Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
sabato 31 luglio 2010 ..:: Home ::..   Login
comunicazione-magia.jpg


Clicca qui sotto sul blog che preferisci, esplora le sezioni dei video e dei blog e poi scegli!




 
Manuale di autoipnosi

Video e blog di Olistica.tv: scegli una data e guarda il post del giorno!

SCOPRI LO ZOO ESOTERICO ITALIANO!

sito Nirava 2009
SESSIONI INDIVIDUALI
Bleep DVD
Blog
Autore: Re Nudo Creato: 05/06/2007 17.37
Mondi a confronto.

Da Re Nudo il 23/05/2009 13.21


uovo-zen.jpg
imm.1

uovo-spirituale.jpg
imm.2

essere-pittura-rupestre.jpg
imm.3

nadi-cakra.jpg
imm.4

meridiani-agopuntura.jpg
imm.5


tan-tien-taoismo.jpg
imm.6

mappa-psicoenergetica-tantrica-tibetana.jpg
imm.7

mappa-energetica-unitaria.jpg
imm.8
La sfera dell’essere: la mappa dell’unità
L’esperienza del sé, come coscienza globale di tutto il proprio essere è sempre alla base dei modelli olistici antichi. Come potete vedere nell’immagine 1 il cerchio come icona essenziale del corpo immobile e della sfera della coscienza silenziosa e vuota tipica della meditazione Zen. Nell’immagine 2 vediamo invece un classico uovo spirituale, il campo energetico che circonda spesso le divinità dei panteon antichi. Nei seminari di meditazione dell’Accademia Olistica da decenni osserviamo persone fare disegni spontanei di questo tipo, come: sfere luminose, cerchi, spirali di colori leggeri. Partendo da queste considerazioni abbiamo creato la struttura sferica del modello Cyber.

I livelli dell’essere e la mappa della complessità
Nelle antiche medicine sacre l’essere umano era percepito come unità psicosomatica, e lo stesso concetto di energia vitale (bio elettromagnetica) era inscindibilmente legato all’aspetto cognitivo-spirituale ossia all’informazione psichica.
Il Prana indiano, il Ci taoista, lo R’lung tibetano, il Mana dei Kahuna non erano concetti di energia cosciente. Tutto il corpo era visto come flusso di energia psichica, intelligente e sacra. Nell’immagine vicino al titolo troviamo una antica raffigurazione rupestre di quello che potremmo chiamare gli strati o livelli dell’essere. Nell’immagine 4 vediamo la complessità dei nadi i canali psicoenergetici e, in colori progressivi, i sette chakra: centri psicoenergetici profondi della tradizioni logica indiana che posseggono specifiche caratteristiche psicoenergetiche. Nell’immagine 5 una simile, ma più dettagliata, rete dei “meridiani” psicoenergetici di un’antica mappa di agopuntura cinese e nella 6 lo schema dei tan tien i principali centri psicoenergetici del taoismo, che corrispondo perfettamente al 2°, 4° e 6° chakra. Nell’immagine 7 vediamo invece la mappa psicoenergetica tantrica della tradizione medica buddista tibetana. In questa mappa, che riteniamo di grande importanza, emergono molti punti comuni tra la tradizione yogica e taoista. In particolare sono utilizzati canali più essenziali, ma comunque molto simili  a quelli cinesi e sono descritti cinque chakra principali, anche se sono contemplati come centri minori, gli altri due della tradizione yogica.

La mappa psicosomatica unificata
Ricordando che l’essere umano è uno in ogni tradizione e tempo, il gruppo di ricerca dell’Accademia Olistica ha studiato i punti comuni delle tradizioni medico-spirituali cercando di scremare le parti teoriche non essenziali, focalizzandosi sugli aspetti più funzionali ed efficaci delle stesse, riunendoli in una Mappa Energetica Unitaria più funzionale per la cura dell’essere umano del nostro tempo (immagine 8). Tra gli aspetti più importanti di questa mappa ci sono i percorsi energetici che confluiscono nei tre i centri psicofisici fondamentali della pancia, del cuore e della testa (i tre tan tien).   
1) Pancia: il centro vitale-metabolico principale, il tan-tien inferiore sede di Ming: la vita, e P’o: l’anima yin, inconscia e oscura, il 2° chakra dello yoga, sede della vitalità, l’hara dei giapponesi, sede del senso fisico dell’essere. Vi confluiscono i canali energetici yin della parte bassa del corpo (punti 4-6 di Vaso Concezione).
2) Cuore: il centro del sé, dell’identità profonda, che corrisponde al tan-tien medio, sede di Hsing: la coscienza personale, l’essere, il senso dell’io, e al 4° chakra dello yoga. Il centro più importante da risvegliare in questo momento storico! Vi confluiscono i canali energetici yin e yang (punti 17-18-19 Vaso Concezione).
3) Testa: il centro della coscienza dell’essere, il centro luminoso che governa il sistema. Corrisponde al tan-tienHui: la coscienza primordiale, il sé spirituale, e al 6° chakra il cosiddetto terzo occhio. Vi confluiscono i canali energetici yang (punti 19-22 Vaso Governatore).


Il concetto di squilibrio e di blocco psicosomatico
Mentre la medicina ufficiale ha sviluppato un concetto di malattia estremamente analitico, come è la patologia d'organo o di sistema; la medicina olistica ha sviluppato il concetto di sq ... Leggi tutto »

Da Re Nudo il 07/02/2009 22.41

ervin laszlo
Nitamo Montecucco – Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione delle ricerche sulla meditazione e sulla coscienza. Come vedi questo cambio di paradigma per cui la scienza finalmente inizia a studiare la coscienza?
Ervin Laszlo – Si tratta di uno sviluppo molto importante. Ci rendiamo sempre più conto, nella società civile, di quanto la coscienza sia diventata un fattore molto importante per la nostra vita, per il nostro futuro. Ci dobbiamo render conto del fatto che è necessario un cambiamento della situazione in cui ci troviamo, e per attuare questo cambiamento abbiamo bisogno di cambiare la coscienza. Un altro aspetto è che i metodi sono sempre più raffinati per capire e percepire i diversi parametri del funzionamento della coscienza. Credo che le sperimentazioni sulla coscienza, come quelle con il Brain Olotester da te ideato, siano sempre più precise.


Nitamo – Il paradigma olistico utilizza la scienza per entrare nel mondo più sottile degli stati di coscienza e della consapevolezza, secondo te come potrebbe essere impostata questa ricerca?


Laszlo – Alcuni scienziati, soprattutto fisici, dicono che occorre vedere solo ciò che è manifesto non soggettivo, mentre le scienze sociali umane, l’antropologia, riconoscono sempre più il fattore della coscienza, dei valori, della visione del mondo. Quando siamo di fronte ad un grande cambiamento, come siamo senz’altro ora, diventa sempre più importante comprendere come potrebbe essere affrontata questa sfida del cambiamento, che è trasformazione della civiltà, trasformazione della nostra mente, e per questo motivo diventa assolutamente imperativo studiare la coscienza individuale, e quella che Jung e altri hanno chiamato “coscienza collettiva”. Come tutto una società, una civiltà, una cultura reagisce di fronte a un cambiamento, come percepisce la sfida che si ha di fronte. Per tutto questo occorre una scienza sistemica che veda la foresta più che un insieme di alberi. Ovviamente la foresta può anche essere qualcosa di più che un insieme di alberi, perché l’unità è un insieme di rapporti che emergono solamente quando si vede la totalità. Osservando le singole cellule del corpo non si vedono questi rapporti globali. Così è per il cervello, capace di pensare, capace di reagire, capace anche di avere coscienza. Nelle singole cellule nervose non si vedono queste qualità. Anche se le cellule individuali hanno una propria “coscienza”, ma sicuramente non la coscienza umana che noi conosciamo. Olismo vuol dire vedere la foresta come totalità.


Nitamo – L’olismo riconosce che la cellula come ogni organismo vivente è più di un insieme di parti: è un sistema cognitivo unitario. Questa coscienza cellulare, questa capacità che lega tutto il sistema della cellula, degli organismi viventi, che permette alle varie parti di stare insieme, ci porta alla coerenza elettrodinamica. La fisica quantistica evidenzia che quando ci sono rapporti quantistici coerenti tra le parti si genera unità tra le energie, ma soprattutto unità delle informazioni. Quale potrebbe essere l’elemento in più che permette alla Teoria dei Sistemi di capire anche l’unità della coscienza, dell’essere umano e dei sistemi più semplici?

Laszlo – Negli anni 80-90, il sistema era prima di tutto oggettivo, il sistema delle cose manifeste e non dell’interiorità. Dobbiamo riconoscere che tutti i sistemi hanno una forma di esteriorità e una di interiorità, che diventa importantissima nell’essere umano. Possiamo dire che i sistemi non sono puramente esteriori – fisici, chimici, biologici, ecologici – ma hanno anche una interiorità. Più il sistema è complesso più diventa importante l’interiorità. C’è un cambiamento nel paradigma: vedere il mondo non solo come sviluppo degli atomi, delle molecole, delle cellule, organismi e sistemi, ma anche come sviluppo dell’interiorità.


Nitamo – L’insieme di interiorità ed esteriorità è il cuore del paradigma olistico, il vero superamento del dualismo. E’ un salto a livello della filosofia della scienza.

Laszlo – Sì, non sono due cose separate, bensì due prospettive della stessa unità. Perché quando siamo dentro ad un sistema, sentiamo con la coscienza la parte interiore. Alcuni scienziati, come David Bohm, con l’ordine implicato ed esplicato hanno indagato la mente, il comportamento umano, e riconoscono questa wholeness, questa unità del tutto.


Nitamo – Negli ultimi libri hai parlato di ricerche e nuove modalità scientifiche per lo studio della coscienza. Quali sono secondo te i punti più importanti per andare a scoprire e riconoscere questo aspetto profondo della coscienza nei sistemi?

Laszlo – Riconosco tre concetti principali nel cambiamento profondo nella scienza. Il primo è il concetto dello spazio-tempo, il secondo è quello della coerenza, il terzo è il ruolo e la presenza dell’informazione. Riguardo allo spazio, quello che possiamo vedere nello sviluppo della scienza, è che si allargano continuamente gli orizzonti. A metà del ventesimo secolo si pensava che la galassia fosse l’unico universo. Negli ultimi 15 anni è stato riconosciuto che esiste un metaverso da cui originano gli universi, quindi si allargano sempre più gli orizzonti e confini spaziali. Al giorno d’oggi parlano di “dimensione implicata”, di iperspazio, spazio a-temporale, vuoto quantistico. Quindi si può dire che c’è un progresso nel trovare un fondamento profondo per l’universo. Il mondo sorge su una base che è molto misteriosa: è la fonte dello spazio-tempo. È un livello che ho chiamato campo
akashico per una ragione specifica, e questo mi porta al secondo concetto fondamentale, quello della coerenza.

Abbiamo visto, e ciò è importantissimo, che le cose non sono separate le une dalle altre, ma ciò che accade ad un punto influenza ciò che accade in un altro punto. Tutto l’universo ha una coerenza, è collegato attraverso connessioni molto sottili. Queste connessioni sono ben sperimentate a livello quantistico. Vengono fuori anche a livello della vita, a livello biologico, e anche ...
Leggi tutto »

Da Re Nudo il 15/12/2008 10.29


Una spiegazione semplice delle idee del Lavoro

Questa è una sintesi del decalogo introduttivo al Lavoro di Gurdjieff, scritto negli anni ‘40 da un’allieva tra le più vicine.

UNO
Ognuno di noi è due persone: la persona che supponiamo di essere e ciò che siamo realmente. Solo l'Auto-Osservazione ci consente di rendercene conto. Non possiamo comprendere di essere due persone a meno che non incominciamo a comprendere ciò che significa osservare noi stessi. Vediamo un mondo fuori di noi: è ciò che ci offrono i sensi. I sensi però sono volti all'esterno e non è possibile vedere ciò che si è. Abbiamo tuttavia un organo all'interno di noi stessi che può osservare questa cosa chiamata sé. Per mezzo di quest’organo, possiamo vedere i nostri pensieri, sentimenti, stati d’animo. Questo è l'inizio del divenire un'altra persona.
La nostra vita psichica e quella interiore sono al buio fino a che non lasciamo entrare un raggio di luce, di coscienza di ciò che sta avvenendo. Affinché ciò avvenga dobbiamo dividerci in due: una parte che osserva e una parte osservata. Quando si stabilizza in noi un "io osservante", da questo "io" segue tutto il resto. All'inizio è piccolo e debole, ma è come una finestra per lasciar entrare la luce.

DUE
L'obiettivo dell'Auto-Osservazione è consentirci di cambiare noi stessi crescendo in consapevolezza senza cercare di cambiare le circostanze esteriori o gli altri. Deve però trattarsi di un'Auto-Osservazione non critica né giudicante. Abbiamo naturalmente un minimo di Auto-Osservazione che però non va mai oltre un certo punto, dopo di che incominciamo a criticare noi stessi. Dobbiamo oltrepassare questo punto e avere la forza di sopportare quanto osserviamo, con calma. È difficile farlo, perché siamo identificati e siamo solo preoccupati di non apparire ridicoli. Dobbiamo osservare noi stessi come se fossimo un'altra persona. Quando ci rendiamo conto che parole e azioni accadono in noi senza la nostra coscienza, incominciamo ad avere una visione differente di noi stessi. Riteniamo di sapere e ricordare, fino a che vediamo che non siamo ciò che immaginavamo, ma null'altro che macchine.

TRE
Cambiare se stessi non significa aggiungere qualcosa a ciò che si è ma arrivare a cambiare il proprio essere attraverso il riconoscimento che siamo addormentati e la rinuncia all’immagine di noi stessi. Tutte le teorie per migliorare il mondo da addormentati non fanno altro che intensificare il sonno dell'umanità.
Vi sono quattro stati di coscienza veri e propri possibili per l'uomo:
4. Stato di Coscienza Oggettiva
3. Stato di Consapevolezza di Sé o Auto-Coscienza o Ricordo di Sé (primo autentico stato di risveglio)
2. Il cosiddetto Stato di Veglia
1. Il sonno con sogni
Nel primo stato di coscienza siamo di fatto addormentati a letto. Nel secondo stato di coscienza andiamo qua e là per il mondo, occupati nei nostri affari quotidiani, pensando di essere svegli. È però soltanto il terzo stato di coscienza il primo stato di vera veglia ed è di fatto un nostro diritto. Il quarto stato è la coscienza della verità delle cose così come sono.
L'essere umano addormentato non può ricevere aiuto. L'aiuto può raggiungerci solo nel terzo stato di coscienza, quando ci rendiamo conto di essere addormentati.

QUATTRO
Per divenire coscienti dobbiamo osservare pensieri, emozioni, sensazioni e movimenti. Dobbiamo osservare noi stessi in modo definito. Non siamo uno, ma molti: un uomo pensante, emotivo, motorio, istintivo che sente fame, sete, caldo e freddo; che si sente bene o male. Tutti questi aspetti sono comandati separatamente da quelli che il Lavoro di Gurdjieff chiama Centri. Il Centro Intellettuale comanda il pensiero, il Centro Emozionale controlla le emozioni, il Centro Motorio-Istintivo si prende cura delle funzioni interne del corpo quali la digestione, la circolazione del sangue, la respirazione. Il primo passo nella trasformazione di se stessi è comprendere che non siamo una sola persona. Dobbiamo comprendere che siamo quattro persone con menti diverse ma complementari l'una all'altra e tutte necessarie per la vita umana. Un uomo equilibrato è un uomo in cui tutti i centri lavorano normalmente e hanno i loro giusti periodi di attività.

CINQUE
Tutti gli uomini hanno un Centro Intellettuale, un Centro Emozionale, nonché i Centri Istintivo e Motore, ma in uomini differenti questi centri sono sviluppati in modo molto differente. L'umanità è divisa in tre tipi di uomo: l'Uomo numero 1 motorio – istintivo, l'Uomo numero 2 emozionale e l'Uomo numero 3 intellettuale. L'umanità è squilibrata perché la vita viene percepita con un solo centro. Lo scopo di questo Lavoro è quello di ottenere l'Uomo Equilibrato, l'Uomo numero 4 che ha tutti i centri ugualmente sviluppati, così che nessun centro usurpi la funzione di un altro e ciascun centro compia il proprio lavoro nel modo appropriato. Per avvicinarsi all'Uomo numero 4, bisogna voler sviluppare quei lati di noi stessi che mancano di sviluppo; per questo nessuna nuova esperienza è inutile.

SEI
Abbiamo visto che l'uomo non è uno, poiché ogni centro in lui è una mente differente. Egli è di fatto multiplo. Per un lungo periodo, l'Auto-Osservazione ci mostrerà questa moltitudine di creature, ciascuna delle quali chiamiamo "io". Ogni "io" in un uomo è stato acquisito da una qualche esperienza nella vita, dall'imitazione, dall'ambiente circostante, da qualcosa di reale, dalla fantasia, dalla professione e così via. Osservando noi stessi dal punto di vista di molti "io", incominciamo a renderci conto che non è sempre la stessa persona a parlare, sebbene la chiamiamo "io". Notiamo che differenti "io" parlano in tempi differenti del giorno, facendosi carico di noi. Alcuni "io" sono molto pericolosi e, se vogliamo svilupparci, dobbiamo evitare che essi si facciano carico di tutto. Questi sono soprattutto gli "io" che stravolgono le cose, mentono, sono vendicativi e amari, pieni di autocommiserazione o di risentimento.
Cercate di osservare voi stessi dal punto di vista dei differenti "io" esistenti in voi e notate quanto spesso essi si contraddicano l'un l'altro. Notate gli "io" in cui siete quando siete da soli, notate come cambiano quando qualcuno entra nella stanza. Cercate di osservare l'intonazione con cui parlano i diversi "io".

Leggi tutto »


Archivio (i video e i blog di Olistica.tv)
Syndicate  



>> LINK UTILI:


TranceDance.it
Battiato
Comunicare Inconscio
Transurfing
Mandala Macro
Olistica-pubblicità
 

Link amici di Olistica.tv

Copyright Olistica.tv - P.IVA: 04241610262

Copyright (c) 2006-2010   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2010 by DotNetNuke Corporation