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Piero Verni
24/05/2008 10.47
Banspatant, Uttarkhand, 23 maggio 2008 (ore 16.30, locali)
"Situazione improvvisamente tesa. Ieri i marciatori erano partiti ed avevano percorso 19 chilometri giungendo nel piccolo villaggio di Banspatan. Ad un certo punto è arrivato un piccolo gruppo di poliziotti che ha iniziato a fare dei controlli. Un video giornalista norvegese che era presente ha iniziato a filmare. A questo punto i funzionari di polizia gli hanno prima intimato di smettere minacciando di confiscargli la telecamera e poi, visto che lui protestava, lo hanno fermato e condotto al commissariato del villaggio di Berinag nel distretto di Pithogar.
Dopo alcune ore, visto che il reporter non tornava al campo, Tenzin Tsundue e Lobsang Yeshi sono andati a vedere cosa stesse succedendo. Ma neanche loro sono ritornati. Questa mattina due dirigenti delle 5 ONG sono, a loro volta, andati a controllare la situazione ma non hanno fatto ancora ritorno al campo. Non si capisce bene cosa stia succedendo. Probabilmente tutto si risolverà nelle prossime ore ma è comunque una situazione poco chiara. Fate circolare più che potete la notizia. Io, compatibilmente con gli enormi problemi di comunicazione che ho, cercherò di tenervi tempestivamente aggiornati".
Seraghat, Uttarkhand, 19 maggio 2008 (ore 20.00, locali)
Anche oggi Karma ha difficoltà per le comunciazioni via SMS; mi ha quindi telefonato per dirmi che:
"I marciatori sono ancora fermi a Seraghat e gli organizzatori continuano a dialogare con la polizia perché non frapponga ostacoli alla continuazione della 'Marcia Verso il Tibet'. La richiesta è che sia permesso di continuare almeno fino al passo Darchu-la passando per un territorio in cui non vi sono restrizioni di circolazione e non sono richiesti particolari permessi di ingresso; dopo il passo inizia una 'restricted area' dove per entrare si deve avere uno speciale permesso. Adesso dobbiamo riuscire a strappare alla polizia il consenso a partire da qui, poi una volta arrivati a questa 'restricted area', vedremo il da farsi. Se ho ben compreso dovrebbe distare poco più di un centinaio di chilometri. Comunque l'intenzione degli organizzatori e di tutti i partecipanti alla 'Marcia' è quella di raggiungere il confine ed entrare in Tibet. Come ho già scritto ieri, costi quel che costi. Ritengo che non sarà facile. In ogni caso l'atteggiamento dei poliziotti non è ostile. Sono disponibili al dialogo e mi pare vogliano evitare in tutti i modi un'azione di forza con fermi ed arresti. Hanno però intensificato i controlli dei documenti. Io devo scendere ad Almora per telefonare e incontro diversi posti di blocco. La mia impressione è che si aspettino l'arrivo di altri marciatori (tibetani ma anche occidentali) e non gradiscano affatto l'idea. Sto cercando di trovare il modo per comunicare con qualche telefono portatile ma non sembra essere per nulla facile. Spero di trovare una soluzione al più presto anche perché fra qualche chilometro termina la strada asfaltata e la 'Marcia' dovrà inoltrarsi nelle foreste himalayane e quindi non avrò più la possibilità di trovare cabine o posti telefonici."
Seraghat, Uttarkhand, 19 maggio 2008 (ore 24.00, locali)
Come temuto, nell'area montana in cui si trova adesso la Marcia Verso il Tibet, i telefoni portatili hanno molti problemi di ricezione quindi oggi Karma non è stata in grado di inviarmi SMS ma ha solo potuto telefonarmi da una cabina pochi minuti fa, ecco in sintesi quanto mi ha detto:
"I marciatori sono fermi nell'area di Seraghat perché pochi chilometri più avanti c'è un ingente schieramento di polizia intenzionato a bloccare la Marcia; da diverse ore i dirigenti delle 5 ONG stanno trattando con la polizia perché consenta alla Marcia di proseguire. Io sono arrivata ieri mattina e ho trovato la gente che avevo lasciato poche settimane fa, altrettanto determinata ad andare avanti ed entrare in Tibet. Costi quel che costi. Sono in molti ad essersi lasciati dietro le spalle quel poco che avevano ed ora sono pronti anche a sacrificare le loro vite per libertà del Tibet. L'altro ieri c'è stato un violento temporale che ha causato non pochi problemi logistici ma adesso il tempo è tornato abbastanza sereno e fresco. Certo si dovrà cominciare a pensare a come affrontare le violente piogge monsoniche che fra poche settimane cominceranno a devastare queste regioni dell'India. Ma a questo si penserà in un secondo momento. Adesso l'importante è convincere la polizia a levare il blocco e lasciare passare i marciatori. Compatibilmente con le possibilità di comunicazione vi terrò informati di quanto accadrà."
Karma C. (corrispondente dalla "Marcia Verso il Tibet" per: Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv); Dossier Tibet (www.dossiertibet.it); Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org); Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it); Giotibet (www.giotibet.com); Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.org)
P.S.: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione a partire da questa pagina web: www.tibetanuprising.org
Per approfondire:
Guarda i video di Olistica.tv:
> Diritti umani (free Tibet): Cinesi ammazzano tibetani
Leggi i blog di Olistica.tv:
> Il blog di Piero Verni: Il Tibet, il satyagraha e l'insurrezione del Dalai Lama in Italia - Tibet: Rise up, Resist, Return - Diario della marcia sul Tibet -1 - Diario della Marcia sul Tibet 2 - Diario della Marcia sul Tibet 3 - Diario della Marcia sul Tibet 4 - Diario della Marcia sul Tibet 5 - Diario della Marcia sul Tibet 6 - Diario della Marcia sul Tibet 7 - Diario della Marcia sul Tibet 8 - Diario della Marcia sul Tibet 9 - La Marcia versoil Tibet riprende!
Leggi nell'Antologia olistica:
> Tibet oggi (di associazione Italia-Tibet)
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