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| Autore: |
Giacomo Bo |
Creato: |
05/06/2007 16.58 |
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Giacomo Bo, consulente di salute naturale e terapeuta nel campo del miglioramento e della crescita personale. Fondatore con la moglie Nadia Damilano Bo del progetto Ricerche di vita.
CLICCA QUI per conoscere attività, calendario e pubblicazioni del progetto.
Autore con la moglie dei libri:
- Chi sono io? (Jubal editore 2005)
- Verso una salute globale (Re nudo 2006)
- Salute Naturale (Urra/Apogeo 2008) |
Da Giacomo Bo il
09/02/2008 20.50
L'oriente incontra l'occidente
Nella cultura occidentale lo studio della realtà interiore di un individuo con le sue dinamiche, i suoi problemi ed i riflessi sulla vita quotidiana fu per molto tempo trascurato e sottovalutato: fu Sigmund Freud all’inizio del ‘900 il primo ricercatore a dedicarsi allo studio sistematico della mente e della coscienza, il primo a tentarne una comprensione scientifica e a curarne in qualche modo gli scompensi e le disfunzioni. Nacque così la moderna psicologia.Nella cultura orientale la situazione è radicalmente opposta; non esiste una “moderna” psicologia perché da millenni si conoscono la mente, l’anima, il corpo e come essi stanno in relazione gli uni con gli altri. Il Buddhismo, l’Induismo, il Taoismo e tutte le altre tradizioni spirituali e religiose, ricercano all’interno dell’uomo il contatto con la divinità, consapevoli che il vero problema sta nell’errata identificazione con la mente e i suoi contenuti.In modo molto sintetico potremmo dire la meditazione sta all’Oriente come la filosofia prima e la psicologia oggi stanno all’Occidente.La meditazione si avvicina molto alla filosofia occidentale; la differenza più importante non è nei contenuti ma nei mezzi, nel senso che mentre il filosofo ragiona usando la mente, il meditante medita, ossia fa una pratica per annullare la mente. Questa differenza non è solo estetica, ma produce due persone diverse: l’erudito e il saggio. Il primo dispone di una conoscenza mentale, ossia frutto delle sue elucubrazioni, mentre il secondo ha maturato una saggezza frutto delle sua esperienza. Il primo ha riempito la sua mente di contenuti, il secondo l’ha svuotata e nel silenzio ha percepito la Verità.
| Esiste una storiella simpatica al riguardo: un giorno un erudito indiano deve attraversare un fiume e chiede un passaggio ad un semplice barcaiolo. Una volta sulla barca, egli domande al barcaiolo: “Conosci i Veda?”. “No”, dice quello. “Allora un quarto della tua vita è andata persa” conclude l’erudito. |
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Dopo un po’ di nuovo chiede: “Conosci lo Yoga?” “No” risponde nuovamente il barcaiolo. “Allora due quarti della tua vita sono andati persi” risponde l’erudito.Mentre la barca prosegue nel suo percorso, egli fa una terza domanda: “Conosci la meditazione?”. E di nuovo il barcaiolo nega. “Allora, tre quarti della tua vita sono andati persi” conclude quello.Ad un certo punto, la barca colpisce una roccia e l’acqua inizia ad entrare velocemente. Il barcaiolo chiede all’erudito: “Sai nuotare?”. “No” risponde quello. “Allora” dice il barcaiolo “tutta la tua vita va persa!”.Qual è invece il rapporto tra la meditazione e la psicologia?Prima di tutto bisogna tracciare a grandi linee la differenza tra la filosofia e la psicologia; mentre la prima sonda i misteri dell’uomo e il suo rapporto con il divino e il cosmo, la psicologia studia la mente umana allo scopo di risolverne i problemi e riportare l’uomo a vivere con successo la propria esistenza.Quindi, tornando al rapporto tra la meditazione e la psicologia, la prima tenta di trascendere la mente, mentre la seconda cerca di sanarla, guarirla, riportarla al pieno funzionamento.Grazie alla psicologia è possibile recuperare le abilità perdute e vivere con successo l’esistenza.Grazie alla meditazione si comprende che esiste qualcosa al di là della materialità e che la vera pienezza deriva solo dal contatto con il vero Sé, quella connessione con la propria natura infinita ed illimitata.Il mio intento non è quello di sostenere la superiorità della meditazione rispetto alla psicologia, ma di mostrare che queste sono due strade diverse, che rispecchiano le scelte profonde che la persona fa rispetto alla propria esistenza.Coloro che desiderano avere successo nella vita, è ai moderni approcci terapeutici che devono rivolgersi, anche perché in questi ultimi cinquant’anni si sono sviluppate tecniche straordinarie, in grado di aiutare le persone a risolvere anche i traumi e le ferite più gravi.Invece, coloro che si sentono attratti dal divino, dovrebbero conoscere e praticare la meditazione, perché è solo trascendendo la mente che è possibile conoscere se stessi.Quest’ultima è la riflessione che spinge molti psicologi oggigiorno ad approfondire i propri studi, a conoscere l’Oriente, a sperimentare nuove linee di ricerca non convenzionali. Essi infatti scoprirono che la vera causa del problemi mentali è la mente stessa, la coscienza individuale o “Io”. Esiste però anche il movimento opposto, ossia molti maestri spirituali hanno dovuto conoscere meglio cosa sia la mente per aiutare i propri allievi nella meditazione, in quanto i traumi e i blocchi che si possono accumulare nella vita moderna non hanno paragoni con il passato, per cui se cinquemila anni fa bastava sedersi su un prato e la meditazione appariva spontaneamente, oggi occorrono intense sedute di terapia per avere un breve respiro di sollievo.La mia esperienza personale e di lavoro con centinaia e centina ...
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Da Giacomo Bo il
23/01/2008 14.15
In Oriente da millenni si conosce il potere del respiro, quale strumento di purificazione e di consapevolezza di sé. Il respiro è collegato con il metabolismo del corpo, a livello fisico ma anche emozionale e mentale. Usando particolari tecniche respiratorie sarà quindi possibile depurare il corpo dalle tossine fisiche, derivanti dalla cattiva alimentazione e dalle scorrette abitudini di vita, ma soprattutto si avranno grandi benefici in termini di riduzione di stress, tensioni e stanchezza cronica.
A livello emozionale, il Rebirthing permette di sciogliere blocchi energetici e di liberare così le emozioni represse. Dolore, pianto, ma anche gioia e amore, si riverseranno fuori liberando l'energia accumulata e donando grande serenità e pace.
A livello mentale sarà possibile contattare traumi e incidenti del passato, ed integrarli correttamente, in modo da sciogliere quei condizionamenti della personalità che rendono difficile la vita di tutti i giorni.
| Infine, una volta presa dimestichezza con questa tecnica di respirazione e superate le principali tossine fisiche e mentali, sarà possibile entrare in contatto con una dimensione più prettamente spirituale, dove la coscienza di sé, più libera dai condizionamenti, sperimenterà livelli via via sempre più profondi. |
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In breve, i principali benefici del Rebirthing sono:
* Purificazione delle tossine derivanti dallo stile di vita moderno, con conseguente rafforzamento del sistema immunitario.
* Riduzione dello stress fisico e mentale, delle tensioni e della stanchezza accumulata, parallelamente ad un ritorno del piacere di vivere e di gioire.
* Liberazione delle emozioni trattenute e dei blocchi energetici che impediscono il libero fluire dell'energia.
* Integrazione dei traumi mentali passati con conseguente miglioramento della personalità e del carattere.
* Conseguimento di uno stato di coscienza di sé più elevato, e di una visione della vita più matura e più in armonia con le leggi universali dell'esistenza.
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv: > benessere e meditazione
Il progetto Ricerche di Vita: Rebirthing - ciclo di incontri con Giacomo Bo, a Udine, ogni mercoledì ore 20.30, dal 30 gennaio
Libri di Giacomo Bo:
Chi sono io? L'eterna ricerca della verità (di Giacomo Bo e Nadia Damilano Bo)
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Da Giacomo Bo il
19/12/2007 12.07
Nell’essere umano esistono – in modo stupefacente – due piani di esistenza, due modi di vivere la vita e se stessi, apparentemente opposti l’uno all’altro o in contraddizione.Due abiti, uno più interno e più intimo, l’altro più esterno, apparentemente più adatto alle intemperie della vita.Stiamo parlando della logica e dell’intuizione, della ‘testa’ e del ‘cuore’, della ragione e del sentimento, della volontà e della resa o come li si voglia chiamare.Al di là dei nomi, non è facile darne una descrizione precisa.Cos’è la ragione?I suoi fondamenti vanno ricercati oltre 2.000 anni fa, in quel grande filosofo greco che fu Aristotele, il quale in modo molto preciso indicò la strada per questo tipo di pensiero; una strada lineare, composta da ragionamenti precisi, ognuno che precede e giustifica il successivo.Un modello in apparenza semplice, dove A conduce a B, B conduce a C, C conduce a D. Quindi se si desidera giungere a D non si deve far altro che percorrere la strada indicata. Se ad esempio si vuole diventare un uomo di successo, si deve prima studiare (A), passare gli esami (B), lavorare con impegno (C) e si avrà dunque successo (D).Presentato in questo modo, tale pensiero rende più semplice l’esistenza, perché la spiega efficacemente e ne trova le soluzioni.Con la logica e la ragione, è possibile calcolare con precisione questa strada, trovare i trabocchetti, ed anche spiegare il possibile fallimento.Nulla quindi è fuori dal proprio controllo.La sensazione che da il pensiero logico è quella di potenza e di controllo, di sicurezza e di certezza, perché nulla è lasciato al caso, nulla è fuori portata.Ma siamo proprio sicuri che la vita funzioni in questo modo?Eccoci giungere all’intuizione, all’abbandono, al riconoscimento cioè dell’esistenza di forze più grandi che plasmano in continuazione il creato intero.Noi siamo soggetti a molteplici forze, che agiscono indipendentemente dal fatto di esserne consci o meno.Il semplice camminare per la strada avviene grazie all’interazione di tutte queste forze fisiche ma anche interiori. Il pensiero stesso è sotto l’influenza di queste forze invisibili; quando ad esempio emerge un pensiero del tipo: “ho voglia di bermi una spremuta” come facciamo a sapere se è nostro originale o se semplicemente è il frutto di influenze profonde? Quando si osserva una persona, dietro c’è un’intera linea genetica, così come dietro un chicco di riso c’è un lavoro infinito.Da migliaia di anni l’uomo conosce intuitivamente queste
forze e tenta di dar loro un nome. Pensiamo a strumenti di indagine
come l’astrologia che vede l’influenza dei pianeti, oppure la religione
che riunisce in un ‘Dio’ l’insieme di queste forze che creano la vita.
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| Accettare l’esistenza di tali forze significa riconoscere la nostra impotenza, la nostra fragilità e precarietà nei confronti dell’esistenza. Significa semplicemente riconoscere i limiti della ragione e della logica, che spiegano tutto ma non ci dicono perché questo tutto esiste, né quali siano le sue direzioni ed intenzioni.L’uomo razionale è convinto che prima o poi riuscirà a trovare la risposta a tutti i ‘perché’, e si incaponisce sempre di più in questo, perdendo di vista il fatto che la logica e la ragione sono sorte proprio nel tentativo di spiegare queste forze, ma non sono in grado né di crearle né di annullarle. In fatto ad esempio che si possa spiegare perfettamente perché un organo del corpo si sia ammalato non impedisce che questo si ammali.Esistono quindi forze profonde della vita che permeano tutto l’universo, lo sostengono e lo guidano verso ciò che noi chiamiamo ‘evoluzione’. Queste forze sono al di là del bene e del male, del giusto o dello sbagliato, perché questi sono concetti della mente razionale e non appartengono alla natura. Il leone che uccide la gazzella non è buono né cattivo, non segue nessuna logica.E’ a queste forze che l’anima risponde.Essa non conosce la ragione, non agisce su basi logiche, bensì è guidata da elementi primordiali e si muove in direzioni che noi possiamo solo ‘intuire’.Intuire significa mettersi in ascolto interiore, ritirandosi dal mondo esterno e dal pensiero logico, o come dicono gli antichi saggi: “trovando rifugio nel proprio cuore”.Assuefatti dal pensiero logico, rumoroso e superficiale, abbiamo perso la capacità di ‘sentire interiormente’ il suono dell’anima.Abbiamo così perso il vero timone dell’esistenza, quel maestro interiore che conosce la vita perché la vive da miliardi di anni. L’anima non sa usare un computer, ma sa amare un altro essere umano, sa perdonare, sa rinunciare…Senza tutto questo, ci rimane lo strumento sterile della logica, che è troppo ridotto per ...
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