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Video e blog di Olistica.tv: scegli una data e guarda il post del giorno!


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Speranze - visioni dei nativi d'America
VIDEO di Olistica.tv Video musica, arti, trance By 1653739@aruba.it on 22/10/2008


Un film animato (by Luna Media) molto suggestivo, che riproduce la saggezza degli sciamani nativi d'America, in un appello alla pace nel mondo.

:: Appuntamenti di Trance Dance sciamanica con Nirava
::
Trance Dance e viaggio sciamanico - 8 e 9 novembre a Padova



Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Trance Dance buddista
> Sciamanesimo: il segreto dalla Siberia
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I messaggi dall'acqua di Masaru Emoto
VIDEO di Olistica.tv Video benessere e meditazione By 1653739@aruba.it on 16/10/2008




I "messaggi dell'acqua" individuati da Masaru Emoto dimostrano la sottile ma determinante influenza dell'acqua anche sulla vita di ogni persona. Famosa la perfezione dei cristalli dell'acqua contenuta in una bottiglia che riporta la scritta "grazie", quanto la disorganizzazione dei cristalli che ricevono la forma della parola "stupido".


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Cosa sono i messaggi dell'acqua (Masaru Emoto)
> Il potere di cambiare la propria realtà
> Le emozioni umane (Ma che... bip... sappiamo veramente?!)
> What the Bleep do We Know?!
> What the Bleep do We Know?! DVD in italiano

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Masaru Emoto
> fisica quantistica
> Fred Alan Wolf
> Ramtha
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Trance Dance buddista
VIDEO di Olistica.tv Video musica, arti, trance By 1653739@aruba.it on 11/10/2008




Da un rituale buddista tibetano, un monaco interpreta una trance dance tipica ricca di simbolismi; la danza rievoca la sottomissione di un demone dell'Himalaya da parte di un monaco indiano, che introdusse così il Buddismo in Tibet. Il rito qui parzialmente ripreso si è svolto nel monastero tibetano di Sumtseling Gompa (a nord della città di Zhongdian (Shangri-La), nel sud est dell'altopiano tibetano).

:: Appuntamenti di Trance Dance sciamanica con Nirava ::


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Sciamanesimo: il segreto dalla Siberia
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Ricordo di Rostagno
IL BLOG DI RE NUDO Mondi a confronto By Re Nudo on 05/10/2008 10.43




A pochi giorni dal ventesimo anniversario dell'omicidio del giornalista (26 settembre 1988), nonché discepolo di Osho Rajineesh, un ricordo di Mauro Rostagno (tratto da uno speciale trasmesso da Telesud di Trapani).


Per approfondire:

:: dai blog di Olistica.tv ::
> Il blog di Re Nudo

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Re Nudo
> Andrea Majid Valcarenghi
> Osho (Bhagwan Shree Rajneesh)

:: dall'
Antologia olistica:
> Osho, il guru liberal (di Fabrizio Ponzetta)



Libri

Delitto Rostagno un teste accusa (di Sergio Di Cori)



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Trenitalia: marcia indietro sui cani
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 01/10/2008 10.46

E’ rientrata, speriamo definitivamente, l’assurda, stolta, demenziale ordinanza di Trenitalia di impedire ai cani di taglia medio-grande di salire sui vagoni ferroviari e di consentire a quelli piccoli di poter viaggiare solo all’interno di vere e proprie celle ambulanti con tanto di certificato medico (di validità massimo trimestrale) attestante la condizione igienica dell’animale. Ora va bene che l’attuale gestione di Trenitalia ci ha abituato al peggio ma una norma così stupida e iniqua come quella che era stata ventilata, è difficile da immaginare. Non a caso ha suscitato immediatamente una tale ondata di proteste che ha convinto il governo, che ringrazio vivamente per la sensibilità dimostrata, ad intervenire. E che ha permesso alla benemerita associazione “dogwelcome” (www.dogwelcome.it) di raccogliere on line in poche ore oltre diecimila firme in calce ad una petizione di protesta contro l’ordinanza.
Ora sembrerebbe che l’allarme sia rientrato (con gente del genere il condizionale è sempre d’obbligo), ma credo che sia bene rimanere vigili e attenti perché l’inalienabile diritto dei possessori di animali domestici a potersi spostare in compagnia dei loro amici in treno sia garantito. Anzi, viste le drammatiche condizioni igieniche di gran parte delle carrozze di Trenitalia, credo che dovrebbero essere proprio i padroni di cani e gatti a chiedere all’ineffabile amministratore delegato di Trenitalia, tale Vincenzo Soprano, l’assicurazione che viaggiando sui convogli dell’azienda da questo signore amministrata, non siano gli animali -saliti intonsi sul vagone- a essere vittime dell’assalto di parassiti vari.
Credo che, per umani ed animali, la condizione igienica di tante carrozze ferroviarie sia veramente intollerabile e vorrei sperare che Trenitalia sia una buona volta obbligata a fornire alla clientela condizioni di viaggio civili. Per il momento abbiamo le seguenti: prezzi da primissimo mondo e servizi da Terzo Mondo (e chiedo scusa a quest’ultimo per averlo tirato in ballo, forse a sproposito, visto che in tanti viaggi in treno fatti in India non ho mai avuto i problemi igienici dei viaggiatori italiani).


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Treni sporchi: non date la colpa ai cani!
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 29/09/2008 10.44

Divulgo volentieri il comunicato stampa di Dogwelcome sulla recente decisione di Trenitalia di escludere i cani dai luridi treni italiani
:




"NON DATE LA COLPA AI CANI PER IL DEGRADO NEI VAGONI" - ASSURDA LA DECISIONE DI TRENITALIA


L'“Associazione Dogwelcome per i Diritti di tutti gli Animali e di chi conduce un Animale domestico” condanna con forza la decisione presa dai vertici di Trenitalia.


“Da inizio ottobre non sarà più possibile per tutti noi che conduciamo uno o più cani oltre i 6 kg di peso usufruire di un importante trasporto pubblico” - dice la presidente, Annalaura Sagramora - “Siamo nuovamente e fortemente discriminati e la cosa è intollerabile, anche viste le pessime condizioni igieniche che da tempo mostrano gli ambienti gestiti da Trenitalia ed il servizio che continua ad essere scadente. Per favore, non date la colpa ai cani.”

Quanto alla dichiarazione dell'amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, che avrebbe affermato di avere elaborato una norma simile a quella vigente in Spagna, L'Associazione Dogwelcome fa presente che in Spagna (Paese che di certo non è noto per essere amico degli animali) i treni e le stazioni sono molto puliti, i convogli viaggiano in orario, e se vi è un ritardo viene rimborsato all'utente il biglietto. Continua Sagramora: “Crediamo sia opportuno prendere spunto dalla Spagna per queste qualità nell'erogare il servizio, e non per il divieto di accesso dei cani che, peraltro, non vige sulla totalità dei treni spagnoli. Nella maggior parte degli stati UE, al contrario, i viaggiatori con animali al seguito possono viaggiare senza grossi problemi”.

Oltre a rendere cittadini di serie B centinaia di migliaia di persone, la nuova norma sarà un ennesimo, ulteriore incentivo per gli abbandoni causati dall'impossibilità di poter vivere una vita “normale” con un animale in famiglia, nonché un disincentivo alle adozioni, pratica di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno, viste le condizioni dei nostri rifugi.

L'Associazione Dogwelcome ha messo online una petizione diretta a Trenitalia, all'indirizzo
http://firmiamo.it/trenitaliadiscriminachiconduceuncane, petizione che in un giorno ha già raggiunto oltre 3000 firme.

Un emblematico estratto dai commenti allegati alle sottoscrizioni della petizione:
“In passato ho viaggiato spesso in treno con il mio cane di 22 kg di peso. Poiché il mio cane è bianco, dovevo fargli il bagno appena giunto a destinazione perché all'arrivo era, nei migliori dei casi, GRIGIO !!!”

L'Associazione Dogwelcome (www.dogwelcome.it) chiede anche a tutti gli amici dei cani di recarsi in una stazione Trenitalia con il volantino di protesta scaricabile dal sito dell'associazione e con il proprio cane,  farsi fotografare e inviare la foto all'indirizzo info@dogwelcome.it: le fotografie saranno pubblicate in un'apposita sezione che raccoglierà le immagini dei viaggiatori che non potranno più usufruire del servizio a cui hanno diritto.

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Le tre felicità
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Gocce di Saggezza By Giacomo Bo on 23/09/2008 18.30

Che l’uomo sia alla ricerca della felicità è un dato di fatto che difficilmente si può contestare. Nel corso di tutta la sua evoluzione, l’essere umano si è sempre spostato dal dolore al piacere, dall’insoddisfazione alla pienezza, dalla tristezza alla gioia, associando i primi con la morte e i secondi con la vita stessa.
Questo semplice sistema di valutazione è stato ereditato dal regno animale, dove ogni creatura si muove per istinto e per esperienze vissute tra il dolore e il piacere.

Cos’è però il piacere, o la felicità?
Dal mio punto di vista, non esiste un’unica forma di piacere, ma una moltitudine di livelli e di sfumature.
Il filosofo Schopenauer ad esempio sosteneva che esiste una forma di felicità che deriva dalla cessazione del dolore, ed in effetti è possibile sperimentare ogni giorno questa condizione, quando ad esempio si guarisce da una malattia dolorosa, oppure quando le persone che si vogliono bene fanno pace dopo un litigio. Lo stato che subentra immediatamente è di gioia e felicità.
Nel bel film di Muccino La ricerca della felicità il protagonista vive ogni sorta di disavventura e di tristezza, ma alla fine , quando ottiene il lavoro professionale per il quale aveva lottato per mesi, e con esso la sicurezza economica per la sua famiglia, si sente felice.

In base alla mia esperienza e agli studi compiuti, evidenzierei tre principali forme di piacere o felicità:

IL PIACERE SENSORIALE.
Questa prima e più primitiva forma deriva proprio dalla stimolazione di determinati nervi celebrali che vibrando producono una particolare sensazione che riconosciamo come piacere. Ad esempio, mangiare un cibo di cui siamo golosi. Allo stesso modo, fare un bagno caldo quando si sente il bisogno, bere quando si è assetati, ascoltare una musica deliziosa, toccare il corpo del proprio amato/a, inebriarsi con il profumo di una rosa… sono tutte forme di piacere sensoriale e danno una certa felicità.
L’apice di questo piacere è rappresentato dall’orgasmo sessuale, dove le suddette terminazioni nervose ricevono lo stimolo più forte e quindi danno come risposta il piacere più intenso. Un orgasmo ben vissuto dona un piacere e un appagamento non raggiungibili con nessun altro tipo di esperienza sensoriale.
Alcune persone potrebbero ribattere che esistono esperienze più intense, come le droghe o altro, ma io credo che quando l’energia sessuale si libera completamente durante l’atto sessuale non esista null’altro di così intenso, almeno nell’ambito del piacere sensoriale.

L’orgasmo ci fornisce anche le qualità e le caratteristiche di questa forma di piacere: esso è intenso e di breve durata; raggiunge un picco seguito da una immediata caduta, con una sensazione finale, una sorta di “appagamento vuoto”, ossia la sensazione che si sta bene ma che non si è raggiunto nulla, che non si ha nulla. A volte addirittura si può sentire un senso di repulsione, all’opposto della fortissima attrazione di solo qualche istante prima.
Questo appagamento vuoto si vede bene ad esempio con il cibo, dove le persone si abbuffano – con molto piacere – ma alla fine sono quasi nauseate dal cibo stesso, e vale per ogni forma di piacere sensoriale.

In sintesi, questa forma di piacere da fortissime sensazioni ma non appaga veramente, perché non solo il bisogno ritorna, ma lo stesso sistema nervoso ne diviene dipendente con meccanismi di assuefazione. Ne sono un esempio le persone in coppia da molti anni con bellissimi partner che però vanno in cerca di altre avventure.
In conclusione quindi, questo piacere “piace molto” ma imprigiona e rende schiavi.

IL PIACERE DELLA VITA
Esiste poi una seconda forma di piacere, meno conosciuta e quindi meno ricercata, a volte addirittura mal compresa, che consiste nel riuscire a vivere la propria vita secondo quei principi universali che l’hanno creata e che la sostengono continuamente.
E’ difficile con poche parole sintetizzare questo fondamentale principio, ma possiamo dire che esistono leggi, principi e forze universali che plasmano in continuazione ogni essere vivente; anche quindi l’essere umano è soggetto a queste forze e, a differenza di tutti gli altri esseri viventi, egli ha due possibilità: a) assecondare queste forze; b) resisterle o andare in una direzione diversa o contraria.
Le conseguenze a seconda della decisione presa sono completamente diverse; coloro che assecondano le forze naturali si ritrovano facilmente a percorrere una strada che è stata spianata da milioni di anni, e questo non solo rende tutta la vita più semplice, ma da un piacere così profondo e appagante che coloro che non l’hanno mai provato non riescono nemmeno a comprenderlo.
Il noto ideatore delle Costellazioni Familiari, Bert Helliger, lo spiega con le seguenti parole: “Per me la felicità non è uno stato euforico, ma consiste nella sensazione precisa di essere nella fase di vita nella quale devo essere. Sono al posto giusto come bambino, giovane, marito, moglie, padre, madre. Essere in armonia con la propria fase di vita dona un profondo raccoglimento, da peso e pacatezza, è qualcosa di molto silenzioso. Ha a che fare con la forza e la realizzazione. Ha realizzato qualcosa chi ha costruito una casa che è divenuta bella, chi sa suonare bene il violino, oppure chiunque faccia qualcosa che gli riesca. La gioia che si prova per queste cose è diversa da quella che si prova in osteria”.
Queste parole spiegano meravigliosamente cosa significhi “essere in armonia con la propria fase di vita”. La vita umana, come quella di ogni altro essere vivente, segue delle fasi precise, come la giovinezza, l’essere adulto, la maturità e la vecchiaia, ed ogni fase comprende mete evolutive fondamentali, che se realizzate donano felicità e pienezza, mentre se vengono mancate, la vita alla fine appare vuota e senza senso.

Questa forma di piacere e di felicità ha molto meno a che fare con i sensi mentre coinvolge l’essere umano ad un livello maggiore di profondità. Quella persona che sta realizzando la sua vita, probabilmente appare meno agli occhi degli altri, perché sicuramente è meno chiassoso di un giovane che esce dalla discoteca o dal ristorante, ma nei suoi occhi c’è un senso di realizzazione più completo. Al contrario, colui che ricerca solo i piaceri sensoriali, appare più “vivo” ma è solo un’apparenza, un inganno che verrà piano piano svelato man mano che la vita prosegue, perchè presto quello stesso piacere non darà più soddisfazione e la vita apparirà vuota e senza significato.

Il piacere della vita quindi appaga veramente, non produce dipendenza, e da un senso profondo alla vita.

IL PIACERE SPIRITUALE
Ancor meno conosciuta è questa forma di piacere che per molti viene invece vista paradossalmente come una sofferenza.
Per usare ad esempio le parole di Mark Twain: “nel matrimonio c’è qualche dolore, ma nel celibato non c’è nessun piacere”, oppure quelle di Freud: “Se nella vita smetti di fumare, di bere e di divertirti con la sessualità, non è che la vita durerà di più, quanto piuttosto che essa non ti passerà più!”.
Da queste semplici parole si comprende come la vita dell’asceta, del mistico o del religioso che rinuncia ai piaceri del mondo per cercare solo Dio, sia qualcosa di incomprensibile per la maggior parte delle persone, anche se di grande cultura o intelligenza.
Dedicare la propria vita alla ricerca dell’unione con l’Assoluto è soprattutto oggi così distante dal valori del quotidiano che per molti appare inconcepibile una scelta di questo tipo. La reazione più comune è la derisione o l’indifferenza, mentre capita di rado di sentire persone anche solo discuterne.

Ma quale appagamento ci può essere nella rinuncia ai piaceri della vita?
A livello logico e mentale non esistono ragioni per spiegare come sia possibile una tale rinuncia; l’uomo ordinario osserva il mistico senza poterlo comprendere.
C’è una bella storia breve in merito: una volta un persona passeggiando per la strada vide dentro una chiesa un mistico che pregava e gli disse: “Ehi! Vieni fuori a vedere le bellezze del Creatore!” Il mistico gli rispose: “No, vieni tu dentro a vedere il Creatore!”.

L’unione con l’Assoluto, la Verità Eterna, Dio, Brahma, Allah, come lo si voglia chiamare, è un’esperienza così al di là dell’ordinario che nessuna parola può descriverla ed è solo sperimentandola direttamente che è possibile rendersi conto di quale pienezza, beatitudine, gioia e felicità sia possibile ricevere, ed è proprio la profondità di questa esperienza che dona la forza al mistico di rinunciare a tutto il resto.
Per questa ragione, la persona ordinaria non potrà mai comprendere cosa realmente viva colui che è in unione con Dio. Se in quel momento egli guardasse nel proprio cuore, probabilmente sentirebbe una forma di attrazione verso la via mistica e spirituale, ma purtroppo raramente le persone sanno guardarsi dentro nel momento giusto; piuttosto trovano tanti modi per distrarsi e per allontanarsi.

Nella grande saggezza della filosofia taoista cinese si dice che esistono due forme di piacere: il piacere dell’energia consumata (o sprecata) e il piacere dell’energia trattenuta.
Quando ad esempio, si realizzano delle cose, si consuma l’energia vitale; allo stesso modo quando ci si diverte intossicandosi si spreca l’energia.
Quando invece ci si trattiene da queste cose e si indirizza tutta l’energia verso il benessere interiore, come attraverso esperienze di digiuno, di silenzio o meglio ancora nella contemplazione, nella preghiera o nella meditazione, allora si prova una forma di piacere completamente diversa e totalmente inconcepibile per colui che ha sempre vissuto nei piaceri della vita.

Per concludere, possiamo dire che una forma di piacere sia migliore di un'altra? Personalmente non lo credo, perché ritengo che la scelta di quale piacere perseguire dip ...
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Intervista a Majid Valcarenghi
IL BLOG DI RE NUDO News da Re Nudo By Re Nudo on 16/09/2008 20.24




Intervista al direttore di Re Nudo, Majid Valcarenghi, sul numero monografico dedicato alla questione tibetana, uscito in occasione delle Olimpiadi, e sul nuovo corso di Re Nudo.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Free Tibet (video diritti umani)

:: dai blog di Olistica.tv ::
> Il blog di Piero Verni

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Tibet (questione tibetana)
> Dalai Lama
> Tenzin Gyatso

:: dall'Antologia olistica:
> Tibet Oggi (di Associazione Italia-Tibet)



Libri sulla questione tibetana


Tibet: ai confini con il cielo tra natura e spiritualità  (di Massimo Bocale e Piero Verni)

La Mia Terra sul Tetto del Mondo
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Come funzionano le Costellazioni Familiari
RICERCHE DI VITA (il blog di Giacomo Bo) Sviluppo delle potenzialità della Mente By Giacomo Bo on 12/09/2008 9.37
Le Costellazioni Familiari sono un metodo di lavoro psicologico sviluppate dallo psicoterapeuta Bert Hellinger circa una quarantina di anni fa, ma è in questi ultimi dieci anni che stanno raccogliendo un successo straordinario a livello planetario, tant’è che lo stesso Hellinger, all’età di ormai 82 anni, si ritrova spesso in viaggio per il mondo, a tenere corsi che hanno dai 300 agli 800 partecipanti, oppure corsi per ambiti particolari, come i medici, le aziende e così via. Egli inoltre ha fondato una scuola dove centinaia di persone vengono formate per divenire a loro volta costellatori.
Nella maggior parte delle città italiane è facile trovare corsi di Costellazioni Familiari che quasi sempre registrano il tutto completo.
A molti sarà capitato di incontrare qualcuno che ha fatto il seminario, e il giudizio è principalmente positivo e spesso entusiastico.

In tutto il mondo si riconosce alle Costellazioni Familiari il loro successo e il loro merito nel risolvere determinate problematiche che condizionano pesantemente la vita delle persone.

Che cosa rendono questo le Costellazioni Familiari così particolari?
Esistono principalmente due ragioni: il fondamento su cui tutto si basa, ed il metodo.


IL FONDAMENTO
Il termine ‘Costellazioni’ – diversamente da quanto si potrebbe pensare – non si riferisce alle stelle e al firmamento, bensì ai rapporti di parentela che legano insieme le persone.
Come le stelle viste da lontano sembrano dare vita a forme particolari, che noi definiamo con i segni dello zodiaco, così, una persona all’interno della sua linea genetica appare inserita in un quadro di ‘forze’ particolari.


Sappiamo dalla genetica che ogni nuovo nato eredita dai propri genitori e più in generale dai propri avi un patrimonio di geni che determineranno il suo aspetto fisico e la sua costituzione, ma anche la sua forza e la sua salute, in generale e nei particolari. E’ difatti possibile ereditare ad esempio gli occhi dalla madre e l’intestino dal padre, nel bene e nel male.
Dalla psicologia sappia anche che il carattere viene forgiato attraverso la relazione con i propri genitori, per cui è facile riscontrare in se stessi parti della psicologia della madre e del padre; possiamo quindi parlare anche in questo contesto di una forma di ereditarietà.

Facciamo a questo punto in esempio: immaginiamo in una nursery dell’ospedale due bambini vicini di culla: il primo è il figlio degli Agnelli, una famiglia nobile e di grandi origini, che oggi gestisce una grande industria, gira il mondo e vive nella ricchezza. L’altro è invece il figlio di una ragazza madre, sola e caduta in miseria. Immaginiamo che per un errore dell’infermiera, i due bambini vengano scambiati di culla, per cui quello ‘ricco’ finisce con la ragazza madre, mentre quello ‘povero’ nella famiglia Agnelli.
Nessuno si accorge dell’errore e passano venti anni.
Arriviamo alla questione principale: il giovane ‘povero’ cresciuto nella famiglia Agnelli, sarà diventato un ‘Agnelli’? E il vero Agnelli, che ora vive nella miseria, sarà come tutti gli altri poveri?

Con una certa sicurezza possiamo dire che esiste un qualcosa che va al di là dell’ambiente in cui si cresce, e che sta alla base della formazione di una persona.
Questa ‘impronta’ è il prodotto della propria linea genetica, nel bene e nel male. E’ una grande forza, in grado di creare o di influenzare fortemente il destino e la vita di una persona.
Nel bene questa forza può portare grandi cose; pensiamo a coloro che ereditano grandi capacità dai propri genitori. Nel male, essa può rovinare la vita di una persona.

Questo è il fondamento delle Costellazioni Familiari, la grande scoperta di Bert Hellinger, il quale ha avuto il merito di porre l’attenzione soprattutto su questo elemento e di fare alcune scoperte eccezionali.

Quanto l’uomo è libero dal destino che eredita dalla propria linea genetica?
Facciamo degli esempi:
•    Una donna non è sicura di chi sia il padre di sua figlia perché quando rimase incinta, frequentava due uomini (il marito Franco e un amante di nome Giovanni). Lei stessa, cosa assai particolare, non è sicura di chi sia il proprio padre, perché a sua volta, sua madre frequentava due uomini. Ora, sua figlia quindicenne a scuola si è innamorata contemporaneamente di due suoi compagni, Franco e Giovanni!
•    Un uomo, intorno ai 45 anni, nel pieno della sua vita, cade in depressione senza particolari motivi, e sente emergere impulsi suicidi. Si spaventa molto e ricorre alla psicoterapia, senza successo. Attraverso uno studio della propria linea genetica, egli scopre che il padre era morto suicida a 45 anni, così come suo nonno.
•    Un uomo si ritrova a 40 anni a perdere la testa per la segretaria della sua azienda e a rovinare così la sua vita e la sua famiglia. Anche suo padre, a 40 anni, aveva iniziato una relazione extraconiugale rovinando tutto ciò che aveva faticosamente costruito.

In questi tre esempi, appare evidente l’esistenza di un qualcosa che va al di là della volontà, della ragione, dell’intelligenza della persona, e che ha origini nel suo passato.
Hellinger chiama questa forza campo morfo-genetico ad indicare un vero campo di energia che condiziona la persona e le impedisce di essere se stessa e di vivere la propria vita, costringendola ad assumere il destino di un suo predecessore, per portare a compimento quanto è rimasto sospeso.

Potremmo dire, come è scritto nella Bibbia, che le colpe dei padri ricadono sui figli. Ogniqualvolta nella linea genetica è avvenuto qualcosa di drammatico che ha ostacolato o fermato il naturale corso degli eventi, questo evento reclama di essere portato a termine e il compito ricade sugli ultimi della linea genetica, i figli.

E’ possibile sottrarsi a questo destino?
No, perché prima di tutto si è inconsapevoli di ciò. Semplicemente, nella vita si vivono accadimento dolorosi o traumatici senza poterne identificare la ragione.
Facciamo alcuni esempi:
•    Due fratelli maschi erano cresciuti sempre con grande odio reciproco, ed ora, a cinquant’anni, vivono ancora lontani e molto arrabbiati l’un l’altro. Dal lavoro con le Costellazioni emerge che esisteva un terzo fratello, morto prematuramente, che era stato tenuto nascosto dalla madre la quale aveva riversato su di lui il suo amore, creando una situazione di forte gelosia tra gli altri due.
•    Una coppia si ama da oltre 10 anni, ma al momento di decidere di sposarsi, lei si tira sempre indietro, presa da paure ingiustificate. Con il lavoro pratico emerge tutta la sua insicurezza e la rabbia rivolta verso un padre che non c’è mai stato.
•    Un figlio eredita la casa dal padre che muore. Con la moglie decide di venderla ma dopo diversi anni ancora non si è riusciti a trovare un compratore, sebbene la casa sia in ottime condizione e a buon prezzo. Sempre con il lavoro emerge che il padre aveva sempre amato questo figlio di più del maggiore, e aveva fatto torto a quest’ultimo non lasciandogli la casa in eredità.

In tutti e tre questi casi, una volta che il problema fu portato alla luce e risolto, la situazione cambiò radicalmente. I fratelli tornarono in accordo amorevole, la coppia si sposò e la casa fu venduta senza problemi.

Quindi, esiste un campo energetico di cui si è solitamente inconsapevoli e che influisce pesantemente sul destino e sulla vita delle persone coinvolte, ed è solo portandolo alla luce e affrontandolo con il giusto metodo che è possibile abbandonarlo ed iniziare un percorso di vita proprio e autonomo.

LA METODOLOGIA
La scoperta di questo campo morfogenetico costituisce il primo elemento straordinario delle Costellazioni Familiari. Il secondo è il modo con cui si affrontano e si risolvono i problemi psicologici delle persone.

Nella terapia classica, in quasi ogni sua forma, è sempre il soggetto che ha il problema a dover lavorare su se stesso. Egli ne parla, ne prende consapevolezza, lo sblocca energeticamente… tutti metodi validi che presuppongono un’azione diretta della persona coinvolta.
Con le Costellazioni Familiari, l’approccio è radicalmente diverso, perché la persona si limita a dare una breve descrizione del problema e delle persone coinvolte, poi si va ad inscenare – come se si fosse a teatro – una rappresentazione.
Vengono scelti dal soggetto altri partecipanti che dovranno interpretare le persone coinvolte nel problema. Questi verranno disposti al centro della stanza di lavoro e lasciati a se stessi, senza alcuna informazione aggiuntiva.
All’inizio non accade nulla, ma già dopo pochi secondi, le persone iniziano a sentire qualcosa, una forma di energia, che lentamente prende possesso del loro corpo e della loro mente, facendoli muovere per la ...
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10 maestri viventi
VIDEO di Olistica.tv Video maestri By 1653739@aruba.it on 05/09/2008




Video trailer del DVD Il Fiore del Nirvana, film-documentario che raccoglie le interviste a 10 maestri illuminati viventi, per opera di Siddhi (Dafna Moscati), una ragazza che si avvicina alla ricerca spirituale dopo una crisi personale... I maestri intervistati sono: Avasa (Galles), Gangaji (USA), Kalika (Italia), Madhukar (Germania), Maitreya Ishwara (Inghilterra), Pari (Grecia), Prajnaji (Panama), Premananda (Inghilterra), Samarpan (USA) e SatGuru Sri Vast (India).


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> maestri: Gangaji: il desiderio -
Gangaji: la consapevolezza oltre le "nuvole"

:: dall'Enciclopedia olistica ::
> Gangaji


:: Libri e DVD ::

Che cos'è l'Illuminazione (di Siddhi (Dafna Moscati))


DVD - Il Fiore del Nirvana (di Siddhi (Dafna Moscati) e Tao (Marco Mazzotti))





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Il Dalai Lama cambia politica?
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 25/08/2008 19.52

La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno. In una intervista concessa al quotidiano “Le Monde”, il Dalai Lama ha rivelato che il 18 agosto, nella regione tibetana del Kham, l’esercito cinese avrebbe sparato sulla folla che manifestava pacificamente per la libertà del Tibet, uccidendo 140 persone e ferendone molte altre. A solo pochi giorni dalla fine delle Olimpiadi si tratta di un vero sasso tirato nello stagno della propaganda olimpica di Pechino. Mentre nella capitale si celebrano i fasti della competizione sportiva, alla periferia dell’Impero il massacro dei tibetani continua inesorabile. Altri 140 civili inermi si vanno ad aggiungere alle centinaia di morti dell’insurrezione di Lhasa della scorsa primavera. Forse anche i tetragoni burocrati del Comitato Olimpico Internazionale dovrebbero accorgersi delle macchie di sangue che deturpano le scintillanti facciate della loro cinica retorica riguardo all’intoccabilità dello Sport. Quasi in concomitanza con l’uscita del quotidiano parigino nelle edicole ieri pomeriggio, l’Ufficio del Dalai Lama rilasciava però una dichiarazione in cui sottolineava come il Dalai Lama fosse stato mal interpretato riguardo al numero preciso delle vittime. Infatti, secondo Tseten Samdup rappresentante in Francia del Dalai Lama, questi avrebbe riportato una notizia che gli era stata fatta pervenire dal Tibet, ma che non aveva avuto comunque modo di poter effettivamente controllare.
Claudio Tecchio è il direttore di www.dossiertibet.it, uno dei più interessanti ed aggiornati portali italiani sul Tibet e la Cina Popolare. Il suo sito si avvale delle corrispondenze di un contatto locale, ovviamente clandestino. “Nei territori del Kham da settimane è in vigore la legge marziale” ha dichiarato Tecchio al “Riformista”, “Nonostante questo, si svolgono con una certa continuità manifestazioni anticinesi organizzate per lo più da piccoli gruppi di persone. Proprio in queste ore il nostro corrispondente a Lhasa sta cercando di fornirci notizie più precise sull’episodio denunciato dal Dalai Lama e ricostruirne l’esatta dinamica”. Comunque, quale che sia il numero preciso delle vittime, resta il fatto che la chiarificazione sembrerebbe non alterare il tono complessivo dell’intervista in cui, tra l’altro, il Dalai Lama ammette che i suoi emissari, nel corso dei colloqui con esponenti del governo cinese, “si sono trovati di fronte a un muro e che non hanno potuto registrare alcuna apertura”. Parrebbe, il condizionale è d’obbligo, trattarsi dunque di un notevole cambiamento nella politica del Dalai Lama, che solo poche settimane or sono aveva reso pubblico un caloroso messaggio di auguri per l’apertura della kermesse di Pechino. Messaggio in cui, tra l’altro, ricordava di non essere mai stato contrario all’assegnazione delle Olimpiadi 2008 alla Cina Popolare. In molti in queste ore si stanno chiedendo se veramente l’Oceano di Saggezza stia pensando di abbandonare quella politica di concessioni unilaterali che, come ha ammesso lui stesso, non ha prodotto alcun risultato. Secondo Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia-Tibet, “Se il Dalai Lama ha deciso di essere il primo a rendere pubblica, e con questi toni decisi, una notizia del genere è possibile sperare che la linea conciliante e improduttiva del dialogo a tutti i costi con il ‘muro’ cinese stia per essere accantonata”. Potrebbe essere che il Dalai Lama sia rimasto impressionato dalla determinazione con cui gran parte del suo popolo ha manifestato in questi ultimi mesi, dentro e fuori il Tibet, contro l’occupazione cinese. La disperazione, la frustrazione e il dolore dei tibetani sono sotto gli occhi di tutti ed hanno ormai raggiunto livelli di guardia. Sembra difficile che possano essere placate da una linea di condotta, certamente elevata e nobile sul piano morale, ma assolutamente fallimentare su quello concreto. E’ palese che si è ormai creato uno scollamento profondo tra la politica del Dalai Lama e settori importanti e significativi della società civile tibetana. Non è da escludere che l’Oceano di Saggezza ritenga di essersi spinto troppo avanti nelle sue aperture senza contropartita. Potrebbe temere che qualcuno, avendo perso la speranza in un cambiamento positivo, possa lasciarsi andare a gesti inconsulti. Infatti è vero che oggi nessuna organizzazione tibetana pensa di rinunciare ai metodi di lotta non violenti, ma è altrettanto vero che la pazienza dei tibetani potrebbe non essere eterna. E se fino ad ora anche le correnti più radicali, quelle che continuano a rivendicare l’indipendenza del Tibet, si sono dimostrate fedeli agli ideali gandhiani, potrebbe non essere più così in futuro. E in quel malaugurato caso sarebbe bene che il Dalai Lama fosse ancora in grado di godere della fiducia di tutto il suo popolo.


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Diario della Marcia sul Tibet 4 (3 fase)
IL BLOG DI PIERO VERNI società & politica By Piero Verni on 11/08/2008 15.48

Delhi, 09 agosto 2008, Nuova Delhi, ore 12.30 (locali)


Il secondo gruppo di militanti della Tibetan Youth Congress, che ha preso il posto dei sei che nei giorni scorsi erano stati condotti a forza in ospedale, è arrivato al 4° giorno di sciopero della fame e della sete. Le loro condizioni cominciano ad aggravarsi. Ieri, sotto una torrenziale pioggia monsonica, c'è stata una manifestazione molto intensa e toccante seguita da sessione di preghiera e "candle vigil". 150 tibetani sono stati arrestati dalla polizia indiana perché manifestavano davanti all'ambasciata cinese che è stata trasformata in un vero e proprio bunker, completamente circondata da filo spinato e presidiata da tantissimi poliziotti. Oggi tutti i tibetani donano il sangue in solidarietà con i tibetani in Tibet. Il poeta e attivista Tenzin Tsundue è ancora agli arresti nel carcere di Mandi, il suo avvocato spera di poterlo fare rilasciare nei primi giorni della prossima settimana.

Stefy - referente per il Veneto dell'Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org) - corrispondente da Nuova Delhi per: il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.it); Giotibet (www.giotibet.com)


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