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| Autore: |
Giacomo Bo |
Creato: |
12/06/2007 20.58 |
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| Sviluppo delle potenzialità della Mente |
Da Giacomo Bo il
12/09/2008 9.37
Le Costellazioni Familiari sono un metodo di lavoro psicologico sviluppate dallo psicoterapeuta Bert Hellinger circa una quarantina di anni fa, ma è in questi ultimi dieci anni che stanno raccogliendo un successo straordinario a livello planetario, tant’è che lo stesso Hellinger, all’età di ormai 82 anni, si ritrova spesso in viaggio per il mondo, a tenere corsi che hanno dai 300 agli 800 partecipanti, oppure corsi per ambiti particolari, come i medici, le aziende e così via. Egli inoltre ha fondato una scuola dove centinaia di persone vengono formate per divenire a loro volta costellatori. Nella maggior parte delle città italiane è facile trovare corsi di Costellazioni Familiari che quasi sempre registrano il tutto completo. A molti sarà capitato di incontrare qualcuno che ha fatto il seminario, e il giudizio è principalmente positivo e spesso entusiastico.
In tutto il mondo si riconosce alle Costellazioni Familiari il loro successo e il loro merito nel risolvere determinate problematiche che condizionano pesantemente la vita delle persone.
Che cosa rendono questo le Costellazioni Familiari così particolari? Esistono principalmente due ragioni: il fondamento su cui tutto si basa, ed il metodo.
IL FONDAMENTO Il termine ‘Costellazioni’ – diversamente da quanto si potrebbe pensare – non si riferisce alle stelle e al firmamento, bensì ai rapporti di parentela che legano insieme le persone. Come le stelle viste da lontano sembrano dare vita a forme particolari, che noi definiamo con i segni dello zodiaco, così, una persona all’interno della sua linea genetica appare inserita in un quadro di ‘forze’ particolari.
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Sappiamo dalla genetica che ogni nuovo nato eredita dai propri genitori e più in generale dai propri avi un patrimonio di geni che determineranno il suo aspetto fisico e la sua costituzione, ma anche la sua forza e la sua salute, in generale e nei particolari. E’ difatti possibile ereditare ad esempio gli occhi dalla madre e l’intestino dal padre, nel bene e nel male. Dalla psicologia sappia anche che il carattere viene forgiato attraverso la relazione con i propri genitori, per cui è facile riscontrare in se stessi parti della psicologia della madre e del padre; possiamo quindi parlare anche in questo contesto di una forma di ereditarietà.
Facciamo a questo punto in esempio: immaginiamo in una nursery dell’ospedale due bambini vicini di culla: il primo è il figlio degli Agnelli, una famiglia nobile e di grandi origini, che oggi gestisce una grande industria, gira il mondo e vive nella ricchezza. L’altro è invece il figlio di una ragazza madre, sola e caduta in miseria. Immaginiamo che per un errore dell’infermiera, i due bambini vengano scambiati di culla, per cui quello ‘ricco’ finisce con la ragazza madre, mentre quello ‘povero’ nella famiglia Agnelli. Nessuno si accorge dell’errore e passano venti anni. Arriviamo alla questione principale: il giovane ‘povero’ cresciuto nella famiglia Agnelli, sarà diventato un ‘Agnelli’? E il vero Agnelli, che ora vive nella miseria, sarà come tutti gli altri poveri?
Con una certa sicurezza possiamo dire che esiste un qualcosa che va al di là dell’ambiente in cui si cresce, e che sta alla base della formazione di una persona. Questa ‘impronta’ è il prodotto della propria linea genetica, nel bene e nel male. E’ una grande forza, in grado di creare o di influenzare fortemente il destino e la vita di una persona. Nel bene questa forza può portare grandi cose; pensiamo a coloro che ereditano grandi capacità dai propri genitori. Nel male, essa può rovinare la vita di una persona.
Questo è il fondamento delle Costellazioni Familiari, la grande scoperta di Bert Hellinger, il quale ha avuto il merito di porre l’attenzione soprattutto su questo elemento e di fare alcune scoperte eccezionali.
Quanto l’uomo è libero dal destino che eredita dalla propria linea genetica? Facciamo degli esempi: • Una donna non è sicura di chi sia il padre di sua figlia perché quando rimase incinta, frequentava due uomini (il marito Franco e un amante di nome Giovanni). Lei stessa, cosa assai particolare, non è sicura di chi sia il proprio padre, perché a sua volta, sua madre frequentava due uomini. Ora, sua figlia quindicenne a scuola si è innamorata contemporaneamente di due suoi compagni, Franco e Giovanni! • Un uomo, intorno ai 45 anni, nel pieno della sua vita, cade in depressione senza particolari motivi, e sente emergere impulsi suicidi. Si spaventa molto e ricorre alla psicoterapia, senza successo. Attraverso uno studio della propria linea genetica, egli scopre che il padre era morto suicida a 45 anni, così come suo nonno. • Un uomo si ritrova a 40 anni a perdere la testa per la segretaria della sua azienda e a rovinare così la sua vita e la sua famiglia. Anche suo padre, a 40 anni, aveva iniziato una relazione extraconiugale rovinando tutto ciò che aveva faticosamente costruito.
In questi tre esempi, appare evidente l’esistenza di un qualcosa che va al di là della volontà, della ragione, dell’intelligenza della persona, e che ha origini nel suo passato. Hellinger chiama questa forza campo morfo-genetico ad indicare un vero campo di energia che condiziona la persona e le impedisce di essere se stessa e di vivere la propria vita, costringendola ad assumere il destino di un suo predecessore, per portare a compimento quanto è rimasto sospeso.
Potremmo dire, come è scritto nella Bibbia, che le colpe dei ...
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Da Giacomo Bo il
09/02/2008 20.50
L'oriente incontra l'occidente
Nella cultura occidentale lo studio della realtà interiore di un individuo con le sue dinamiche, i suoi problemi ed i riflessi sulla vita quotidiana fu per molto tempo trascurato e sottovalutato: fu Sigmund Freud all’inizio del ‘900 il primo ricercatore a dedicarsi allo studio sistematico della mente e della coscienza, il primo a tentarne una comprensione scientifica e a curarne in qualche modo gli scompensi e le disfunzioni. Nacque così la moderna psicologia.Nella cultura orientale la situazione è radicalmente opposta; non esiste una “moderna” psicologia perché da millenni si conoscono la mente, l’anima, il corpo e come essi stanno in relazione gli uni con gli altri. Il Buddhismo, l’Induismo, il Taoismo e tutte le altre tradizioni spirituali e religiose, ricercano all’interno dell’uomo il contatto con la divinità, consapevoli che il vero problema sta nell’errata identificazione con la mente e i suoi contenuti.In modo molto sintetico potremmo dire la meditazione sta all’Oriente come la filosofia prima e la psicologia oggi stanno all’Occidente.La meditazione si avvicina molto alla filosofia occidentale; la differenza più importante non è nei contenuti ma nei mezzi, nel senso che mentre il filosofo ragiona usando la mente, il meditante medita, ossia fa una pratica per annullare la mente. Questa differenza non è solo estetica, ma produce due persone diverse: l’erudito e il saggio. Il primo dispone di una conoscenza mentale, ossia frutto delle sue elucubrazioni, mentre il secondo ha maturato una saggezza frutto delle sua esperienza. Il primo ha riempito la sua mente di contenuti, il secondo l’ha svuotata e nel silenzio ha percepito la Verità.
| Esiste una storiella simpatica al riguardo: un giorno un erudito indiano deve attraversare un fiume e chiede un passaggio ad un semplice barcaiolo. Una volta sulla barca, egli domande al barcaiolo: “Conosci i Veda?”. “No”, dice quello. “Allora un quarto della tua vita è andata persa” conclude l’erudito. |
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Dopo un po’ di nuovo chiede: “Conosci lo Yoga?” “No” risponde nuovamente il barcaiolo. “Allora due quarti della tua vita sono andati persi” risponde l’erudito.Mentre la barca prosegue nel suo percorso, egli fa una terza domanda: “Conosci la meditazione?”. E di nuovo il barcaiolo nega. “Allora, tre quarti della tua vita sono andati persi” conclude quello.Ad un certo punto, la barca colpisce una roccia e l’acqua inizia ad entrare velocemente. Il barcaiolo chiede all’erudito: “Sai nuotare?”. “No” risponde quello. “Allora” dice il barcaiolo “tutta la tua vita va persa!”.Qual è invece il rapporto tra la meditazione e la psicologia?Prima di tutto bisogna tracciare a grandi linee la differenza tra la filosofia e la psicologia; mentre la prima sonda i misteri dell’uomo e il suo rapporto con il divino e il cosmo, la psicologia studia la mente umana allo scopo di risolverne i problemi e riportare l’uomo a vivere con successo la propria esistenza.Quindi, tornando al rapporto tra la meditazione e la psicologia, la prima tenta di trascendere la mente, mentre la seconda cerca di sanarla, guarirla, riportarla al pieno funzionamento.Grazie alla psicologia è possibile recuperare le abilità perdute e vivere con successo l’esistenza.Grazie alla meditazione si comprende che esiste qualcosa al di là della materialità e che la vera pienezza deriva solo dal contatto con il vero Sé, quella connessione con la propria natura infinita ed illimitata.Il mio intento non è quello di sostenere la superiorità della meditazione rispetto alla psicologia, ma di mostrare che queste sono due strade diverse, che rispecchiano le scelte profonde che la persona fa rispetto alla propria esistenza.Coloro che desiderano avere successo nella vita, è ai moderni approcci terapeutici che devono rivolgersi, anche perché in questi ultimi cinquant’anni si sono sviluppate tecniche straordinarie, in grado di aiutare le persone a risolvere anche i traumi e le ferite più gravi.Invece, coloro che si sentono attratti dal divino, dovrebbero conoscere e praticare la meditazione, perché è solo trascendendo la mente che è possibile conoscere se stessi.Quest’ultima è la riflessione che spinge molti psicologi oggigiorno ad approfondire i propri studi, a conoscere l’Oriente, a sperimentare nuove linee di ricerca non convenzionali. Essi infatti scoprirono che la vera causa del problemi mentali è la mente stessa, la coscienza individuale o “Io”. Esiste però anche il movimento opposto, ossia molti maestri spirituali hanno dovuto conoscere meglio cosa sia la mente per aiutare i propri allievi nella meditazione, in quanto i traumi e i blocchi che si possono accumulare nella vita moderna non hanno paragoni con il passato, per cui se cinquemila anni fa bastava sedersi su un prato e la meditazione appariva spontaneamente, oggi occorrono intense sedute di terapia per avere un breve respiro di sollievo.La mia esperienza personale e di lavoro con centinaia e centina ...
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