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Author: Re Nudo Created: 05/06/2007 17.37
Mondi a confronto.

By Re Nudo on 07/02/2008 15.17

ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.

OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere... ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull'intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l'idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un'idea imposta. La tua intelligenza non l'ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l'esistenza? C'è l'esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: "Ma in questo caso, chi ha creato Dio?" Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L'esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un'ingannevole manipolazione dell'innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All'università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po' eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: "lo sono l'uomo più importante del mondo intero".
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: "Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto". Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: "Qual è la nazione più grande del mondo?" Tutti, ovviamente, risposero: "La Francia!" il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: "E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?" In coro risposero: "Parigi.. E la più bella!" Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: "E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?" "L'università ovviamente, il tempio della saggezza", fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: "E quale facoltà è la più importante nell'università?" Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un'argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo... a quel punto dovettero dire: "La nostra facoltà naturalmente". La risata finale fu fragorosa: "Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà".
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l'inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un'integrità, una libertà dell'anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall'ignor ... Read More »

By Re Nudo on 16/11/2007 18.16


-Tratto dal libro di Fabrizio Ponzetta, IL LIBRO DELL’INTUIZIONE ILLUMINATA (solo su www.fabrizioponzetta.it)-



Secondo un insegnamento antico, del quale sussistono tracce in molti sistemi di ieri e di oggi, l’uomo nel pieno senso della parola è composto di quattro corpi. Nel linguaggio figurato di certi insegnamenti orientali, il primo è la carrozza (corpo), il secondo è il cavallo, il terzo è il cocchiere (pensiero) e il quarto è il Padrone (Io, coscienza, volontà).
(G.I.Gurdjieff)

DOVE VAI?
HAI UN PROGETTO?
COSA VUOI?

Di norma è sempre stato chiesto ai tuoi cavalli o al tuo cocchiere “Cosa vuoi?”; mai così direttamente a te.

COSA VUOI?

...

Senti come emozioni e pensieri cercano di rispondere per te?

Essi hanno tanti desideri: i cavalli fuori dalla stalla sono sottoposti a molti stimoli e il cocchiere desidera continuamente qualcosa...
Ovviamente certe emozioni possono volere qualcosa che altre non vogliono, mentre certe forme mentali possono avere desideri contrastanti con altre forme mentali, così come certe emozioni possono opporsi a certi pensieri e viceversa.
Da qui l'impossibilità delle persone di realizzare i propri obbiettivi, se non per caso o per tramite di una lotta interiore che chiamano “volontà”.

Ma TU cosa vuoi?

Devi dare una direzione. Altrimenti, appena bisognerà spostare la carrozza, cocchiere e cavalli senza un ordine preciso cominceranno a seguire le solite vecchie vie, nei soliti vecchi modi, con i soliti vecchi risultati.

DEVI DARE UNA DIREZIONE.

Ma dare una direzione significa avere dei desideri e TU, in quanto padrone della carrozza sembri non avere desideri. Infatti la cosiddetta illuminazione spirituale in realtà è il vivere in questo stato, in questo livello causale, essere il padrone della carrozza. Ne consegue che chi vive in questo stato è consapevole che

Nemmeno con una pioggia di monete d'oro si consegue la sazietà dei desideri: chi conosce che la soddisfazione dei desideri ha breve sapore e porta dolore, costui è un saggio.
(Buddha)

La mia insistenza dunque a chiederti cosa desideri TU, padrone della carrozza, appare come una contraddizione, come un non sense, appare come contraria alla tua natura illuminata di Colui che osserva.

Appare... ma non è così. Facciamo chiarezza.

In italiano il termine desiderio viene dal latino sidus/sideris (“costellazione”, poi singola stella), preceduto da “de”, che indica una privazione. In pratica desiderio significa “mancanza di stelle” e quindi disorientamento, mancanza di una direzione. Col tempo il “non vedere le stelle in cielo” e quindi la sensazione di smarrimento e quindi il de/sidereo è diventato il termine che indica un moto dell'animo tendente ad attuare o possedere ciò che appaga un bisogno.
Il Buddha prima citato fa però notare che il segreto della felicità sta nell'accettarsi così come si è, rinunciando ai desideri, la cui consapevolezza rende infelici non meno della loro realizzazione. In quanto ogni desiderio soddisfatto porta a maturarne un altro ancora più grande. In definitiva il “misticismo” partendo da questa premessa nega i desideri. Ma un saggio detto tantrico va oltre, specificando che “Fuggire dal fuoco non significa esserne liberi”. Bisogna dunque imparare ad usare il fuoco per esserne i padroni.
E tu, padrone della carrozza, devi imparare ad usare il desiderio.

Uno dei poteri “spirituali” più ambiti che motivano i ricercatori esoterici è il potere dell ... Read More »

By Re Nudo on 19/10/2007 6.23


di Prembodhi dr. Mario Montano


Le carte dei Tarocchi sono visibilmente delle icone, cioè delle immagini - della stessa natura delle immagini sacre e degli idoli. Partecipano dunque  del mondo psichico e immaginale e rimandano in questo alle due culture che si sono contrapposte nei secoli - quella della religione monoteista e quella della magia naturale - tutte e due grandi produttrici di icone, dalle icone dei santi a quelle dei segni zodiacali.

Nei Tarocchi queste immagini sono chiamate Arcani. ‘Arcano’ è ciò che è riposto nell’’Arca’, in greco ‘custodia’. Sono dunque immagini da custodire, da trattare con cura, da salvare dal diluvio e tramandare ai posteri.

Perché? Cosa vi è stato riposto con cura? Quali messaggi rivelano? Da quali mondi provengono? Chi è’ che ha ‘inventato’ i Tarocchi? Dal Settecento ai giorni nostri queste domande hanno stimolato una varietà di studiosi, storici, esoteristi a produrre un’abbondanza di ipotesi.

Ma i Tarocchi sono anche ostentatamente delle carte da gioco - lo stesso nome ‘Tarot’, ‘tarocco’, ‘tarock’, è stato dato in Francia Italia e Germania fino a molto recentemente ad un vero e proprio gioco di carte giocato alle fiere paesane.

I Tarocchi sono dunque la sintesi ardita di due mondi - il mondo della religione-magia da un lato e quello del ludico, del gioco, dall’altro - come si vede semplicemente osservando la struttura del mazzo: ventidue ‘Arcani Maggiori’ dalle immagini intense e dai nomi altisonanti (Il Matto, Il Mago, La Morte…) più cinquantasei ‘Arcani Minori’ che ricalcano le tradizionali carte da gioco (l’Asso di Bastoni, il Due di Spade, il Tre di Coppe…).

Di certo i Tarocchi fanno la loro comparsa in Europa durante il XV secolo e c’è chi dice che provengano dall’India o dalla Cina, chi dalla Spagna dove sarebbero stati introdotti durante l’occupazione araba; c’è chi li dice diffusi dagli zingari, chi importati dai Crociati; chi parla di una loro ricostruzione intorno al XIII secolo ad opera di cabalisti spagnoli. Ma aldilà del problema della loro origine storica ciò che più importa è la loro corrispondenza coi simboli delle cosmogonie e mitologie più antiche di tutti i popoli, il loro affondare le radici nelle profondità senza tempo dell’inconscio collettivo. (1)


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