accantonata”. Potrebbe essere che il Dalai Lama sia rimasto impressionato dalla determinazione con cui gran parte del suo popolo ha manifestato in questi ultimi mesi, dentro e fuori il Tibet, contro l’occupazione cinese. La disperazione, la frustrazione e il dolore dei tibetani sono sotto gli occhi di tutti ed hanno ormai raggiunto livelli di guardia. Sembra difficile che possano essere placate da una linea di condotta, certamente elevata e nobile sul piano morale, ma assolutamente fallimentare su quello concreto. E’ palese che si è ormai creato uno scollamento profondo tra la politica del Dalai Lama e settori importanti e significativi della società civile tibetana. Non è da escludere che l’Oceano di Saggezza ritenga di essersi spinto troppo avanti nelle sue aperture senza contropartita. Potrebbe temere che qualcuno, avendo perso la speranza in un cambiamento positivo, possa lasciarsi andare a gesti inconsulti. Infatti è vero che oggi nessuna organizzazione tibetana pensa di rinunciare ai metodi di lotta non violenti, ma è altrettanto vero che la pazienza dei tibetani potrebbe non essere eterna. E se fino ad ora anche le correnti più radicali, quelle che continuano a rivendicare l’indipendenza del Tibet, si sono dimostrate fedeli agli ideali gandhiani, potrebbe non essere più così in futuro. E in quel malaugurato caso sarebbe bene che il Dalai Lama fosse ancora in grado di godere della fiducia di tutto il suo popolo.


Per approfondire:

Guarda i video di Olistica.tv:

> Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani

Leggi i blog di Olistica.tv:
> Il blog di Piero Verni

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Diario della Marcia sul Tibet 4 (3 fase)
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 11/08/2008 15.48

Delhi, 09 agosto 2008, Nuova Delhi, ore 12.30 (locali)


Il secondo gruppo di militanti della Tibetan Youth Congress, che ha preso il posto dei sei che nei giorni scorsi erano stati condotti a forza in ospedale, è arrivato al 4° giorno di sciopero della fame e della sete. Le loro condizioni cominciano ad aggravarsi. Ieri, sotto una torrenziale pioggia monsonica, c'è stata una manifestazione molto intensa e toccante seguita da sessione di preghiera e "candle vigil". 150 tibetani sono stati arrestati dalla polizia indiana perché manifestavano davanti all'ambasciata cinese che è stata trasformata in un vero e proprio bunker, completamente circondata da filo spinato e presidiata da tantissimi poliziotti. Oggi tutti i tibetani donano il sangue in solidarietà con i tibetani in Tibet. Il poeta e attivista Tenzin Tsundue è ancora agli arresti nel carcere di Mandi, il suo avvocato spera di poterlo fare rilasciare nei primi giorni della prossima settimana.

Stefy - referente per il Veneto dell'Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org) - corrispondente da Nuova Delhi per: il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.it); Giotibet (www.giotibet.com)


Per approfondire:

Guarda i video di Olistica.tv:

> Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani

Leggi i blog di Olistica.tv:
> Il blog di Piero Verni

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Diario della Marcia sul Tibet -3 (3a fase)
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 06/08/2008 15.18
Manali, Himachal Pradesh, 5 agosto 2008, ore 13.30 (locali)

Grande tensione tra i profughi tibetani qui in India. Mentre circolano voci voci ricorrenti che Lhasa sarebbe sotto una sorta di stato d'assedio tanto è massiccio il controllo poliziesco in queste ore, non si hanno notizie sicure su quale sia la condizione del poeta e attivista Tenzin Tsundue, arrestato l'altro ieri all'aereoporto di Bhuntar (distretto di Kullu) mentre cercava di unirsi alla settantina di tibetani che volevano entrare in Tibet dallo Spiti. Sembra invece certo che il fermo dei sessanta marciatori avvenuto ieri sia stato trasformato in arresto e siano detenuti o a Manali o a Bhuntar. Tra di loro c'è il lama Shingza Rinpoche, originario dell'Amdo, e attualmente uno dei principali maestri spirituali del monastero di Sera (India meridionale). E' la prima volta nella storia dell'esilio indiano che un lama di tale importanza viene imprigionato e tradotto in carcere. Tutti gli arrestati hanno iniziato uno sciopero della fame e della sete. C'è un forte malcontento sia tra i tibetani sia tra la popolazione locale dello Spiti (di etnia tibetana) che ha cercato in tutti i modi di convincere la polizia indiana di non arrestare i marciatori. Purtroppo senza successo.
Intanto a Delhi si sono aggravate le condizioni di salute dei sei militanti della Tibetan Youth Congress giunti al 9° giorno di sciopero della fame e della sete. E nella capitale indiana stanno convergendo centinaia di profughi sia per rendere omaggio ai digiunatori sia per partecipare alla grande manifestazione indetta per il 7 agosto dalla TYC per l'indipendenza del Tibet e contro i Giochi Olimpici della vergogna.
In molti qui sperano in gesti concreti di solidarietà da parte dei sostenitori internazionali della causa tibetana e anche per questo vi chiedo di far circolare queste informazioni il più rapidamente possibile e nel modo più ampio. Io cercherò, nei limiti della mia possibilità di comunicare via telefonino, di tenervi puntualmente informati.


Tabo, Spiti, 4 agosto 2008, ore 13.45 (locali)

Il gruppo di oltre 70 tibetani che cercava di entrare in Tibet clandestinamente attraverso il confine situato nella regione indiana dello Spiti, è stato scoperto pochi minuti fa dalla polizia di Nuova Delhi. Oltre sessanta marciatori sono stati fermati anche se per il momento il numero di poliziotti è ancora limitato. E' confermata la notizia dell'arresto ieri pomeriggio del poeta e attivista tibetano Tenzin Tsundue. Ancora una volta è stato negato ai tibetani il diritto a tornare nella loro terra. Non sappiamo bene cosa potrà succedere nelle prossime ore, se il fermo dei catturati verrà tramutato in arresto e se anche i rimanenti marciatori verranno fermati o arrestati.
E' però importante che la notizia di questo nuovo tentativo dei tibetani di entrare in Tibet venga fatto conoscere ai media e all'opinione pubblica internazionale per cui vi prego di diffondere al meglio e al più presto questa notizia e le altre che spero di riuscire ad inviarvi non appena ne avrò la possibilità.


Karma C. - corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org); Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it); Giotibet (www.giotibet.com); Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.org)

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Delhi, 05 agosto 2008, Nuova Delhi, ore 23.06 (locali)

I sei digiunatori della Tibetan Youth Congress sono stati portati adesso in ospedale. Le loro condizioni di salute si erano progressivamente aggravate e da alcune ore erano in immediato pericolo di vita. Appena avrò notizie più precise ve le invierò.


Delhi, 05 agosto 2008, Nuova Delhi, ore 23.30 (locali)

Il ricovero in ospedale dei sei digiunatori della Tibetan Youth Congress è stato fatto forzosamente, contro la volontà degli stessi, dalle forze di polizia indiane che sono intervenute alla tenda di Jantar Mantar dove si trova il presidio della Tibetan Youth Congress. La polizia ha arrestato circa 150 tibetani che si opponevano all'intervento repressivo. La situazione è estremamente tesa anche in vista della manifestazione del 7 agosto e per le notizie relative all'arresto del poeta e attivista Tenzin Tsundue e dei sessanta marciatori bloccati in Spiti tra cui l'importante lama Shingza Rimpoche.


Stefy
- corrispondente da Nuova Delhi per: il Blog di Piero Verni (
www.olistica.tv); Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.it); Giotibet (
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Sessualità in natura (!)
VIDEO di Olistica.tv Video sessualità By 1653739@aruba.it on 04/08/2008




ForestLove: l'ultima trasgressiva campagna di Greenpeace.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> video ecologia e salute

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> energie alternative
> energie rinnovabili
> sviluppo sostenibile

:: dall'Antologia olistica ::
> Manifesto del doposviluppo (di Serge Latouche)
> Manifesto per la decrescita felice (di Maurizio Pallante)
> Tra sviluppo sfrenato e sviluppo sostenibile, "decrescita felice" e decrescita demografica (di Roberta Marzola)



Libri:

Fast Food Nation (di Eric Schlosser)


La scommessa della decrescita (di Serge Latouche)
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Intervista a Fa Lu Gong
IL BLOG DI RE NUDO Mondi a confronto By Re Nudo on 02/08/2008 16.12
falunggongpenality.jpg
Pubblichiamo un'anteprima dal nuovo Re Nudo, nella nuova versione monotematica, dedicata questo numero al Tibet, in occasione delle Olimpiadi di Pechino

Il problema Tibet è inestricabilmente legato a quello cinese. Per questo dossier Tibet, Re Nudo ha voluto quindi ascoltare anche la testimonianza di una giovane donna cinese da molti anni residente in Italia, Ning Lan, praticante e volontaria del movimento spirituale della Falun Dafa che il regime di Pechino perseguita duramente in Cina.

Dopo le ultime manifestazioni in Tibet e, soprattutto, dopo le clamorose contestazioni della Torcia olimpica, c’è un palese ed insidioso tentativo da parte di Pechino di mobilitare le comunità cinesi all’estero verso tutti coloro che protestano contro il regime e i suoi sistemi autoritari. Cosa ne pensi?
Sì c’è questo tentativo. Per quanto riguarda la Falun Dafa abbiamo subito, nel mese di maggio, una violenta aggressione nel quartiere di Flushing a New York. Una folla di teppisti, sobillata e organizzata dal locale consolato cinese, ha attaccato e duramente malmenato alcuni praticanti della Falun Dafa. Io ero presente e ho potuto vedere con i miei occhi la brutalità di questi miei connazionali. Come ti dicevo, questi eventi sono stati pensati direttamente dal consolato cinese di New York, su questo non vi è alcun dubbio dal momento che ci è stata fatta pervenire la registrazione di una conversazione in cui il console ammette, anzi addirittura si vanta, di essere stato lui a organizzare le cose. Da informazioni che abbiamo raccolto, appare chiaro che ci sia proprio un ordine impartito dal Ministero della Sicurezza Pubblica, per colpire la Falun Dafa. Ricordo, tra l’altro, che l’attuale ministro è uno stretto parente dell’ex premier Jang Zemin.
Pensi che anche le mobilitazioni di studenti cinesi residenti all’estero in occasione del passaggio della Torcia olimpica, siano state molto meno spontanee di quanto non si dica?
Certamente. A San Francisco, ad esempio, tutti i cinesi che si erano recati ad applaudire il passaggio della Torcia erano stati retribuiti dall’ambasciata e dai vari consolati. Così come erano stati versati 90 dollari ai teppisti di Flushing. A Pechino hanno molta paura di quanto sta succedendo.

Le violenze e le persecuzioni attuate nei confronti dei tibetani sono ormai molto evidenti e quindi le autorità cinesi temono che le prossime Olimpiadi possano essere disturbate da questa immagine violenta del regime. E quindi fanno di tutto per limitare il danno. E poi c’è la vicenda del terremoto...

Beh, di quello non possiamo fare una colpa a Pechino.
Certo non ha colpa del terremoto... ma la gente si è resa conto che molti edifici del regime erano rimasti in piedi, ma le scuole e gli edifici popolari erano ridotti in macerie e peggio i loro figli si trovavano là sotto. La rabbia stava crescendo, serviva indirizzare altrove questa rabbia, e perché non sul Falun Dafa e i Tibetani? Quindi il regime ha intensificato gli attacchi contro di loro e altri per distogliere l’attenzione della gente...

Per cercare un capro espiatorio...
Esattamente, fanno di tutto perché la rabbia e lo scontento delle persone si indirizzi in una determinata direzione.

E pensi che ci potranno riuscire?
Ci provano. Sulla stampa ci sono attacchi quotidiani contro tutti quelli che contestano, in un modo o nell’altro, il regime. E sai bene che quando la gente non ha altre fonti di informazione, e magari è anche emotiva, è facile manipolarla.

Pechino ci sta provando. Va bene, ma vorrei sapere se ritieni che ci riuscirà. Mi riferisco in modo particolare alla situazione interna alla Cina e non tanto a quella all’estero.
Bisogna dire che nei momenti di crisi il regime comunista cinese si rivela sempre molto abile nel giocare la carta del nazionalismo per acquisire consenso. Cercano in tutti i modi di far passare l’equazione, Cina uguale Partito Comunista... e quindi fanno passare tutti coloro che criticano il Partito come elementi antinazionali, come persone che stanno attaccando la Cina. Abbiamo visto che, troppo spesso questa operazione è riuscita. Ad esempio dopo le contestazioni alla Torcia olimpica di Parigi ci sono state manifestazioni contro consolati e negozi francesi come Carrefour.

Sì certo... le abbiamo viste tutti in TV e su Internet queste manifestazioni. Il problema è capire se le poche migliaia di persone coinvolte in quegli attacchi siano rappresentative di quello che pensa la maggioranza dell’opinione pubblica oppure no. Su un miliardo e trecento milioni di cinesi non credo sia un problema per il regime riuscire a mobilitare qualche migliaio di militanti. La domanda è se quelle migliaia con il tempo potranno diventare decine di milioni...
Beh è difficile da dire, fare una previsione sicura. Ovvio che il regime non lesina sforzi e nel passato abbiamo visto che può funzionare. Non bisogna dimenticare che tutta l’informazione nella Cina Popolare è manipolata. La gente il più delle volte non è informata, non conosce cosa sta veramente accadendo. Può ascoltare e leggere solo la propaganda di regime, dunque il pericolo che questo tentativo di compattare la società basandosi sul sentimento nazionalistico possa riuscire, è reale. Per far fallire il progetto del Partito Comunista l’unico modo è riuscire a garantire in Cina un’informazione indipendente che smascheri le bugie del regime di Pechino. Così, uno degli aspetti più importanti del lavoro della Falun Dafa, è lo sforzo di informare il popolo cinese su come stanno esattamente le cose che riguardano la persecuzione del Falun Dafa. Anche nel caso dei tibetani, il fatto che vengano perseguitati e uccisi non arriva agli occhi e alle orecchie della gente. Tutti i media sostengono che sono i tibetani a uccidere, a distruggere, a incendiare. E’ lo stesso discorso che fanno per sostenere la persecuzione della Falun Dafa. I praticanti vengono accusati, diffamati, screditati in tutti i modi.

Quindi sei d’accordo con me nel ritenere che la frontiera principale della lotta al regime comunista cinese sia la battaglia per l’informazione?

Assolutamente d’accordo. Dobbiamo riuscire a dare ai cinesi che vivono in Cina accesso ad altre notizie che non siano quelle della propaganda del regime. Ad esempio, nessun giornale ha scritto che le autorità erano in possesso di dati che potevano far prevedere con un certo anticipo che, quasi certamente, ci sarebbe stata una forte scossa sismica. Ma le autorità non hanno allertato la popolazione, se questo fatto divenisse di dominio pubblico certo ci sarebbero ripercussioni molto negative per il regime. Credo che sarebbe molto importante riuscire a far sapere alle popolazioni dello Sichuan che qualcuno era stato avvisato e qualcun altro no. Ora queste sono tutte informazioni che la gente dovrebbe conoscere, solo così i cinesi potrebbero farsi un'opinione corretta.

E secondo te quali sarebbero i canali per far arrivare in Cina una informazione libera? Perché Internet è strettamente controllata dal Partito e i telefoni pure...
Fare circolare le notizie è molto più difficile che non qui da noi. In tutti questi anni il nostro impegno è stato proprio quello di informare la gente... noi lo chiamiamo “chiarire la verità”. Negli anni passati siamo riusciti a far circolare in Cina diverse copie dei “Nove Commentari sul Partito Comunista” che hanno contribuito ad aprire gli occhi a numerose persone. Questo ha provocato le dimissioni di oltre 37 milioni di dimissioni dal PCC e dalle associazioni collegate e il numero continua ad aumentare. Purtroppo i canali sono quelli della comunicazione sotterranea, tipo giornali e pubblicazioni clandestine. Molto difficile l'accesso ai media diretti come Internet, la TV o i telefonini... e questo è un grave impedimento, però io credo che se è così difficile portare le notizie in Cina è molto più semplice informare i cinesi all’estero. In teoria dovrebbe rivelarsi un ottimo canale di comunicazione anche con la Cina. Perché ogni residente all’estero che prende coscienza, può trasformarsi in un “mass media” vivente. La mia esperienza mi dice che quando riusciamo a fornire alla gente un’informazione corretta, sono in molti a svegliarsi e a comprendere come stanno le cose. Certo si tratta di un lavoro lungo, perché molte comunità cinesi sono fortemente condizionate dai consolati e dalle associazioni cinesi. Difficile! Ma io sono fiduciosa che alla fine la verità potrà vincere contro la violenza, la sopraffazione e la menzogna.

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I Riti di passaggio
VIDEO di Olistica.tv Video benessere e meditazione By 1653739@aruba.it on 29/07/2008
Riti di passaggio.jpg Da circa 600 anni, la cultura occidentale ha rimosso i rituali come momento sacro, in cui sperimentare l`intensità di un cambiamento o di un nuovo stadio evolutivo in cui la vita ci accoglie.
La nascita, la pubertà, la scoperta della sessualità, l`età adulta, la mezza età, il divenire anziani ed infine la morte sono tutti momenti inevitabili di passaggio, in cui ognuno di noi passa attraverso una profonda trasformazione fisica, dei pensieri e della coscienza.
Ai tempi dei  nostri antenati sciamani, gli anziani erano le guide per i più giovani, che venivano accompagnati attraverso questi passaggi in modo tale che potessero ottenere chiarezza e forza anziché confusione e disorientamento.
Al contrario, le culture moderne hanno impoverito questi momenti, privandoli di qualsiasi contenuto esistenziale.
A causa dell`assenza di guide, di insegnanti e di modelli di riferimento si sperimentano questi passaggi come "crisi", anziché come opportunità per la crescita, perdendo così l`occasione per guarire parti del proprio essere che sono state ferite o danneggiate nel corso del viaggio esistenziale.
Scoprire la natura e le caratteristiche di questi passaggi significa padroneggiare il processo della vita e i suoi cambiamenti.
I seminari di Riti di passaggio colmano questo vuoto, guidando alla scoperta consapevole dei propri riti di passaggio, le 12 tappe degli inevitabili momenti che contraddistinguono il cambiamento, l`evoluzione fisica, mentale e spirituale di ogni essere umano. Un processo unico e personale, in cui sperimentare differenti pratiche, che serviranno ad affrontare con consapevolezza, saggezza e compassione il momento presente e a preparare per il successivo passaggio.

Le 12 fasi di iniziazione sono:

·   Nascita/Morte: il regalo divino del magico e dell`immortalità

·   Pubertà: preparazione alla vita

·   Separazione dal femminile











·   Iniziazione sessuale


·   Alleanza con l`energia maschile

·   Tradimento: l`illusione del successo

·   Mezza nascita: nel nostro potere

·   Riconnessione con la forza femminile

·   Iniziazione alla verità

·   Guarigione e ammenda con il femminile negato e il maschile ferito

·   Riscattare il potere: maturità spirituale

·   Morte: il passaggio finale oltre la dualità



:: Prossimi seminario di Riti di passaggio, con Nirava-La via degli Energizzatori ::


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Una via neosciamanica: la via degli Energizzatori
> Estasi dervisci: dance in trance
> Sciamanesimo: il segreto dalla Siberia
> Sciamani di oggi (Tuva)
> Rituale di Trance Dance by F.Natale
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La storia delle cose
VIDEO di Olistica.tv Video ecologia e salute By 1653739@aruba.it on mercoledì 23 luglio 2008






Dalla produzione al consumo al consumismo... ecco perché siamo sommersi dai rifiuti e dalle cose e perché la felicità sembra ormai lontana dal nostro pianeta. Un video in 3 parti didascalico e intelligente di Annie Leonard sul ciclo di vita dei prodotti e sul modo in cui ci troviamo costretti a comprare.

Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Il latte crudo inquina meno
> Gli inceneritori
> Beppe Grillo: "Non possiamo finanziare i tumori dei nostri figli"
> Beppe Grillo: abbiamo bisogno di sindaci ecoilluminati!
> Per non venire sommersi dai rifiuti
> Il giorno del rifiuto
> La politica nell'ambiente

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