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| Autore: |
Giacomo Bo |
Creato: |
05/06/2007 16.58 |
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Giacomo Bo, consulente di salute naturale e terapeuta nel campo del miglioramento e della crescita personale. Fondatore con la moglie Nadia Damilano Bo del progetto Ricerche di vita.
CLICCA QUI per conoscere attività, calendario e pubblicazioni del progetto.
Autore con la moglie dei libri:
- Chi sono io? (Jubal editore 2005)
- Verso una salute globale (Re nudo 2006)
- Salute Naturale (Urra/Apogeo 2008) |
Da Giacomo Bo il
19/12/2007 12.07
Nell’essere umano esistono – in modo stupefacente – due piani di esistenza, due modi di vivere la vita e se stessi, apparentemente opposti l’uno all’altro o in contraddizione.Due abiti, uno più interno e più intimo, l’altro più esterno, apparentemente più adatto alle intemperie della vita.Stiamo parlando della logica e dell’intuizione, della ‘testa’ e del ‘cuore’, della ragione e del sentimento, della volontà e della resa o come li si voglia chiamare.Al di là dei nomi, non è facile darne una descrizione precisa.Cos’è la ragione?I suoi fondamenti vanno ricercati oltre 2.000 anni fa, in quel grande filosofo greco che fu Aristotele, il quale in modo molto preciso indicò la strada per questo tipo di pensiero; una strada lineare, composta da ragionamenti precisi, ognuno che precede e giustifica il successivo.Un modello in apparenza semplice, dove A conduce a B, B conduce a C, C conduce a D. Quindi se si desidera giungere a D non si deve far altro che percorrere la strada indicata. Se ad esempio si vuole diventare un uomo di successo, si deve prima studiare (A), passare gli esami (B), lavorare con impegno (C) e si avrà dunque successo (D).Presentato in questo modo, tale pensiero rende più semplice l’esistenza, perché la spiega efficacemente e ne trova le soluzioni.Con la logica e la ragione, è possibile calcolare con precisione questa strada, trovare i trabocchetti, ed anche spiegare il possibile fallimento.Nulla quindi è fuori dal proprio controllo.La sensazione che da il pensiero logico è quella di potenza e di controllo, di sicurezza e di certezza, perché nulla è lasciato al caso, nulla è fuori portata.Ma siamo proprio sicuri che la vita funzioni in questo modo?Eccoci giungere all’intuizione, all’abbandono, al riconoscimento cioè dell’esistenza di forze più grandi che plasmano in continuazione il creato intero.Noi siamo soggetti a molteplici forze, che agiscono indipendentemente dal fatto di esserne consci o meno.Il semplice camminare per la strada avviene grazie all’interazione di tutte queste forze fisiche ma anche interiori. Il pensiero stesso è sotto l’influenza di queste forze invisibili; quando ad esempio emerge un pensiero del tipo: “ho voglia di bermi una spremuta” come facciamo a sapere se è nostro originale o se semplicemente è il frutto di influenze profonde? Quando si osserva una persona, dietro c’è un’intera linea genetica, così come dietro un chicco di riso c’è un lavoro infinito.Da migliaia di anni l’uomo conosce intuitivamente queste
forze e tenta di dar loro un nome. Pensiamo a strumenti di indagine
come l’astrologia che vede l’influenza dei pianeti, oppure la religione
che riunisce in un ‘Dio’ l’insieme di queste forze che creano la vita.
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| Accettare l’esistenza di tali forze significa riconoscere la nostra impotenza, la nostra fragilità e precarietà nei confronti dell’esistenza. Significa semplicemente riconoscere i limiti della ragione e della logica, che spiegano tutto ma non ci dicono perché questo tutto esiste, né quali siano le sue direzioni ed intenzioni.L’uomo razionale è convinto che prima o poi riuscirà a trovare la risposta a tutti i ‘perché’, e si incaponisce sempre di più in questo, perdendo di vista il fatto che la logica e la ragione sono sorte proprio nel tentativo di spiegare queste forze, ma non sono in grado né di crearle né di annullarle. In fatto ad esempio che si possa spiegare perfettamente perché un organo del corpo si sia ammalato non impedisce che questo si ammali.Esistono quindi forze profonde della vita che permeano tutto l’universo, lo sostengono e lo guidano verso ciò che noi chiamiamo ‘evoluzione’. Queste forze sono al di là del bene e del male, del giusto o dello sbagliato, perché questi sono concetti della mente razionale e non appartengono alla natura. Il leone che uccide la gazzella non è buono né cattivo, non segue nessuna logica.E’ a queste forze che l’anima risponde.Essa non conosce la ragione, non agisce su basi logiche, bensì è guidata da elementi primordiali e si muove in direzioni che noi possiamo solo ‘intuire’.Intuire significa mettersi in ascolto interiore, ritirandosi dal mondo esterno e dal pensiero logico, o come dicono gli antichi saggi: “trovando rifugio nel proprio cuore”.Assuefatti dal pensiero logico, rumoroso e superficiale, abbiamo perso la capacità di ‘sentire interiormente’ il suono dell’anima.Abbiamo così perso il vero timone dell’esistenza, quel maestro interiore che conosce la vita perché la vive da miliardi di anni. L’anima non sa usare un computer, ma sa amare un altro essere umano, sa perdonare, sa rinunciare…Senza tutto questo, ci rimane lo strumento sterile della logica, che è troppo ridotto per ...
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Da Giacomo Bo il
30/11/2007 17.35
L'uomo e il regno vegetale: un piccolo ma significativo contributo dall'antroposofia di Rudolf Steiner
Un interessante modello di studio della relazione tra l’uomo e il regno vegetale, dal punto di vista dell’alimentazione, ci viene fornito da Udo Renzenbrink, famoso studioso antroposofico, autore di numerosi libri tra cui “Alimentazione e Scienza Spirituale”.
Secondo questo studio, l’uomo e le piante condividono una struttura interna molto simile, al punto tale che la pianta stessa può influire positivamente sul corpo umano.
Già Goethe concepiva il vegetale triarticolato in radice, foglia-gambo, fiore-frutto-seme, con ciascuna di queste parti aventi caratteristiche particolari.
La radice, immersa nel terreno, percepisce l’ambiente circostanze ed estrae le sostanze utili alla pianta che si sviluppa e si edifica proprio grazie a questa selezione intelligente.
Le foglie ed il gambo costituiscono la parte centrale del vegetale e sono responsabili dei processi di respirazione attraverso i quali la pianta scambia l’ossigeno con l’anidride carbonica, assorbendo il carboidrato con l’aiuto della clorofilla. Inoltre, i vasi fogliari trasportano le sostanze nutritive in tutto il vegetale.
Infine, il fiore, il frutto o il seme, rappresentano la capacità riproduttiva della pianta attraverso i delicati processi di trasformazione dell’amido in zucchero, oltre che lo sviluppo di profumi delicati ed intensi.
Veniamo ora all’uomo: anch’egli può essere scomposto in tre parti: la testa e il cervello, il torace con il cuore e i polmoni, l’addome con gli organi riproduttivi.
Il cervello e in generale tutto il sistema nervoso ha come compito quello di raccogliere costantemente i dati dall’ambiente esterno e di selezionarli in modo da accogliere quelli che contribuiscono ad una migliore sopravvivenza dell’organismo e da scartare quelli invece che si oppongono ad essa.
Appare quindi evidente l’analogia con la radice della pianta: entrambe queste parti sono in comunicazione con l’esterno e creano strutture complesse attraverso la selezione precisa ed intelligente dei dati più utili.
Il cuore e i polmoni sono responsabili del processo respiratorio e circolatorio. Anche qui appare evidente il parallelismo con le foglie e il fusto della pianta, con la particolare singolarità che mentre quest’ultima assorbe anidride carbonica ed espelle ossigeno, l’uomo si comporta al contrario.
Inoltre è interessante osservare come i pigmenti della foglia e il sangue, la clorofilla e l’emoglobina, siano costruiti chimicamente in modo molto simile.
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Infine, appare evidente la correlazione tra il fiore-frutto con gli organi riproduttivi
dell’uomo. Come la pianta concentra la maggior parte delle sue forze
nella produzione del frutto, così l’uomo raccoglie il meglio delle
proprie sostanze fisiche e spirituali e le concentra nello spermatozoo
e nell’ovulo.
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A questo punto, piuttosto che approfondire ulteriormente questo interessante studio, è importante chiederci se questo parallelismo tra uomo e vegetale sia solo di natura concettuale o se abbia dei risvolti pratici soprattutto nel campo della salute e dell’alimentazione.
Sicuramente, se prendiamo in esame solo gli aspetti fisici e concreti, sarà difficile determinare quale influenza possa avere il vegetale sull’uomo, però non dobbiamo mai dimenticarci che l’essere umano è un essere spirituale oltre che fisico, sul quale intervengono forze e dinamiche che vanno molto al di là della capacità della nostra scienza materiale di comprenderle.
Non dobbiamo inoltre dimenticarci che non potremo mai capire i processi naturali se non li vediamo come processi vitali. L’uomo è prima di tutto un essere vivente, che si nutre di altri esseri viventi, e questo mette in gioco una molteplicità di variabili e di influenze impossibile da quantificare con gli strumenti ordinari di indagine..
Premesso questo, possiamo quindi definire meglio questa triplice influenza del regno vegetale sull’uomo. In particolare, nutrendoci di alimenti-radice quali carote, cipolle, rape, barbabietole, sedani rapa e così via, andremo a nutrire e a rinforzare il sistema nervoso ed il cervello. Allo stesso modo, alimenti-fusto come le insalate e i radicchi, il finocchio, il sedano, i cavoli e così via, rinforzeranno l’apparato respiratorio e circolatorio dell’uomo.
Infine, alimenti-frutto come tutta la frutta in generale, i cereali e i legumi, le noci ecc. daranno forza e nutrimento all’apparato riproduttivo umano.
Ovviamente, stiamo sempre parlando di un nutrimento e di una forza sottile, perché da un punto di vista prettamente medico-scientifico, tali parti dell’uomo vengono nutrite indifferentemente da proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e sali minerali.
Però, come già detto, ricordiamoci che l’uomo vive attraverso la sua triplice natura di essere fisico, mentale e spirituale, e l’alimentazione ha il compito di nutrire l’uomo in tutti e tre i suoi piani esistenziali.
La salute non è solamente una condizione fisica determinata da un equilibrio ottima ...
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Da Giacomo Bo il
22/10/2007 11.13
La Meditazione e l’Illuminazione
Una delle aspirazioni più profonde dell’essere umano è il desiderio di essere se stesso.
I bambini piccoli giocano felici e liberi immersi in una purezza e in una semplicità che viene gradualmente perduta diventando adulti.
Adattarsi alle richieste dei genitori, della scuola, degli amici, della società intera porta a creare giudizi e a costruire identità e modi di essere sempre più complessi dimenticando poco alla volta la propria vera natura.
Ad un certo punto della vita ci si accorge di questo perchè si inizia a sentire un disagio, un’insofferenza alla superficialità e al qualunquismo, alla banalità del quotidiano. Niente più soddisfa e la ricerca del piacere e della distrazione non appaga più.
Si attraversano momenti di crisi, affiorano domande spontanee sul senso della vita e riappare il desiderio di libertà dell’essere.
Queste riflessioni portano sempre più dentro se stessi, fino all’interrogativo fondamentale: “Chi sono Io?”, una domanda che non ha risposta mentale e logica e che richiede un’introspezione fuori dall’ordinario, condotta attraverso il silenzio, la contemplazione, la meditazione. Colui che è abbastanza determinato ha la possibilità di giungere all’Illuminazione: un istante di completa consapevolezza, un momento di estrema lucidità in cui si interrompe la mediazione della mente ed appare la comprensione diretta della propria vera natura illimitata ed infinita.
Allora ogni tensione si scioglie, ogni nevrosi mentale scompare, ogni preoccupazione lascia spazio alla pace e alla serenità interiore, perché nulla al mondo potrà mai più anche solo scalfire la consapevolezza di se stessi.
L’Intensivo di Illuminazione
L’Intensivo di Illuminazione
è un ritiro di meditazione di tre giorni in cui il partecipante si
dedica completamente a se stesso, alla ricerca dell’Illuminazione.
Grazie ad una potente tecnica di meditazione, abbinata
ad un’efficace comunicazione interpersonale, si passa attraverso gli
strati più profondi della mente fino a trascendere pensieri, emozioni,
sensazioni, giudizi, valori... e a scoprire la propria vera natura
infinita ed illimitata, al di là di ogni interpretazione e
condizionamento mentale.| Ideato nel 1968 da Charles Berner,
ricercatore spirituale di grande valore, l’Intensivo di Illuminazione
si è affermato nel mondo con grande successo grazie alla relativa
facilità di questo metodo di meditazione e grazie soprattutto ai
risultati immediati che ha prodotto in migliaia di persone.
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| Le sue solide radici in tradizioni millenarie come lo yoga e lo zen, l’approccio moderno della comunicazione, il sostegno del gruppo e la grande esperienza maturata in tutti questi anni, ne fanno uno degli strumenti più efficaci e potenti nel campo del miglioramento personale e della ricerca spirituale.
Siamo lieti di presentare questo nuovo Intensivo di Illuminazione e di invitarvi a partecipare, consapevoli che potrà essere per tutti un momento unico e irripetibile per trasformare se stessi e la propria vita.
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > benessere e meditazione
Il progetto Ricerche di Vita
Libri:
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