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Autore: Re Nudo Creato: 11/09/2007 11.02
Le novità in casa Re Nudo

Da Re Nudo il 31/08/2010 11.08

Ciclonudista -Torino - giugno 2010

 

"Il corpo è TUO! Non è delle multinazionali, non è dei tuoi genitori. E' tuo! Riprenditelo!"


"Ve l'hanno rubato! E ora vogliono rivendervelo! E a caro prezzi signore e signori!"


"Ci avete rotto i polmoni!"


"Respirate, respirate profondamente! Non ci hanno insegnato a respirare! Ci hanno insegnato a nasconderci e a trattenerci! Tutte sovrastrutture che ci allontanano gli uni dagli altri."





Così risuonavano gli slogan della prima CicloNudista italiana, che si è svolta sabato 12 giugno nelle vie risorgimentali di Torino.
A promuoverla è stato Eugenio Battaglia, un ragazzo di ventuno anni che lo scorso anno ha partecipato all'edizione londinese denominata World Naked Bike Ride, e che quest'anno - per scherzo - ha deciso di organizzarne una nel Belpaese.

Se nel 2009 Eugenio ha potuto spogliarsi completamente nella orwelliana capitale inglese, quest'anno - nella sua città natale - non ha potuto. Lui è comunque contento dei risultati - che tramite vie legaliste e completamente alla luce del sole - è riuscito ad ottenere.
Qualche settimana prima, infatti, Eugenio aveva portato i moduli compilati agli uffici del Suolo Pubblico e Viabilità della capitale sabauda, descrivendo con degli escamotage comunicativi l'essenza della manifestazione. Dopo qualche giorno - sicuro che le pratiche fossero state timbrate e protocollate - avvisava il "suo" popolo di ciclonudisti su internet che in qualche modo gli ignari funzionari comunali avevano dato il via libera alla manifestazione.

Il numero di iscritti sulla pagina di Facebook aumentò esponenzialmente, fino a quando Eugenio - contattato da una giornalista della Stampa - dichiarò che il Comune aveva dato il permesso a far pedalare un migliaio di ciclonudisti per le vie del centro. Fu una mezza verità, necessaria a "cavalcare la tigre" (il potere di diffusione) dei media ma "scostandosi dall'elefante" (la strumentalizzazione).
Il motivo è in sostanza questo: il Comune non può rilasciare autorizzazioni di questo genere: è solo la Questura a farlo. A quel punto, i dirigenti comunali e provinciali vennero a conoscenza dell'astuto piano di Eugenio, il quale voleva sfruttare l'ingenuità delle istituzioni per ottenere l'ormai famoso permesso.

 


Sarebbe stato divertente se anche la Questura - qualora fosse rimasta all'oscuro di tutto - avesse dato il via libera ai colorati ciclonudisti. A quel punto, anche se è di loro competenza sciogliere una manifestazione in qualsiasi momento, si sarebbe comunque di certo generato un polverone ben più grosso di quello che i giornalisti han tirato su nei confronti del Comune. Insomma, va bene che in Comune s'ignori la lingua della regina, ma dalla DIGOS si ci aspetta che lo sappia!
Così Eugenio dovette dare avviso alla Questura riformulando la descrizione, informando i S.V. tutori della legge sulla reale natura della manifestazione.

C'è da dire che, nonostante la figuraccia culturale dell'assessorato alla Viabilità del Comune, DIGOS e compagnia bella furono molto disponibili a fare svolgere la manifestazione nella tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, il quale - in questi casi - è ben altro che un paio di tette e quattro chiappe bianche: infatti hanno potuto tenere fuori i molestatori che in Italia l'ambiente naturista conosce purtroppo bene.
Ad Eugenio fu consentito di organizzare la manifestazione Ciclonudista, ma con delle prescrizioni ben precise, che - sebbene a norma di legge - erano ben più  libertine di quello che il testo stesso prevede.

Il sabato pomeriggio al Parco del Valentino, mentre gli organizzatori si apprestavano a dipingere con tempere acriliche i corpi seminudi dei partecipanti, si poteva leggere un cartello con appiccicato il foglio della questura: "Per quest'anno il topless Si, tutto il resto No! (dai perizomi alle foglie di fico tutto va bene)"
Sporchi e colorati come dei bimbi dopo una giornata all'asilo, circa 500 (sui 1000 dichiarati su FaceBook) partirono alla volta della città sulle loro biciclette, i loro trampoli alla Oscar Pistorius, i loro monopattini e rollerblades, qualcuno anche a piedi con o senza cagnolino appresso.
Sebbene in un paese come l'Italia, il messaggio voleva essere più centrato sull'importanza e sul potere del corpo, i giornali hanno preferito riportare il classico "no oil" che in questi tragici giorni di pentimento sembra vendere di più.
Ad ogni modo i partecipanti hanno potuto fermarsi davanti ai negozi luccicanti di creme, profumi e vestiti della "fascista" via Roma, cercando di vendere un improbabile "eau d'ascelle" a 100 euro al grammo al grido di "Solo profumo NA TU RA LE!".
I barotti turineis hanno gustato un insolito gelato al gianduja nell'altrimenti tradizionale passeggiata in un comune afoso sabato di giugno. Sono state molte le vecchie "madame" che - come se fossero ad un night - incitavano, quasi eccitate, i manifestanti a spogliarsi completamente. Qualche coraggioso partecipante le ha accontentate per qualche minuto fino a quando gli attenti uomini della DIGOS hanno invitato loro a rivestirsi.

E' paradossale che lo stupro mentale che subiamo quotidianamente dalle pubblicità delle multinazionali sia completamente tollerato e legalizzato, mente il naturale svolgersi di una parata con un messaggio così significativo ai giorni nostri venga repressa e snaturata della sua reale forma originaria. La rivendita del corpo fisico da parte di queste egemonie è ormai radicata da decenni fuori e dentro di noi, ma feste di questo genere possono solo dare speranza che un grande cambiamento ed una iniziale presa di coscienza si stiano realizzando fuori e dentro di noi.

Al ritorno al parco del Valentino, i manifestanti hanno ancora fatto un giro dentro il famoso limbo verde che costeggia quella discarica che è il Po, per poi adagiare le loro biciclette sul prato e, al lento ritmo tribale della musica raggae, gustare qualche bicchiere di sangria - in un'atmosfera che ricorda molto la scena erotica di Zabriskie Point, dove qualche famiglia celebrava la naturalezza del corpo, questa volta - poiché non era più presente la polizia - nudi nella loro umana e poetic ... Leggi tutto »

Da Re Nudo il 16/09/2008 20.24





Intervista al direttore di Re Nudo, Majid Valcarenghi, sul numero monografico dedicato alla questione tibetana, uscito in occasione delle Olimpiadi, e sul nuovo corso di Re Nudo.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Free Tibet (video diritti umani)

:: dai blog di Olistica.tv ::
> Il blog di Piero Verni

:: dall'Enciclopedia olistica:
> Tibet (questione tibetana)
> Dalai Lama
> Tenzin Gyatso

:: dall'Antologia olistica:
> Tibet Oggi (di Associazione Italia-Tibet)



Libri sulla questione tibetana


Tibet: ai confini con il cielo tra natura e spiritualità  (di Massimo Bocale e Piero Verni)

Leggi tutto »

Da Re Nudo il 04/07/2008 9.20

nuovoReNudo.jpgDal prossimo numero Re Nudo diventa trimestrale: raddoppia le pagine e avrà un tema centrale ogni numero.
Diventerà una rivista da collezione con copertina in cartoncino e rilegata come un libro.
Il prezzo di copertina sarà di 7,90 euro, col CD allegato 11,90 euro.
L’abbonamento annuo quindi per 4 numeri costerà 25 euro (con un CD in omaggio).
L’abbonamento annuo col CD allegato 35 euro.
Per gli abbonamenti in corso ogni numero della nuova edizione (7,90 euro prezzo di copertina) verrà conteggiato come 3 numeri del Re Nudo attuale (1,90 euro prezzo copertina).


Abbiamo fatto numerosi test prima di compiere questa scelta e abbiamo riscosso un incoraggiamento e un consenso che ci ha confortato. Questa scelta, nata inizialmente per motivi economici, perché con la formula attuale non si riusciva a pareggiare i costi, si è poi via via consolidata come una grande opportunità per consentire un approfondimento sulla tematiche centrali di Re Nudo. Abbiamo percepito come tanti lettori sentono la necessità di poter vedere approfondito un singolo tema con più punti di vista, con più contributi.
Dopo tanti anni in cui si toccano diversi argomenti nelle due, tre o quattro pagine di un articolo, ora potremmo dedicare cinquanta pagine della rivista ad un singolo argomento, mantenendo le altre cinquanta a rubriche e argomenti vari

PARTIAMO CON IL TIBET
A fine giugno, primi luglio uscirà quindi 01 Re Nudo TIBET. Fateci sapere che ne pensate! come il Re Nudo attuale.

Purtroppo non ci sarà allegato il CD di Battiato perché Franco non ha ottenuto la liberatoria dalla casa discografica per questa operazione.
Se non siete abbonati ordinate la vostra copia e magari più di una copia soprattutto per far circolare questo numero sulla questione Tibetana. Un numero scioccante e veramente da conservare per l’ampiezza del’informazione su TIBET e CINA.


Ma accanto a questa ombra oscura del potere Cinese che si allungano anche a coprire l’informazione sui media occidentali per attenuare le denuncie degli orrori che qua e la incominciano a comparire. Vi mostriamo anche però dei bagliori di una nuova resistenza Tibetana radicale anche se non violenta, vi condividiamo anche momenti di altissima poesia come il discorso di Osho sul mantra Tibetano om padme um, come i contributi sulla medicina, sull’arte e sulla cultura Tibetana in Italia, senza tralasciare quelle spinte al positivo, alla consapevolezza, alla crescita evolutiva che è il motore della ricerca comunicativa di Re Nudo.

Buona lettura e buona navigazione sul sito www.renudo.it
e nello Shop on-line di Re Nudo www.jubaleditore.net

ABBONATI e ricevi a casa ogni uscita della rivista pagando solamente le spese di spedizione e scegliendo tra esclusivi regali in omaggio. Abbonamenti

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