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Scienza e coscienza: intervista a Ervin Laszlo |
IL BLOG DI RE NUDO
Mondi a confronto
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By Re Nudo on
07/02/2009 22.41
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| Nitamo Montecucco – Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione delle ricerche sulla meditazione e sulla coscienza. Come vedi questo cambio di paradigma per cui la scienza finalmente inizia a studiare la coscienza? Ervin Laszlo – Si tratta di uno sviluppo molto importante. Ci rendiamo sempre
più conto, nella società civile, di quanto la coscienza sia diventata
un fattore molto importante per la nostra vita, per il nostro futuro.
Ci dobbiamo render conto del fatto che è necessario un cambiamento
della situazione in cui ci troviamo, e per attuare questo cambiamento
abbiamo bisogno di cambiare la coscienza. Un altro aspetto è che i
metodi sono sempre più raffinati per capire e percepire i diversi
parametri del funzionamento della coscienza. Credo che le
sperimentazioni sulla coscienza, come quelle con il Brain Olotester da
te ideato, siano sempre più precise.
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Nitamo – Il paradigma olistico utilizza la scienza per entrare nel mondo più sottile degli stati di coscienza e della consapevolezza, secondo te come potrebbe essere impostata questa ricerca?
Laszlo – Alcuni scienziati, soprattutto fisici, dicono che occorre vedere solo ciò che è manifesto non soggettivo, mentre le scienze sociali umane, l’antropologia, riconoscono sempre più il fattore della coscienza, dei valori, della visione del mondo. Quando siamo di fronte ad un grande cambiamento, come siamo senz’altro ora, diventa sempre più importante comprendere come potrebbe essere affrontata questa sfida del cambiamento, che è trasformazione della civiltà, trasformazione della nostra mente, e per questo motivo diventa assolutamente imperativo studiare la coscienza individuale, e quella che Jung e altri hanno chiamato “coscienza collettiva”. Come tutto una società, una civiltà, una cultura reagisce di fronte a un cambiamento, come percepisce la sfida che si ha di fronte. Per tutto questo occorre una scienza sistemica che veda la foresta più che un insieme di alberi. Ovviamente la foresta può anche essere qualcosa di più che un insieme di alberi, perché l’unità è un insieme di rapporti che emergono solamente quando si vede la totalità. Osservando le singole cellule del corpo non si vedono questi rapporti globali. Così è per il cervello, capace di pensare, capace di reagire, capace anche di avere coscienza. Nelle singole cellule nervose non si vedono queste qualità. Anche se le cellule individuali hanno una propria “coscienza”, ma sicuramente non la coscienza umana che noi conosciamo. Olismo vuol dire vedere la foresta come totalità.
Nitamo – L’olismo riconosce che la cellula come ogni organismo vivente è più di un insieme di parti: è un sistema cognitivo unitario. Questa coscienza cellulare, questa capacità che lega tutto il sistema della cellula, degli organismi viventi, che permette alle varie parti di stare insieme, ci porta alla coerenza elettrodinamica. La fisica quantistica evidenzia che quando ci sono rapporti quantistici coerenti tra le parti si genera unità tra le energie, ma soprattutto unità delle informazioni. Quale potrebbe essere l’elemento in più che permette alla Teoria dei Sistemi di capire anche l’unità della coscienza, dell’essere umano e dei sistemi più semplici?
Laszlo – Negli anni 80-90, il sistema era prima di tutto oggettivo, il sistema delle cose manifeste e non dell’interiorità. Dobbiamo riconoscere che tutti i sistemi hanno una forma di esteriorità e una di interiorità, che diventa importantissima nell’essere umano. Possiamo dire che i sistemi non sono puramente esteriori – fisici, chimici, biologici, ecologici – ma hanno anche una interiorità. Più il sistema è complesso più diventa importante l’interiorità. C’è un cambiamento nel paradigma: vedere il mondo non solo come sviluppo degli atomi, delle molecole, delle cellule, organismi e sistemi, ma anche come sviluppo dell’interiorità.
Nitamo – L’insieme di interiorità ed esteriorità è il cuore del paradigma olistico, il vero superamento del dualismo. E’ un salto a livello della filosofia della scienza.
Laszlo – Sì, non sono due cose separate, bensì due prospettive della stessa unità. Perché quando siamo dentro ad un sistema, sentiamo con la coscienza la parte interiore. Alcuni scienziati, come David Bohm, con l’ordine implicato ed esplicato hanno indagato la mente, il comportamento umano, e riconoscono questa wholeness, questa unità del tutto.
Nitamo – Negli ultimi libri hai parlato di ricerche e nuove modalità scientifiche per lo studio della coscienza. Quali sono secondo te i punti più importanti per andare a scoprire e riconoscere questo aspetto profondo della coscienza nei sistemi?
Laszlo – Riconosco tre concetti principali nel cambiamento profondo nella scienza. Il primo è il concetto dello spazio-tempo, il secondo è quello della coerenza, il terzo è il ruolo e la presenza dell’informazione. Riguardo allo spazio, quello che possiamo vedere nello sviluppo della scienza, è che si allargano continuamente gli orizzonti. A metà del ventesimo secolo si pensava che la galassia fosse l’unico universo. Negli ultimi 15 anni è stato riconosciuto che esiste un metaverso da cui originano gli universi, quindi si allargano sempre più gli orizzonti e confini spaziali. Al giorno d’oggi parlano di “dimensione implicata”, di iperspazio, spazio a-temporale, vuoto quantistico. Quindi si può dire che c’è un progresso nel trovare un fondamento profondo per l’universo. Il mondo sorge su una base che è molto misteriosa: è la fonte dello spazio-tempo. È un livello che ho chiamato campo akashico per una ragione specifica, e questo mi porta al secondo concetto fondamentale, quello della coerenza.
Abbiamo visto, e ciò è importantissimo, che le cose non sono separate le une dalle altre, ma ciò che accade ad un punto influenza ciò che accade in un altro punto. Tutto l’universo ha una coerenza, è collegato attraverso connessioni molto sottili. Queste connessioni sono ben sperimentate a livello quantistico. Vengono fuori anche a livello della vita, a livello biologico, e anche a livello cosmologico.
Non si può dire che un unico evento o avvenimento, che accade in un posto, è limitato unicamente a questo posto. Questo è un tipo di olografia, un' ologramma, e anche un punto collegato ad altri punti. Questo concetto della coerenza è rivoluzionario.
Il terzo punto è l’informazione, che nel ventesimo secolo era considerato appartenente alla sfera umana. Poi si è visto che è presente nel mondo del quantistico. Non si può descrivere completamente un sistema solo come flusso di energia, ma abbiamo bisogno anche dell’informazione. Ad esempio in un computer, l’hardware è l’energia, il software è l’informazione. Allo stesso modo il nostro corpo, il nostro cervello, contengono cellule, molecole biochimiche, ma c’è anche informazione nella sua totalità, un’informazione che fa integrare il tutto.
Il grande fisico John Wheeler ha detto che “l’informazione è più importante dell’energia”. Credo che i concetti di energia e informazione siano fondamentali, molto più fondamentali del concetto di materia, che in ultima analisi è solamente una concentrazione di energia in un punto. Energia collegata attraverso informazione. Attraverso questi cambiamenti dell’universo e della coerenza arriviamo alla visione dell’universo informato.
Nitamo – La coerenza, come nel raggio laser, unifica i fotoni, per cui tutta l’informazione di un fotone passa al sistema che diventa un “campo unitario di informazione”, una “unità informata”.
Laszlo – E’ importantissimo il concetto di campo che hai espresso. Concepire questo collegamento, questa coerenza di uno con gli altri attraverso l’informazione, non si può avere senza servirsi del concetto di campo. È un campo che collega i singoli elementi che lo compongono e forma l’unità. Questo campo è collegato al livello profondo dell’universo, lo chiamo campo akashico.
Usando la definizione di coscienza come “capacità di percepire il senso delle informazioni”: se la cellula avesse solo informazioni può essere vista come un sistema semplice, meccanico, ma se la cellula ha la capacità di “percezione di tutte le informazioni del suo campo”, ossia comprende il “senso dell’informazione”, agisce come un unico organismo, diventa un “sistema unitario”. Più è complesso il sistema, più è importante l’aspetto dell’interiorità, che è proprio l’informazione.
Nitamo – Entriamo nel concetto di Worldshift. Se intendiamo il pianeta come un sistema vivente, termodinamico aperto, in un momento di biforcazione, è possibile che o che il pianeta si degradi, perda coerenza e quindi involva, oppure si organizzi, aumentando il proprio livello di coerenza che significa coscienza, consapevolezza, coerenza dei linguaggi e degli intenti, e fare un salto di livello. Come vedi questo worldshift?
Laszlo – Ci sono pericoli e opportunità. E’ un periodo affascinante, perchè noi siamo la prima generazione del mondo che ha la scelta di essere l’ultima generazione del mondo antico o la prima del mondo nuovo. La grande opportunità è cambiare un sistema instabile, ma è molto difficile. Quando il sistema diventa instabile si impone un cambiamento. Ci sono diversi tentativi. ...
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Gurdjieff: il Lavoro in dieci punti |
IL BLOG DI RE NUDO
Mondi a confronto
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By Re Nudo on
15/12/2008 10.29
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Una spiegazione semplice delle idee del Lavoro
Questa è una sintesi del decalogo introduttivo al Lavoro di Gurdjieff, scritto negli anni ‘40 da un’allieva tra le più vicine.
UNO Ognuno di noi è due persone: la persona che supponiamo di essere e ciò che siamo realmente. Solo l'Auto-Osservazione ci consente di rendercene conto. Non possiamo comprendere di essere due persone a meno che non incominciamo a comprendere ciò che significa osservare noi stessi. Vediamo un mondo fuori di noi: è ciò che ci offrono i sensi. I sensi però sono volti all'esterno e non è possibile vedere ciò che si è. Abbiamo tuttavia un organo all'interno di noi stessi che può osservare questa cosa chiamata sé. Per mezzo di quest’organo, possiamo vedere i nostri pensieri, sentimenti, stati d’animo. Questo è l'inizio del divenire un'altra persona. La nostra vita psichica e quella interiore sono al buio fino a che non lasciamo entrare un raggio di luce, di coscienza di ciò che sta avvenendo. Affinché ciò avvenga dobbiamo dividerci in due: una parte che osserva e una parte osservata. Quando si stabilizza in noi un "io osservante", da questo "io" segue tutto il resto. All'inizio è piccolo e debole, ma è come una finestra per lasciar entrare la luce.
DUE
L'obiettivo dell'Auto-Osservazione è consentirci di cambiare noi stessi crescendo in consapevolezza senza cercare di cambiare le circostanze esteriori o gli altri. Deve però trattarsi di un'Auto-Osservazione non critica né giudicante. Abbiamo naturalmente un minimo di Auto-Osservazione che però non va mai oltre un certo punto, dopo di che incominciamo a criticare noi stessi. Dobbiamo oltrepassare questo punto e avere la forza di sopportare quanto osserviamo, con calma. È difficile farlo, perché siamo identificati e siamo solo preoccupati di non apparire ridicoli. Dobbiamo osservare noi stessi come se fossimo un'altra persona. Quando ci rendiamo conto che parole e azioni accadono in noi senza la nostra coscienza, incominciamo ad avere una visione differente di noi stessi. Riteniamo di sapere e ricordare, fino a che vediamo che non siamo ciò che immaginavamo, ma null'altro che macchine.
TRE Cambiare se stessi non significa aggiungere qualcosa a ciò che si è ma arrivare a cambiare il proprio essere attraverso il riconoscimento che siamo addormentati e la rinuncia all’immagine di noi stessi. Tutte le teorie per migliorare il mondo da addormentati non fanno altro che intensificare il sonno dell'umanità. Vi sono quattro stati di coscienza veri e propri possibili per l'uomo: 4. Stato di Coscienza Oggettiva 3. Stato di Consapevolezza di Sé o Auto-Coscienza o Ricordo di Sé (primo autentico stato di risveglio) 2. Il cosiddetto Stato di Veglia 1. Il sonno con sogni Nel primo stato di coscienza siamo di fatto addormentati a letto. Nel secondo stato di coscienza andiamo qua e là per il mondo, occupati nei nostri affari quotidiani, pensando di essere svegli. È però soltanto il terzo stato di coscienza il primo stato di vera veglia ed è di fatto un nostro diritto. Il quarto stato è la coscienza della verità delle cose così come sono. L'essere umano addormentato non può ricevere aiuto. L'aiuto può raggiungerci solo nel terzo stato di coscienza, quando ci rendiamo conto di essere addormentati.
QUATTRO Per divenire coscienti dobbiamo osservare pensieri, emozioni, sensazioni e movimenti. Dobbiamo osservare noi stessi in modo definito. Non siamo uno, ma molti: un uomo pensante, emotivo, motorio, istintivo che sente fame, sete, caldo e freddo; che si sente bene o male. Tutti questi aspetti sono comandati separatamente da quelli che il Lavoro di Gurdjieff chiama Centri. Il Centro Intellettuale comanda il pensiero, il Centro Emozionale controlla le emozioni, il Centro Motorio-Istintivo si prende cura delle funzioni interne del corpo quali la digestione, la circolazione del sangue, la respirazione. Il primo passo nella trasformazione di se stessi è comprendere che non siamo una sola persona. Dobbiamo comprendere che siamo quattro persone con menti diverse ma complementari l'una all'altra e tutte necessarie per la vita umana. Un uomo equilibrato è un uomo in cui tutti i centri lavorano normalmente e hanno i loro giusti periodi di attività.
CINQUE Tutti gli uomini hanno un Centro Intellettuale, un Centro Emozionale, nonché i Centri Istintivo e Motore, ma in uomini differenti questi centri sono sviluppati in modo molto differente. L'umanità è divisa in tre tipi di uomo: l'Uomo numero 1 motorio – istintivo, l'Uomo numero 2 emozionale e l'Uomo numero 3 intellettuale. L'umanità è squilibrata perché la vita viene percepita con un solo centro. Lo scopo di questo Lavoro è quello di ottenere l'Uomo Equilibrato, l'Uomo numero 4 che ha tutti i centri ugualmente sviluppati, così che nessun centro usurpi la funzione di un altro e ciascun centro compia il proprio lavoro nel modo appropriato. Per avvicinarsi all'Uomo numero 4, bisogna voler sviluppare quei lati di noi stessi che mancano di sviluppo; per questo nessuna nuova esperienza è inutile.
SEI Abbiamo visto che l'uomo non è uno, poiché ogni centro in lui è una mente differente. Egli è di fatto multiplo. Per un lungo periodo, l'Auto-Osservazione ci mostrerà questa moltitudine di creature, ciascuna delle quali chiamiamo "io". Ogni "io" in un uomo è stato acquisito da una qualche esperienza nella vita, dall'imitazione, dall'ambiente circostante, da qualcosa di reale, dalla fantasia, dalla professione e così via. Osservando noi stessi dal punto di vista di molti "io", incominciamo a renderci conto che non è sempre la stessa persona a parlare, sebbene la chiamiamo "io". Notiamo che differenti "io" parlano in tempi differenti del giorno, facendosi carico di noi. Alcuni "io" sono molto pericolosi e, se vogliamo svilupparci, dobbiamo evitare che essi si facciano carico di tutto. Questi sono soprattutto gli "io" che stravolgono le cose, mentono, sono vendicativi e amari, pieni di autocommiserazione o di risentimento. Cercate di osservare voi stessi dal punto di vista dei differenti "io" esistenti in voi e notate quanto spesso essi si contraddicano l'un l'altro. Notate gli "io" in cui siete quando siete da soli, notate come cambiano quando qualcuno entra nella stanza. Cercate di osservare l'intonazione con cui parlano i diversi "io".
SETTE Se desideriamo evolvere, dobbiamo essere in grado di osservare noi stessi. La prima cosa che dovremmo fare è rinunciare alla nostra sofferenza. Ma la gente non lo farà, combatte per mantenerla. Il Lavoro sostiene che il mondo è governato non dal sesso o dal potere, ma dalle emozioni negative ovvero da certi stati del Centro Emozionale, chiamati emozioni negative. Ciò si riferisce alla sofferenza. Il primo segno di un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita, la prima illusione, è la sofferenza inutile. Ciò avviene perché ci avviciniamo alla vita con le nostre idee di come questa dovrebbe essere, e immaginiamo ciò che ci accade come eccezionale. Tutto ciò produce sofferenza perché non abbiamo compreso la natura della vita e non desideriamo conoscerla. Giungiamo perciò a un nuovo punto di vista: ci rendiamo conto che la nostra vita è sprecata dalla sofferenza e desideriamo liberarci di tutta l'inutile autocommiserazione, del senso di dolore e di scoraggiamento. La vita e gli altri non ci devono nulla. Al contrario, dobbiamo percepire che dobbiamo agli altri e alla vita più di quanto non possiamo ripagare. Quando eliminiamo da noi stessi l'idea che gli altri ci debbano qualcosa, diveniamo liberi. La sensazione che qualcosa ci sia dovuto è sofferenza inutile. Quando combattiamo con questa sensazione soffriamo utilmente. Il Centro Intellettuale nasce con una parte negativa e una parte positiva, così da pensare che ci deve essere un confronto, una capacità di dire "sì" e "no". Il Centro Emozionale non nasce con una parte negativa o, meglio, questa non dovrebbe esserci, ma viene acquisita dall'influenza delle persone che sono negative. Dal contatto con gli adulti, il bambino impara l’autocommiserazione, a percepire i motivi di lagnanza, a parlare scortesemente, a soffermarsi sulle proprie disavventure, a essere malinconico, umorale, irritabile, sospettoso, geloso, a ferire gli altri eccetera. Questa infezione forma la parte negativa del Centro Emozionale. E questa infezione passa di generazione in generazione. Le Emozioni Negative possono assumere forme molto sottili, ma alla fine tutte conducono alla violenza. Una volta che un'emozione negativa oltrepassa un certo punto, essa mobilita dei fattori instillati profondamente nel Centro istintivo e allora le persone vogliono fare del male e uccidersi a vicenda. Dopo aver osservato le emozioni negative, vedremo che la nostra vita necessita un cambiamento. È impossibile superare le nostre emozioni negative da soli, perché sono implicate in tutto il nostro atteggiamento nei confronti della vita! Ogni situazione ha bisogno di un nuovo punto di vista; tutto ciò che pensiamo di noi deve essere modificato, e questo è lavoro su se stessi.
OTTO Il Lavoro parla anche dell'uomo in termini di conoscenza e di essere. Questi due aspetti lo formano: egli è entrambi, non è solo la sua conoscenza e neppure solo il suo essere. Non è difficile comprendere che le persone hanno differenti tipi di conoscenza, ma non è facile comprendere che hanno differenti tipi di essere. Il concetto di essere è enfatizzato nel Lavoro; dobbiamo cercare di comprendere che cos’è l'essere. Primo esempio. Si consideri un uomo di conoscenza superiore nel proprio campo, ma che compia ogni sorta di azioni cattive e meschine. Sebbene ciò sia evidente agli altri, egli non se ne ...
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Il Bambino magico Interiore |
VIDEO di Olistica.tv
Video ipnosi (ericksoniana) e PNL
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By 1653739@aruba.it on
20/11/2008
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Pubblichiamo questa intervista a Redina Gega, psicologa e ipnoterapeuta, sul Bambino Interiore, in occasione del seminario che terrà insieme a Fabrizio Ponzetta dal 5 all’8 dicembre a Cesena e dell'imminente pubblicazione del libro Il Bambino Magico Interiore, di Fabrizio Ponzetta.

| Cos’è il Bambino Interiore? Tutte le volte che proviamo paura, tristezza, rabbia, vergogna, anche gioia... tutte le emozioni, emerge il bambino interiore, con i suoi bisogni e necessità. Questo bambino è stato ferito e ha ideato strategie per sopravvivere al proprio ambiente, creando i propri tratti di personalità. |
Il lavoro sul decondizionamento dall’infanzia a quali benefici può portare per la vita di tutti i giorni di una persona? Quando i miei figli mi chiedono “Mamma a che cosa serve il tuo lavoro, cosa fai con le persone?” rispondo loro che aiuto gli adulti a ritornare a giocare come i bambini. Ritornare bambini, quando si giocava con gli altri bambini. Sì... giocavamo facendo finta che il gioco fosse vero, ma sapevamo che era solo una recita e ci divertivamo. Si giocava a fare la mamma, i buoni e i cattivi, si giocava con i soldatini; e si facevano altri giochi come costruire qualcosa, fare una gara, superare qualche difficoltà, come saltare o nascondersi; si giocava alla maestra, al dottore ecc. Mentre si giocava si era immedesimati totalmente, si vivevano forti emozioni, come se tutto fosse vero, ma non c’era l’ansia di riuscire... E soprattutto c’era sempre quella consapevolezza di essere in un gioco, che si poteva sempre cambiare, creare, scegliere di comportarsi in un modo o in un altro. I bambini, quando giocano, immedesimandosi completamente nel personaggio che decidono di recitare, dicono “dai, facciamo finta che...” io sono quello o quella. E poi creano, inventano, parlano con personaggi immaginari, senza mettere in dubbio se sia vero o no. Per loro è tutto vero, anche le emozioni che provano: piangono, si arrabbiano, gioiscono, per cose e situazioni che stano inventando, però sanno che comunque è un gioco, e quando finisce il gioco non ci pensano più. Gli adulti, invece, continuano a recitare, identificandosi con diversi ruoli, e si prendono sul serio, senza rendersi conto che stanno giocando e che ptrebbero cambiare le situazioni e le regole del gioco, permettendosi in questo modo di vivere con più leggerezza, spensieratezza e lasciando aperta la strada a nuove invenzioni. Poi, diversamente dai bambini, hanno paura di non riuscire a realizzare quello che vogliono, tarpando in questo modo le ali alla loro creatività. Ripetono schemi e comportamenti vecchi, credendo così di evitare il fallimento. La cosa più bella nei bambini è la loro capacità di creare: creano, si ingegnano a inventare cose, soluzioni, per realizzare il loro gioco e ciò che vogliono con grande entusiasmo. Questo si può fare con la propria vita anche da adulti.
Di solito, seminari di questo tipo sono intitolati semplicemente “Bambino Interiore”, mentre voi avete aggiunto una parola, “magico”, che probabilmente rivela un ulteriore significato: è così? Il bambino nasce con un’ESSENZA che è creativa, spontanea, intuitiva, divina, magica. Quest’Essenza dorme dentro di noi e aspetta di essere risvegliata. Risvegliarla sarà uno degli obbiettivi fondamentali di questo seminario.
Come nasce la tua collaborazione con Fabrizio Ponzetta? Ho conosciuto Fabrizio Ponzetta leggendo inizialmente i suoi libri, che mi sono piaciuti tantissimo. Poi, attirata dal suo modo di esporre certi argomenti, ho frequentato il seminario di Intuizione Illuminata [ideato da Fabrizio Ponzetta, ndr]. Sono rimasta piacevolmente colpita dal suo modo di lavorare, oltre che dai risultati, o meglio, dalla trasformazione personale che ho avuto in seguito a questo cammino intrapreso con lui. Pur avendo studiato, lavorato e partecipato in 15 anni a diversi percorsi di crescita personale e professionale, Fabrizio e Intuizione Illuminata sono stati decisamente l’esperienza più bella e vera che abbia mai fatto. So che si trovano ovunque corsi e libri di tutti i tipi per la crescita personale, c’è l’imbarazzo della scelta, o meglio la confusione più totale su cosa fare... e io ne ho provati parecchi. Ma l’unico in cui ho sperimentato un cambiamento radicale, o meglio, che mi ha pulito dal superfluo, lasciando spazio alla vera Essenza, ricordandomi chi sono veramente, è stato il lavoro con Fabrizio Ponzetta. Dopo una bella integrazione tra il “sapere” (visto il mio lavoro di psicoterapeuta) e l’“essere” quello che so, ora faccio il trainer del seminario Intuizione Illuminata. E insieme a Fabrizio continuiamo questa bellissima collaborazione con il seminario del Bambino Magico Interiore.
Possiamo dire che questo seminario lavorerà contemporaneamente su tre aspetti: la meditazione, simboleggiata dalla presenza di Fabrizio Ponzetta, la terapia (tu sei psicoterapeuta) e il gioco, dato dalla dimensione di gruppo...? Per scoprirlo vi invito a partecipare al seminario! A parte la battuta, non è facile spiegare quello che faremo. Proprio per la natura esperienziale del lavoro. Provo a svelare qualche tecnica che useremo, come l’ipnosi “regressione d’età”, con cui si va a recuperare questo bambino ferito per cambiare le credenze, le memorie e le immagini del suo passato. Ci serviremo della linea del tempo per ristrutturare e integrare aspetti diversi, come l’“intento positivo” che l’ha spinto a creare tratti della sua personalità come strategie di sopravvivenza all’ambiente dov’è cresciuto. E soprattutto faremo accettare e amare questo bambino, evitando la ripetizione automatica e inconsapevole di vecchi comportamenti che conducono sempre alle stesse situazioni. Creeremo uno spazio di libertà interiore da cui sostituire la vecchia strategia con una nuova e più funzionale. Inoltre, con l’ipnosi andremo a cercare quelle risorse e potenzialità che ognuno ha dentro di sé, ma che nell’ambiente in cui si è cresciuti non si è potuto esprimere. Poi, con altre regressioni a prima della vita intrauterina, si possono recuperare archetipi che vanno ad arricchire la persona. Fabrizio userà diversi tipi di meditazione per risvegliare il “divino” che c’è dentro ad ognuno. E poi ci saranno tante altre cose, giochi, fiabe ecc. da scoprire durante il seminario. Solo così l’Essenza può fluire liberamente per creare un’esistenza più gioiosa e giocosa, per vivere con più spontaneità, in modo naturale e semplice, affidandosi e abbandonandosi alle intuizioni, a quella vocina piena di saggezza dentro ognuno di noi. E questo Bambino Magico può creare la propria realtà, può decidere di vivere la vita come un gioco.
Tu sei anche la direttrice del Centro interdisciplinare Essenzia, che organizza l’evento: immagino che proponiate una serie di attività che vanno dalla terapia alla meditazione all’autoaiuto. Ce ne parli? Essenzia realizza e promuove incontri, presentazioni, conferenze, seminari, workshop, invita professionisti illustri, noti a livello nazionale e internazionale, per promuovere e salvaguardare la salute, la crescita e il benessere fisico, psicologico e spirituale della persona. I nostri docenti e relatori sono professionisti con competenze diverse, medici, psicologi, psicoterapeuti, naturopati, erboristi ed altri operatori di medicina alternativa e tradizionale che collaborano insieme, tenendo in considerazione l’importanza di una visione olistica dell’uomo. L’attività di Essenzia vuole essere un contributo alla realizzazione di un mondo migliore basato sulla cooperazione, l’integrazione, l’amore e l’aiuto, rispettando i diversi bisogni di crescita di ciascun individuo.
A chi può essere adatto questo seminario sul Bambino Interiore che terrai dal 5 all’8 dicembre insieme a Ponzetta? Il lavoro svolto in questo seminario è rivolto a tutti quelli che vogliono rinascere con una nuova personalità al servizio della vera Essenza. Sarebbe utile che chi partecipa abbia fatto precedentemente qualche esperienza di meditazione o simili.
Per approfondire:
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